Bibliografia fondamentale

Selezione di libri, saggi, presentazioni in catalogo e articoli culturali per quotidiani.

Struttura e architettura di Cesare Brandi, sta in “La Biennale di Venezia”, 64/65, 1969, pp 84-85 (indagare la struttura della realtà è l’unica ontologia possibile).

Poesia concreta. Indirizzi concreti, visuali e fonetici, mostra della Biennale di Venezia, Ca’ Giustinian, 1969, collaborazione al catalogo (l’A. allestisce- in nome della poesia – con maestri: Dietrich Mahlow, Arrigo Lora Totino, AG Fronzoni).

Manifesto d’arte, mostra della Biennale di Venezia, Ca’ Giustinian, 1969, collaborazione al catalogo a alla esposizione. Il manifesto d’arte quando diventa opera d’arte, in un’indagine condivisa con Curt Heigl e AG Fronzoni.

Jorrit Tornquist, sta in “NAC. Notiziario di arte contemporanea”, n 6, 1969, pp 25 (il colore come campo sperimentale, al di là dell’immagine in sè).

Arazzi a Losanna, sta in “Le Arti”, n 9, 1969, pp 2-12 (vi si chiede se e come il lavoro d’artigianato può diventare opera d’arte).

F. S. Sonnnestern¸ sta in “NAC. Notiziario di arte contemporanea”, n 13, 1969, pp 25 (la relazione “impossibile” tra pazzia e arte, genio e sregolatezza).

Victor Vasarely, sta in “NAC. Notiziario di arte contemporanea”, n 14, 1969, p 28 (si ipotizzano i rischi di un’arte tecnologica quando viene presentata come “oggettistica” industriale).

Il difficile futuro. Nuove tendenza. Computers e ricerche visuali, sta in “NAC. Notiziario di arte contemporanea”, n 16, 1969, p 8 (di fronte alla possibile “perfezione” grafica delle opere prodotte dai computers, la figura dell’”errore” dell’artista è tutta da discutere).

La Biennale di Norimberga, sta in “NAC. Notiziario di arte contemporanea”, n 17, 1969, pp 8-9. Riflessioni sull’importante manifestazione dedicata alla Konstructive Kunst: Elemente und Prinzipien.

Artisti e operatori, (a proposito di una mostra internazionale di grafica: la grafica come “ordigno esplosivo” in quanto sempre e comunque arte pubblica).

Julio Le Parc, sta in “NAC. Notiziario di arte contemporanea”, n 22, 1969, p 18 (se ciò che conta, nell’arte cinetica, è ciò che avviene tra percepito e percipiente, cosa ne è del caso e della libertà interpretativa?).

La città nuova, sta in “NAC. Notiziario di arte contemporanea”, n 26, 1969, pp 26 (città del domani e future tecnologie: la fiducia di A. Moles nel designer come demiurgo).

A. R.. Fleishmann, sta in “NAC. Notiziario di arte contemporanea”, n 33, 1969, pp 13-14 (cosa succede ad una generazione nata allo scadere del secolo e dunque troppo giovane per partecipare al ventennio d’oro dell’avanguardia storica?).

Cronaca d’estate, sta in “Art International”, vol XIV/5, 1970, pp 46-50, 70 (intorno al rapporto tra uomo e ambiente, visto dalla parte dell’arte).

New York. Francis Picabia e Carl Andre, sta in “NAC. Notiziario di arte contemporanea”, n 3, 1970, p 31 (fatidica coerenza di avanguardie, che, in nome di un violento nichilismo, attaccano se stesse).

Germano Olivotto, sta in “NAC. Notiziario di arte contemporanea”, n 36, 1970, p 21 (uno dei più interessanti protagonisti italiani di un’arte minimale, strutturale e ambientale).

Arte del gioco e gioco dell’arte, in “Ricerca e progettazione”, a cura di Umbro Apollonio, Luciano Caramel, Dietrich Mahlow, Venezia, La Biennale di Venezia, 1970 ( l’A. in questo saggio pone in confronto la serietà progettuale del gioco, nella sua accezione di dis-vertimento, e il prendersi gioco delle attese dello spettatore da parte dell’artista).

Il manifesto d’arte, in “La Biennale di Venezia”, 66, 1970, pp 30-38 (tra tutte le forme di comunicazione pubblicitaria, quella sull’arte possiede dei caratteri specifici).

Proposta per una Biennale sperimentale, sta in “Art International”, vol XIV/7, 1971, pp 86-89 (il tentativo della cultura artistica attuale di cercare il consenso sociale e la sua collocazione “etica” piuttosto che “estetica”).

Sperimentare l’esperimento, sta in “Le Arti”, nn 5/6, 1970, pp 3-15 (l’edizione della Biennale del 1969 ha un’originale finalità teorica: mettere in forma un’esposizione sperimentale dell’arte sperimentale).

Milano e Venezia (eventi e mostre), sta in “Art International”, vol XIV/5, 1971, pp 60-64. (l’importanza di Milano come centro economico e culturale dell’arte contemporanea).

Milano e Venezia (eventi e mostre), sta in “Art International”, vol XIV/6, 1971, pp 118-122 (le mostre, tra gli altri, di Tinguely, Pistoletto, Beverly Pepper, Klossowski, Olivotto).

Von der Möglichkeit einer Strukturanalyse und eines dabei sich ergebenden Eingriffes inneralb eines städtischen Bereiches gesehen als offene Ganzheith (Analisi di operabilità ed operazione su una città campione, considerata come un insieme aperto), Grazer Druckerei, Graz 1971; il lavoro sintetizza una ricerca interdisciplinare (di architetti, fisici, chimici, sociologi, psicologi, artisti) effettuata sul campo, negli anni 1969-1971, sulla città metropolitana, prendendo come campione il complesso Marghera-Mestre-Favaro: dalla fabbrica alla campagna attraverso la città nel moto pendolare dell’autobus “3 barrato”.

Lettera dall’Italia, sta in “Art International”, vol XV/2, 1971, pp 58-63 (analisi critica della situazione artistica internazionale in mostra in Italia).

In piazza San Marco, sta in “NAC. Notiziario di arte contemporanea”, n 10, 1971, p 15 (analisi di un coinvolgimento estetico – o di arte pubblica – di grande rilevanza).

Hans Richter e le vie dell’antidada, sta in “Art International”, vol XV/8, 1971, pp 36-37, 79-80 (in seguito ad un’intervista ad uno dei fondatori del movimento dadaista, l’A. s’interroga su ciò che rimane dell’avanguardia).

faites votre jeu“. Per un’ipotesi di autogestione dell’arte, Edizioni del Cavallino, Venezia, 1972 (l’A. invita un numeroso gruppo di artisti internazionali a presentare opere liberamente ispirate ad una forma di autogestione espositiva, dati degli spazi assegnati, per liberare l’arte dalla critica a posteriori).

36° Biennale di Venezia, sta in “Art International”, vol XVI/8, 1972, pp 95-96, 103 (la presenza, sia pure in un clima di pesante restaurazione, di eventi culturalmente determinanti: Gerhard Richter, Hans Hollein, Gino de Dominicis, Diane Arbus, Mario Merz).

Jorrit Tornquist, presentazione in catalogo, Galerjia Suvremene Umjetnosti, Zagreb 1972. Sistemazione metodologioca dell’intera produzione dell’artista in un sistema rizomatico di relazioni.

Distruzione e riappropriazione della città. Tre lettere, sta in “in. Argomenti e immagini del design”, n. 7, 1972, pp 32-41 (l’A., fingendosi un redivivo Didimo Chierico, racconta ad Ugo La Pietra cosa incontrerà nel suo viaggio nel territorio formalizzato dal capitale alla ricerca vana del mare e della libertà).

Mario Ballocco, problemi di cromatologia, Bergamo, Pubblicazioni Method, 1973 (questo e i due saggi seguenti affrontano aspetti diversi della ricerca “logico-filosofica” sul colore, con immagini, schemi e diagrammi corredanti l’analisi scientifica degli esperimenti).

Aldo Schmid, la vitalità del colore, Bergamo, Pubblicazioni Method, 1973 (forse il più grande sperimentatore concettuale moderno del colore).

Sandro de-Alexandris, la luce come misura dello spazio, Bergamo, Pubblicazioni Method, 1973 (come può l’algida freddezza dell’opera diventare così poetica?).

Antonio Scaccabarozzi, presentazione in catalogo, Galleria del Cavallino, Venezia, 1973. Per la prima volta presento accanto alle opere dell’artista 45 minuti di registrazione della voce dell’artista, mentre sta parlando con me.

Jorrit Tornquist, Venezia, Galleria del Cavallino, 1973 (analisi, grazie alle ricerche cromatiche dell’artista austriaco Jorrit Tornquist, della possibilità di considerare il colore “pelle” come centro di un nuovo solido biocromatico).

Limiti, possibilità e proposte di una critica d’arte su un’indagine regionale (testo e interventi della tavola rotonda con U. Apollonio, G. Contessi, P. Rizzi, coordina l’A.), “NAC. Notiziario di arte contemporanea”, n 11, 1973, pp 15-19.

Dall’oggetto alla teoria. Ipotesi di autogestione artistica, galleria della Cappelletta, Osnago (Como): saggi nei cataloghi coordinati di Jorrit Tornquist, Antonio Scaccabarozzi, Dadamaino. 1973.

Communication sur la coleur, sta in “Opus International, n 53, 1974, pp 42-43 (rassegna critica dei più importanti “artisti del colore” in Italia).

Cenni di una teoria delle emozioni per quindici serigrafie di Antonio Calderara, allegato ad una cartella di opere serigrafie dell’artista: quando misura ed emozione, sentimento e razionalità, possono trovare un “perfetto” equilibrio.

VT is not TV (rassegna di videotapes), Catalogo Galleria del Cavallino, 1975 (la nuova e rivoluzionaria avventura dell’arte video, esaminata attraverso alcuni dei suoi più prestigiosi interpreti, (Vito Acconci, Joseph Beuys, Alighiero Boetti, Daniel Buren, Giuseppe Chiari, Gino de Dominicis, Joan Jonas, Urs Lüthi, Maurizio Nannucci, Dennid Oppenheim, Charlemagne Palestine).

Contributo per una sistemazione metodologica del colore nel movimento cosiddetto “cinetico“, sta in “Iterarte”, Arte cinetica, a cura di Umbro Apollonio, 1975, pp 14-17 (un movimento nel quale molteplici vettori di conoscenza tendono a tessere un’originale unità estetica e concettuale).

Arte/critica nelle opere di Germano Olivotto, sta in “NAC. Notiziario di arte contemporanea”, n 4, 1974, p 14 (in ricordo).

Cultura, decentramento e socializzazione dell’arte. Venezia, ottobre 1974, sta in “La Biennale di Venezia”, 1976, pp 33-43 (vi si affronta il ruolo dell’intellettuale – e delle arti – di fronte all’attuale momento politico di grande tensione sociale).

Retoriche e tecniche del disegno illustrativo, Illustratori italiani, Quadragono Libri, 1978 (indagine sul rapporto di stretta causalità tra la varietà degli strumenti del lavoro grafico e i corrispettivi risultati estetici dell’illustrazione in funzione di una possibile classificazione tipologica dell’illustrazione).

Accademia di Belle Arti e Beni Culturali, sta in “Iterarte” 14, 1978 pp 5-35 (si sostiene la tesi secondo la quale l’istituzione Accademia dovrebbe occuparsi non solo della ricerca artistica, ma anche di quell’esteticità diffusa in ogni aspetto della realtà naturale e artificiale, che dovrebbe essere concepita come Bene Culturale comune ad ognuno).

Die Zeichnung in Italien: Analyse, Kretivität, Entwurf, 1° Internationale Jugendtriennale + Meister der Zeichnung, Kunsthalle, Nürnberg, 1979 (si tratta di un saggio che accompagna la selezione – da parte dell’A, nella veste anche di Commissario nazionale della Triennale -, di un cospicuo numero di opere d’arte e di produzione tecnologica; in esso si affrontano le differenze d’ordine epistemologico fra le tre fondamentali categorie del disegno analitico, creativo e progettuale).

Approccio metodologico di ricerca per lo studio di un segno storico nel territorio, 1979-80, cura della tesi di alcuni studenti dell’Accademia di Belle Arti di Venezia e della Facoltà di Architettura di Venezia (Anna Gheller, Raffaello Padovan, Beatrice Siviero dell’Accademia e Mirella Lama dello IUAV), i cui risultati saranno pubblicati, assieme ad altri di rilevamento e analisi descrittiva di Case rurali nel Veneto, nei quaderni delle Regione veneta, 1980.

Dimensione estetica e dimensione scientifica negli esperimenti di Aldo Schmid sulla relatività del colore, Palazzo delle Albere, Trento 1980 (una ricognizione, a partire dall’analisi delle opere e della poetica di Aldo Schmid, delle principali differenze teoriche tra ricerche artistiche e ricerche scientifiche sul colore, effettuate negli ultimi decenni in Occidente).

La città come retro, in “Modo”, luglio agosto 1980. Indico le Halles come il “retro” della città attuale di Parigi, ieri il centro delle merci, oggi una vuota cavità che sarà certamente riempita dal vincitore del concorso architettonico di vuoti significati, ma che potrebbe diventare il vero punto di fuga nel banale dall’atrocità del presente.

Di-segno erotico (Erotische Zeichnung, erotisches Zeichen), 2° Internationale Jugendtriennale + Meister der Zeichnung, Kunsthalle, Nürnberg, 1982 (in questo saggio, di presentazione di una selezione nazionale di artisti italiani, l’A. indaga la relazione in chiave psicoanalitica tra il fenomeno autoriflessivo del disegno e il comportamento narcisistico dell’artista disegnatore).

Dopo o contro il sessantotto?, sta in “Informazioni arti visive”, 1980, n 6 (l’arte di fronte alla crisi del “progetto”).

Del Ludico. Dopo il sorriso delle avanguardie, Mazzotta, Milano 1982 (in questo libro l’A, compartecipe del movimento Tata, analizza sia i caratteri distintivi del fenomeno “ludico”, sia una serie di opere, specificatamente realizzate dal gruppo di artisti tata, individuandone l’origine nella grande tradizione del dadaismo e del surrealismo).

Note su alcuni materiali teorici dalle avanguardie storiche agli anni ‘60, in L’ultima avanguardia. Arte programmata e cinetica. 1953-1963, a cura di Lea Vergine (Mazzotta, Milano 1983); in questa saggio l’A. raccoglie e analizza criticamente documenti rari e poco noti del periodo storico compreso tra gli anni Dieci e gli anni Sessanta del nostro secolo, per dimostrare la continuità ideale e ideologica tra i due estremi storici dell’avanguardia “razionalistica” della modernità.

La parola della critica, sta in “Figure. Teoria e critica dell’arte”, n 4-5, Roma 1983; quali sono le effettive “parole” della critica, se la parola è solo una forma e, per meglio dire, la forma più pericolosamente coinvolta dal “fascino” dell’opera?

La critica come “figura” del moderno, sta in “La casa di Dedalo”, n 1, ottobre 1983, Maccari, Parma; l’A. ritiene la funzione critica una delle caratteristiche residuali della modernità, resistente persino alle dinamiche vischiose della postmodernità.

La Macchina del senso, in “La macchina del senso”, 6° Biennale d’Arte Contemporanea, Città di Marostica, Assessorato alla Cultura, Castello Inferiore, Marostica, 1983 (è possibile che la tecnologia, che produce esteticità diffusa, possa ancora esprimere “il valore”?).

Catalogo, circuito corto a lunga nota, in “Gioco”, Provincia di Siena, Assessorato alla Cultura del Comune di Siena, manifestazioni, convegno e mostra presso il Centro Polivalente di Basciano, 1983 (un testo in esperimento, che unisce in un’unicità senza soluzioni frammenti di pensieri filosofici altrui, cospicuamente annotati). I

l progetto dell’astratto, sta in “Figure. Teoria e critica dell’arte”, n 12, Roma 1985 (è ancora possibile pensare l’”astratto”? Questioni e problematiche sollevate dal riproporsi di una tendenza nuovamente minimalista nell’arte figurativa del momento).

Le Venezie possibili, Paese Sera, 1 luglio 1985. Una riflessione a seguito della mostra “Da Palladio a Le Corbusier”, curata da Giuseppe Mazzariol, Lionello Puppi, Giandomenico Romanelli e Maria Francesca Tiepolo a Venezia.

La Biennale di Venezia. Terza mostra internazionale di architettura. sta in “Figure”, 1985 (?). Individuo in questa Minimalität. Die gezeichnete Malerei, 3° Internationale Jugendtriennale + Meister der Zeichnung, Kunsthalle, Nürnberg, 1985 – 1986 (in questo saggio, l’A affronta storicamente e soprattutto filosoficamente il fenomeno del minimalismo artistico, adducendo opportune prove dimostrative della sua tesi, consistente nel ritenere la minimalità non una riduzione segnica, quanto un’aspetto di un nuovo orizzonte “metafisico”).

Arte Storia, Manuale di Storia dell’Arte per le Scuole Superiori. Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1986, 2 voll. (il manuale prende in considerazione – per la prima volta nella tradizione manualistica – l’intera realtà artistica ed architettonica europea, caratterizzandosi per un imponente apparato iconografico e per un modello di informazione volutamente scevro di eccessi di commento estetico e formalistico).

Arte Storia. Ipotesi di lavoro, Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1987 (un testo dedicato ai docenti e nel quale sono suggerite modelli di lezioni su fondamentali fatti storici, su artisti e su opere specifiche).

Il ritorno delle astrazioni. Paul Klee e il contemporaneo, COSA Collettivo Studi Accademia, La Linea Editrice, Padova 1987 (una ricerca storica e critica sulle origini, sulle cause e sulle implicazioni filosofiche delle poetiche minimaliste nelle arti contemporanee).

Arte del Novecento, Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1987 (una presentazione storico-critica delle più importanti poetiche e dei principali movimenti dell’arte moderna e contemporanea).

La pittura: una questione di bordo, COSA, Collettivo Studi Accademia, Venezia 1988 (un saggio che ridiscute, a partire da una nota tesi benjaminiana, le differenze fondamentali tra il disegno e la pittura).

Da Giotto a Caravaggio. Letture di opere fondamentali della pittura italiana, Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1989 (il testo saggistico presenta i principali studi iconologici dell’A. sulle fondamentali figure dell’arte rinascimentale, alla luce delle analisi critiche e attribuzionistiche più recenti, e nel confronto con le opere dell’arte contemporanea che fanno riferimento alla tradizione classica dell’arte).

Il finito, testo critico per la 74° Mostra Collettiva, Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia 1990 (saggio che, nato come pretesto critico di un’esposizione artistica di giovani artisti italiani, ha permesso di evidenziare la tendenza, ormai diffusa, ad indagare e rappresentare paesaggi e fenomeni sempre meno concettuali e sempre più lontani dalle grandi categorie della metafisica, dell’assoluto e dell’astrazione).

Fallimento e diserzione (Capaccio, Grillo, Rossano, Salvi: un saggio sulla leggerezza), Edizioni Sala 1, Roma, 1990. In questo saggio sulla leggerezza, dedicato a Italo Calvino, l’A cerca di dimostrare che all’artista può competere il fallimento, ma mai la diserzione).

Arte europea, Imprimitura ed., Padova, 1990 (le esperienze di quattro giovani artisti, Ghedin, Lago, Pilan, Savenago, aprono una riflessione sulla necessità di un’utopica “scienza dell’arte”).

Pole Star, rassegna di artisti veneti, Grazia Azzali, Francesco Cocco, Elena Fia Fozzer, Giuliano Orsingher, Anita Pasqualetti, alla Solianka Art Gallery, Mosca, 1991.

Zita Noè. Dietro le immagini, Centro Europeo Arte_Cultura. Ricerche multimediali, Milano, 1991.

Aldo Schmid. Ricerche logico-artistiche. Quadri Arte, Trento, 1991. Rarefazioni (Paolo Sardina e Graziano Visentin), Comune di Padova, Civica Galleria di Piazza Cavour, 1991 (due operatori diversi, accomunati dalla poetica della leggerezza).

Allegra è la vita …, “Progetto Giovani”, Assessorato alla Cultura, Padova, Cattedrale dell’ex-Macello, 1991 (Medaglia d’oro del Comune di Padova per il miglior testo critico italiano sull’arte dei giovani artisti contemporanei); si discute il limite della famosa affermazione wittgensteiniana, per la quale l’arte dovrebbe causare una condizione felice di fronte alla serietà della vita.

Ludico: opere fragili da maneggiare con cura, Quindicesima Biennale Internazionale del Bronzetto e della Piccola Scultura, Padova, Palazzo della Ragione. Milano, Electa, 1991 (rilettura di una lunga esperienza critico-artistica condivisa con altri operatori ed artisti italiani).

Arte e artificiale. Confini aperti, Art d’Eco, 4th. International Triennial Ecology and Art, Umetnostna galerjia Maribor, Maribor (Slovenia), 1992; l’A indaga, con l’ausilio di opere di artisti di fama internazionale (Enzo Cucchi, Piero Gilardi, Jannis Kounellis, Mario Merz, Maurizio Mochetti, Giulio Paolini, Fabrizio Plessi) il tema del rapporto tra natura naturale e natura artificiale.

Telantropi e ludioni e altri mostri post-televisivi, sta in “Il terzo occhio”, n 4, 1992, pp 40-41 (la nascita di nuove figure di utilizzatori di media nella dimensione di estrema ipervisibilità postmoderna).

Arte e complessità, sta in “Immagini ritrovate, tre mostre per una giovane arte”, Incontri di cultura, Arcimboldo ’92, Galleria Sintesi, Treviso, 1992 (Maria Teresa Sartori, Franca Daniela Rizzetto, Rosanna Boraso).

Il nido del sacro, Jindrichuv Hradec-kostal Nejsv. Trojice, 1992 (per Sarah Seidman).

Una finestra per l’arte, in High tec o – kraska? scritti per Paolo Dorigo, 1992 (scritto nel 1991): a quale arte può “pensare” un priginiero?

Quale arte per questa scienza della mutazione? sta in Atti Convegno Arte e Scienza, presieduto da Giulio Carlo Argan, Università degli studi di Bologna, Fondazione Guglielmo Marconi, Circolo artistico di Bologna, 8 maggio 1992 (provocatorio intervento sulla difficoltà delle arti a cambiare il loro statuto, per contrapporsi a ciò che la tecnica sta “spettacolarmente” impoonendo).

Arte del gioco e gioco dell’arte, sta in Ricerca e progettazione, volume a cura Umbro Apollonio, Luciano Carmel e Dietrich Mahlow, Biennale di Venezia, 1993 (diceva Freud che la felicità è niente altro che soddisfacimento di desideri preistorici: oggi una nuova arte del gioco consisterebbe nel cessare di pensare all’arte come ad un gioco, ma piuttosto come ad un’arma).

Evoluzioni virali, sta in “Vir(t)us”, numero unico, 1994, a cura del Senato degli studenti dell’Università di Venezia, realizzazione Genny Tessaro, pp 4-5.

Scontro di situazioni. Santomaso, Turcato e Vedova, tre rappresentanti veneti del Gruppo degli Otto, in AA VV, Modernità allo specchio, Supernova Venezia 1995 (differenze e soprattutto affinità reciproche di tre personalità del Gruppo veneziano degli Otto, in rapporto agli eventi culturali che si sviluppano contemporaneamente negli USA).

Oltre la scultura, corpi della mutazione (XVI Biennale della Scultura, Padova 1995); in questo saggio, l’A rivendica la propria primogenitura nell’individuazione di un gruppo di artisti e di sperimentatori, come Stelarc, Antunez o Orlan, che rappresentano la continuità storica tra la dimensione tradizionale della scultura e quella fantascientifica del cyborg.

Orlan, la femme qui rit, sta in “La stanza rossa. Rivista d’Arte dell’Era Virtuale”, n. 19, 1995, pp 20-25 (molecole di carne si clonano videodromicamente: morte all’estetica di superficie!).

Seminario: Le articolazioni delle arti pretendono incontri sui confini del loro corso. Lello Voce e Giacomo Verde, I due passanti, 7 marzo 1995; Massimo Giacon e Mimì Colucci, Pulp Comics, 14 marzo 1995; Giorgio Fabbris, Scatola nera, 21 marzo 1995; Pietro Mussini, Il giardino cablato, 28 marzo 1995; Antonio Caronia, La carne e i circuiti, 4 aprile 1995, Paolo Rosa e Studio azzurro, Nuovi percorsi tra cinema video e teatro. In collaborazione con la galleria Patagonia di Venezia, Aula magna dell’Accademia di Belle Arti di Venezia. (Tutti gli interventi sono disponibili su supporto video; Archivio elf).

Soggetti postvirtuali, ubiqui, in catalogo “Situazione costruita”, Città di Sacile, Assessorato alla Cultura, 1995 (la tesi dell’impossibilità di una “costruzione” di senso nell’epoca postmoderna).

Stelarc, angelo della mutazione, sta in “Juliet”, febbraio 1996, n. 76, pp. 26-27. Stelarc, l’angelo della mutazione, presentazione, Teatro Miela, Trieste, 28 maggio 1996; regitrazione audio video (proprietà Teatro Miela).

A ferro e fuoco, presentazione in catalogo Oscar Accorsi. Cut, Comune di Reggio Emilia, Assessorato ai Beni, Attività e Istituzioni Culturali, catalogo della mostra di Oscar Accorsi, 1996 (allievo di Salvatore Sciarrino, Oscar Accorsi taglia, recide e seziona lamine come note di uno spartito dodecafonico).

Forme dell’horror vacui, Comune di Reggio Emilia, Assessorato ai Beni, Attività e Istituzioni Culturali, catalogo della mostra “Horror vacui” di Massimo Giacon, 1996 (caratteristica di molta produzione artistica attuale è di dimostrare una sorta di orrore del vuoto, da cui, spesso, l’affiorare di uno stile narrativo narrativo basato sul concetto di continuum, fenomeno che risale ai nastri figurativi dell’arte paleocristiana).

Marina Abramovic, Balkan Baroque, sta in in “Virus”, settembre-ottobre-novembre 1997, p. 38-40 (una rappresentazione “politica”, tradotta nelle armi dell’arte, degli orrori della guerra).

Info-war, sta in “Virus”, settembre-ottobre-novembre 1998, p. 40-41 (globalizzazione dell’informazione e agguati informatici). Le luminose sostituzioni di Germano Olivotto, in catalogo della mostra “Natura della luce”, a cura di Riccardo Caldura, Marsilio, 1999 (analisi della poetica dell’artificiale, una delle prime coerenti adesioni al concetto di natura post-naturale).

Mir-age, sta in MIR.Arte nello Spazio, catalogo della mostra, Bolzano dicembre1999, Skira, 1999. La mostra, curata insieme a Roberto Masiero, si prefigge di presentare le più importanti ricerche artistiche delle avanguardie artistiche ed architettoniche sul tema dello spazio, sia cosmico sia mentale.

Supervisioni, sta in “Anfione e Zeto. Rivista di architettura e arti”, 12, 1999, pp. 135-136 (è ancora possibile vedere i fenomeni da fuori, se non, addirittura “da sopra”?).

Protect Me from What I Want, sta in “Il Progetto”, 7, 2000, pp. 48-51 (approfondita disanima della cultura postmoderna, dei pericoli insiti nelle nuove tecno-scienze e delle mutazioni fondamentali delle arti e delle architetture attuali).

Arte contemporanea. 1950-2000¸ Quaderni di Arte e Comunicazione, Zanichelli, Bologna 2001 (un testo saggistico sui movimenti più importanti e sulle figure artistiche più rappresentative dell’arte contemporanea, con analisi critica di una scelta di opere fondamentali, da Duchamp a Stelarc).

Simulazioni e simulacri, Architettura e simulazione, Atti del Convegno, Teatro Comunale, Potenza, novembre 2000.

La tecnica della rappresentazione, in Cre-Action, mostra e catalogo a cura degli studenti del corso di Composizione Architettonica del professor Peter Lorenz, Facoltà di Architettura di Trieste, 2000 (la tecnica della rappresentazione è essenzialmente la rappresentazione della tecnica).

Mir-age, sta in “Anfione e Zeto. Rivista di architettura e arti”, 13, 2001, pp 173-177 (analisi dei motivi teorici che hanno determinato contenuti e finalità della mostra sulle arti “spaziali”; vedi in MIR.Arte nello Spazio, Bolzano dicembre 1999).

Prendere misure, sta in “Anfione e Zeto. Rivista di architettura e arti”, 14, 2001 (si sostiene la tesi per cui è oggi necessario prendere misure di fronte all’enorme accelerazione delle mutazioni anche sociali in atto).

Welcome MIR Hotel, sta in Transarchitetura, a cura di Roberto Masiero, Eventi. San Dona’, Quaderni, n. 2, 2001, pp. 33-36 (cosa rimane del sogno di scoperta e cosa oggi si richiede al viaggio estremo, verso le “estreme cose”).

Why Future Doesn’t Need Us?, in Atti del Convegno Internazionale promosso da Centro Studi Triennale di Milano, Politecnico di Milano, le Università di Trieste, Trento, Udine, Rutgers University, New Jersey, FTI_Forum per la Tecnologia dell’Informazione Triennale di Milano, gennaio 2001 (di fronte all’irreversibile mutamento delle condizioni umane, provocato dalle nuove tecnoscienze, la nanotecnologia, la robotica e la biogenetica, quale destino ci aspetta e quale responsabilità attribuire ad un’esteticità che inizia a corrompere le stesse arti, da intendersi piuttosto come ultimi strumenti “critici”).

Contaminazioni in guerra e in pace, sta in “AZ Rivista di architettura e arti visive”, n 15, 2003, pp166-173 (la contaminazione come pensiero ossessivo dell’occidente). Comunic.arti. Arte versus comunicazione. Facoltà di Design e Arti, Facoltà di Design, IUAV, 2001-2002. Il web site comunicARTI.iuav.edu costituisce un modello rizomatico di dispensa delle lezioni. Il rizoma, on line e videoproiettato in aula, ha permesso di scegliere nodi e linee ritenuti fondamentali per una conoscenza basic della comunicazione visiva. Gli interventi e i contributi degli studenti (di cui una selezione è presente nel sito) hanno regolato il per.corso, esaminando e facendosi esaminare.

Esseri contemporanei. Adotta un’artista. Facoltà di Design e Arti, Facoltà di Design, IUAV, 2002-2003. 120 artisti italiani suggeriti ad altrettanto studenti, dopo la presentazione delle loro poetiche e delle loro opere. Mentre studenti si preparano a diventare designer, altri giovani della stessa generazione si propongono come artisti. Qualcosa di convergente sta manifestandosi in queste due dimensioni culturali dell’arte e del progetto: il designer sta sperimentando forme di radicalità inventiva e di complessità concettuale e semantica, muovendosi verso la filosofia e le arti, l’artista sta identificandosi come soggetto progettuale e comunicativo, anteponendo le sue opere alla pervasività dell’estetica diffusa e alla presupposta sparizione dell’arte.

Peter Eisenman – Max Reinhardt House, sta in “AZ Rivista di architettura e arti visive”, n 16, 2004 (la “piega” implica catastrofi!).

Infinito, Campus Universitario di Macchia Romana (Università degli Studi della Basilicata), 2004 (rassegna di video d’arte sul tema dell’infinito; con catalogo).

Impero pirata, sta in “In Si(s)tu”, Revista de Cultura Urbana – Pirataria” #09 e #10, março 2005, pp 49-67.

Dov’è svanita l’arte? Nel digitale, sta in “L’Unità”, 3 settembre 2004.

“Artitettura”. Porta Marghera e altre figure. in Giovanni Caprioglio. Spazio e contesto. Architetture recenti, Il Poligrafo, 2007.

Teoria della documentabilità nell’epoca delle tecnologie digitali, sta in Atti del convegno omonimo (Pier Aldo Rovatti, Maurizio Ferraris, Giuseppe O. Longo, Pierre Dalla Vigna, Ernesto L. Francalanci), a cura di Emiliano Bozzonella, Teatro Miela, Trieste, 2007.

Il futuro critico dell’arte, sta in Op. Cit., n 132, maggio 2008, pp 27-41.

Il ritorno della Cosa, sta in Agalma, 16, settembre 2008, pp 51-64.

Geografia della critica d’arte, l’Enciclopedia Italiana di scienza, letteratura e arti, Enciclopedia del Ventunesimo secolo, Treccani, volume VI, 2009.

Teoria della documentabilità nell’epoca delle tecnologie digitali, sta in Atti del convegno omonimo (Pier Aldo Rovatti, Maurizio Ferraris, Giuseppe O. Longo, Pierre Dalla Vigna, Ernesto L. Francalanci), a cura di Emiliano Bozzonella, Teatro Miela, Trieste, 2007.

Geografia della critica d’arte, l’Enciclopedia Italiana di scienza, letteratura e arti, Enciclopedia del Ventunesimo secolo, Treccani, volume VI, 2009, pp 611-619.

Fantasmi berlinesi. La Hochhaus di Mies van der Rohe e la Max Reinhardt House di Peter Eisenman, in AA VV, Costruire Abitare Pensare, Mimesis, 2010.

Uomini e nani. Il misurato, lo smisurato e l’immisurabile, in AA VV, Costruire Abitare Pensare, Mimesis, 2010.

Estética de los objectos, Machado, Boadilla del Monte, Madrid, 2010.

E’ visibile solo l’oggetto che si situa all’interno della teoria che lo studia, Electa, Milano 2011, sta in Ennio Ludovico Chiggio, Dislocamenti Amodali. Ricerche 1957-2011, Padova, Centro San Gaetano, 18 giugno- 17 luglio 2011.

Nesnelerin Estetigi, Dost Kitabevi Yaynlari, Istanbul, 2012.

Estetica del potere. Figure dell’ordine e del disordine, Mimesis, Milano-Udine 2014.

Il mattino ha l’oro in bocca, ovvero la responsabilità dell’arte e della critica,  in Rovesciare il mondo ad arte. D-istruzioni per l’uso, a cura di Giorgio De Finis, Fabio Benincasa e Andrea Facchi, Bordeaux 2015.