Dipartimento

  • Posted on: October 19, 2013
  • By:

11. Dell’esperienza nel Dipartimento rimangono ancora vive, dentro di me, e dolorose le dure lotte con i colleghi di Storia dell’arte, tranne che, in parte, con Angela Vettese, che pretendevano di definirsi in un Dipartimento di Storia dell’arte “universale” (l’unica nostra forza propositiva, come Accademia, era invece quella di dirigere le nostre discipline unicamente all’ambito della contemporaneità, derivante dalla nostra specificità teorica e produttiva, e dal momento che eravamo l’unica istituzione – prima che lo IUAV fondasse, portandoci via il nostro territorio – coinvolgendo la stessa Angela Vettese, che già scriveva sul Sole 24 Ore – la Facoltà delle arti – ad occuparci a Venezia e nel Veneto dell’attualità). Mi sono battuto – con scritti, conferenze, convegni, interventi e lezioni – in tutti quegli anni, accompagnato da non più di sette o otto colleghi, per la “riforma universitaria” delle Accademie, per me un vero e proprio atto rifondativo, a partire dall’organigramma delle discipline e della loro finalità dipartimentale. Tra questi compagni di strada, denunciati dalla destra e traditi a sinistra, Ennio Chiggio (con cui avevo sviluppato un rapporto di più stretto rispetto scientifico), Giorgio Nonvellier, Sandro Sproccati, Toni Toniato, Giovanni Soccol, Arnaldo Momo, Angelo Schwarz, Giulio Alessandri, Luigi Viola: a questi, purtroppo si deve una finale malaugurata consegna al sindacato dell’esito dell’ultima conferenza nazionale dei direttori, dei docenti e degli studenti, che ero riuscito a portare ad un’adesione unitaria, antipartitica e antisindacale, con l’acclamazione di tutti i delegati e di tutte le componenti studentesche e con l’atto di dimissione di tutti i direttori, dopo tanti decenni di lotte, scioperi, controcorsi, convegni e vani appelli ai vari capi di Stato e ai numerosi Ministri. Un’esplosione atomica nel mezzo del teatro che ci ospitava, a Carrara, sarebbe stata meno distruttiva.