Selezione di libri, saggi, presentazioni in catalogo e articoli culturali per quotidiani.

Struttura e architettura di Cesare Brandi, sta in “La Biennale di Venezia”, 64/65, 1969, pp 84-85 (indagare la struttura della realtà è l’unica ontologia possibile).

Poesia concreta. Indirizzi concreti, visuali e fonetici, mostra della Biennale di Venezia, Ca’ Giustinian, 1969, collaborazione al catalogo (l’A. allestisce- in nome della poesia – con maestri: Dietrich Mahlow, Arrigo Lora Totino, AG Fronzoni).

Manifesto d’arte, mostra della Biennale di Venezia, Ca’ Giustinian, 1969, collaborazione al catalogo a alla esposizione. Il manifesto d’arte quando diventa opera d’arte, in un’indagine condivisa con Curt Heigl e AG Fronzoni.

Jorrit Tornquist, sta in “NAC. Notiziario di arte contemporanea”, n 6, 1969, pp 25 (il colore come campo sperimentale, al di là dell’immagine in sè).

Arazzi a Losanna, sta in “Le Arti”, n 9, 1969, pp 2-12 (vi si chiede se e come il lavoro d’artigianato può diventare opera d’arte).

F. S. Sonnnestern¸ sta in “NAC. Notiziario di arte contemporanea”, n 13, 1969, pp 25 (la relazione “impossibile” tra pazzia e arte, genio e sregolatezza).

Victor Vasarely, sta in “NAC. Notiziario di arte contemporanea”, n 14, 1969, p 28 (si ipotizzano i rischi di un’arte tecnologica quando viene presentata come “oggettistica” industriale).

Il difficile futuro. Nuove tendenza. Computers e ricerche visuali, sta in “NAC. Notiziario di arte contemporanea”, n 16, 1969, p 8 (di fronte alla possibile “perfezione” grafica delle opere prodotte dai computers, la figura dell’”errore” dell’artista è tutta da discutere).

La Biennale di Norimberga, sta in “NAC. Notiziario di arte contemporanea”, n 17, 1969, pp 8-9. Riflessioni sull’importante manifestazione dedicata alla Konstructive Kunst: Elemente und Prinzipien.

Artisti e operatori, (a proposito di una mostra internazionale di grafica: la grafica come “ordigno esplosivo” in quanto sempre e comunque arte pubblica).

Julio Le Parc, sta in “NAC. Notiziario di arte contemporanea”, n 22, 1969, p 18 (se ciò che conta, nell’arte cinetica, è ciò che avviene tra percepito e percipiente, cosa ne è del caso e della libertà interpretativa?).

La città nuova, sta in “NAC. Notiziario di arte contemporanea”, n 26, 1969, pp 26 (città del domani e future tecnologie: la fiducia di A. Moles nel designer come demiurgo).

A. R.. Fleishmann, sta in “NAC. Notiziario di arte contemporanea”, n 33, 1969, pp 13-14 (cosa succede ad una generazione nata allo scadere del secolo e dunque troppo giovane per partecipare al ventennio d’oro dell’avanguardia storica?).

Cronaca d’estate, sta in “Art International”, vol XIV/5, 1970, pp 46-50, 70 (intorno al rapporto tra uomo e ambiente, visto dalla parte dell’arte).

New York. Francis Picabia e Carl Andre, sta in “NAC. Notiziario di arte contemporanea”, n 3, 1970, p 31 (fatidica coerenza di avanguardie, che, in nome di un violento nichilismo, attaccano se stesse).

Germano Olivotto, sta in “NAC. Notiziario di arte contemporanea”, n 36, 1970, p 21 (uno dei più interessanti protagonisti italiani di un’arte minimale, strutturale e ambientale).

Arte del gioco e gioco dell’arte, in “Ricerca e progettazione”, a cura di Umbro Apollonio, Luciano Caramel, Dietrich Mahlow, Venezia, La Biennale di Venezia, 1970 ( l’A. in questo saggio pone in confronto la serietà progettuale del gioco, nella sua accezione di dis-vertimento, e il prendersi gioco delle attese dello spettatore da parte dell’artista).

Il manifesto d’arte, in “La Biennale di Venezia”, 66, 1970, pp 30-38 (tra tutte le forme di comunicazione pubblicitaria, quella sull’arte possiede dei caratteri specifici).

A proposito della prima Biennale di Norimberga, ib, pp 80-85 (si prospetta una collaborazione duratura tra le due istituzioni, quella tedesca e quella veneziana, per opera di Umbro Aopllonio e Dietrich Mahlow),

Proposta per una Biennale sperimentale, sta in “Art International”, vol XIV/7, 1971, pp 86-89 (il tentativo della cultura artistica attuale di cercare il consenso sociale e la sua collocazione “etica” piuttosto che “estetica”).

Sperimentare l’esperimento, sta in “Le Arti”, nn 5/6, 1970, pp 3-15 (l’edizione della Biennale del 1969 ha un’originale finalità teorica: mettere in forma un’esposizione sperimentale dell’arte sperimentale).

Milano e Venezia (eventi e mostre), sta in “Art International”, vol XIV/5, 1971, pp 60-64. (l’importanza di Milano come centro economico e culturale dell’arte contemporanea).

Milano e Venezia (eventi e mostre), sta in “Art International”, vol XIV/6, 1971, pp 118-122 (le mostre, tra gli altri, di Tinguely, Pistoletto, Beverly Pepper, Klossowski, Olivotto).

Von der Möglichkeit einer Strukturanalyse und eines dabei sich ergebenden Eingriffes inneralb eines städtischen Bereiches gesehen als offene Ganzheith (Analisi di operabilità ed operazione su una città campione, considerata come un insieme aperto), Grazer Druckerei, Graz 1971; il lavoro sintetizza una ricerca interdisciplinare (di architetti, fisici, chimici, sociologi, psicologi, artisti) effettuata sul campo, negli anni 1969-1971, sulla città metropolitana, prendendo come campione il complesso Marghera-Mestre-Favaro: dalla fabbrica alla campagna attraverso la città nel moto pendolare dell’autobus “3 barrato”.

Lettera dall’Italia, sta in “Art International”, vol XV/2, 1971, pp 58-63 (analisi critica della situazione artistica internazionale in mostra in Italia).

In piazza San Marco, “NAC. Notiziario di arte contemporanea”, n 10, 1971, p 15 (analisi di un coinvolgimento estetico – o di arte pubblica – di grande rilevanza).

Hans Richter e le vie dell’antidada, “Art International”, vol XV/8, 1971, pp 36-37, 79-80 (in seguito ad un’intervista ad uno dei fondatori del movimento dadaista, l’A. s’interroga su ciò che rimane dell’avanguardia).

Ancora della critica sulla critica, in Art International, XV/2, Fe­bruary 20, 1971 (riflessione sulle varie posizioni dell’attuale critica d’arte internazionale).

faites votre jeu“. Per un’ipotesi di autogestione dell’arte, Edizioni del Cavallino, Venezia, 1972 (l’A. invita un numeroso gruppo di artisti internazionali a presentare opere liberamente ispirate ad una forma di autogestione espositiva, dati degli spazi assegnati, per liberare l’arte dalla critica a posteriori).36° Biennale di Venezia, sta in “Art International”, vol XVI/8, 1972, pp 95-96, 103 (la presenza, sia pure in un clima di pesante restaurazione, di eventi culturalmente determinanti: Gerhard Richter, Hans Hollein, Gino de Dominicis, Diane Arbus, Mario Merz).

L’arte che diventa teoria,  Il Gazzettino, 20 maggio 1971 (intorno alla necessità per l’artista di teorizzare il proprio lavoro per differenziarlo dalle facilità creative). 

Jorrit Tornquist, presentazione in catalogo, Galerjia Suvremene Umjetnosti, Zagreb 1972. Sistemazione metodologioca dell’intera produzione dell’artista in un sistema rizomatico di relazioni.

Distruzione e riappropriazione della città. Tre lettere, sta in “In. Argomenti e immagini del design”, n. 7, 1972, pp 32-41 (l’A., fingendosi un redivivo Didimo Chierico l’A racconta ad Ugo La Pietra cosa incontrerà nel suo viaggio nel territorio formalizzato dal capitale alla ricerca vana del mare e della libertà).

Mario Ballocco, problemi di cromatologia, Bergamo, Pubblicazioni Method, 1973 (questo e i due saggi seguenti affrontano aspetti diversi della ricerca “logico-filosofica” sul colore, con immagini, schemi e diagrammi corredanti l’analisi scientifica degli esperimenti).

Aldo Schmid, la vitalità del colore, Bergamo, Pubblicazioni Method, 1973 (forse il più grande sperimentatore concettuale moderno del colore).

Sandro de-Alexandris, la luce come misura dello spazio, Bergamo, Pubblicazioni Method, 1973 (come può l’algida freddezza dell’opera diventare così poetica?).

Antonio Scaccabarozzi, presentazione in catalogo, Galleria del Cavallino, Venezia, 1973. Per la prima volta presento accanto alle opere dell’artista 45 minuti di registrazione della voce dell’artista, mentre sta parlando con me.

Jorrit Tornquist, Venezia, Galleria del Cavallino, 1973 (analisi, grazie alle ricerche cromatiche dell’artista austriaco Jorrit Tornquist, della possibilità di considerare il colore “pelle” come centro di un nuovo solido biocromatico).

Limiti, possibilità e proposte di una critica d’arte su un’indagine regionale (testo e interventi della tavola rotonda con U. Apollonio, G. Contessi, P. Rizzi, coordina l’A.), “NAC. Notiziario di arte contemporanea”, n 11, 1973, pp 15-19.

Dall’oggetto alla teoria. Ipotesi di autogestione artistica, galleria della Cappelletta, Osnago (Como): saggi nei cataloghi coordinati di Jorrit Tornquist, Antonio Scaccabarozzi, Dadamaino. 1973.

Losanna: l’arazzo torna di attualità, Il Gazzettino, 19 luglio 1973 (recensione di una nuova difficile ipotesi artistica: trasformare un’opera di tradizione artigianale in provocazione concettuale artistica).

Manlio Rho, Galleria del Cavallino, Venezia. 9 – 30.1.1974 (presentazione di uno degli artisti astrattisti più importanti; l’implicazione geometrica).

Note sull’arte metodologica, a proposito di François Morellet. Galleria del Cavallino, Venezia. 10 – 29.5.1974 (presentazione di uno degli artisti più significativi del GRAV di Parigi, assunto come testimoniale di un’arte che l’A sta lanciando, detta Arte metodologica).

Communication sur la coleur, sta in “Opus International, n 53, 1974, pp 42-43 (rassegna critica dei più importanti “artisti del colore” in Italia).

Contributo per una sistemazione metodologica del colore nel movimento cosiddetto “cinetico”, in Iterarte 4, aprile 1975 (una delle ricerche più importanti dell’A riguarda il rapporto tra arte e scienza, evitando ogni indulgenza nei riguardi di facili giochetti percettivi, tanto di moda).

Gian Carlo Venuto. Galleria del Cavallino, Venezia. 21.4 – 18.5. 1984 (presentazione delle opere dell’artista, con particolare attenzione alla rivisitazione dell’Ultima cena leonardesca).

Cenni di una teoria delle emozioni per quindici serigrafie di Antonio Calderara, 1974; allegato ad una cartella di opere serigrafie dell’artista: quando misura ed emozione, sentimento e razionalità, possono trovare un “perfetto” equilibrio.

VT is not TV (rassegna di videotapes), Catalogo Galleria del Cavallino, 1975 (la nuova e rivoluzionaria avventura dell’arte video, esaminata attraverso alcuni dei suoi più prestigiosi interpreti, (Vito Acconci, Joseph Beuys, Alighiero Boetti, Daniel Buren, Giuseppe Chiari, Gino de Dominicis, Joan Jonas, Urs Lüthi, Maurizio Nannucci, Dennid Oppenheim, Charlemagne Palestine).

Contributo per una sistemazione metodologica del colore nel movimento cosiddetto “cinetico“, sta in “Iterarte”, Arte cinetica, a cura di Umbro Apollonio, 1975, pp 14-17 (un movimento nel quale molteplici vettori di conoscenza tendono a tessere un’originale unità estetica e concettuale).

Arte/critica nelle opere di Germano Olivotto, sta in “NAC. Notiziario di arte contemporanea”, n 4, 1974, p 14 (in ricordo).

Cultura, decentramento e socializzazione dell’arte. Venezia, ottobre 1974, sta in “La Biennale di Venezia”, 1976, pp 33-43 (vi si affronta il ruolo dell’intellettuale – e delle arti – di fronte all’attuale momento politico di grande tensione sociale).

Retoriche e tecniche del disegno illustrativo, Illustratori italiani, Quadragono Libri, 1978 (indagine sul rapporto di stretta causalità tra la varietà degli strumenti del lavoro grafico e i corrispettivi risultati estetici dell’illustrazione in funzione di una possibile classificazione tipologica dell’illustrazione).

Accademia di Belle Arti e Beni Culturali, sta in “Iterarte” 14, 1978 pp 5-35 (si sostiene la tesi secondo la quale l’istituzione Accademia dovrebbe occuparsi non solo della ricerca artistica, ma anche di quell’esteticità diffusa in ogni aspetto della realtà naturale e artificiale, che dovrebbe essere concepita come Bene Culturale comune ad ognuno).

Die Zeichnung in Italien: Analyse, Kretivität, Entwurf, 1° Internationale Jugendtriennale + Meister der Zeichnung, Kunsthalle, Nürnberg, 1979 (si tratta di un saggio che accompagna la selezione – da parte dell’A, nella veste anche di Commissario nazionale della Triennale -, di un cospicuo numero di opere d’arte e di produzione tecnologica; in esso si affrontano le differenze d’ordine epistemologico fra le tre fondamentali categorie del disegno analitico, creativo e progettuale).

Approccio metodologico di ricerca per lo studio di un segno storico nel territorio, 1979-80, cura della tesi di alcuni studenti dell’Accademia di Belle Arti di Venezia e della Facoltà di Architettura di Venezia (Anna Gheller, Raffaello Padovan, Beatrice Siviero dell’Accademia e Mirella Lama dello IUAV), i cui risultati saranno pubblicati, assieme ad altri di rilevamento e analisi descrittiva di Case rurali nel Veneto, nei quaderni delle Regione veneta, 1980.

La materialità (se è storica) disegna e designa, in L’utilità scolpita, ovvero la forcola veneziana (a cura di Ennio Chiggio), Comune di Venezia, Assessorato al Turismo e Accademia di BB AA, Sala delle Colonne, Ca’ Giustinian, Venezia, 4 – 12 giugno 1980 (saggio sulla complessità del fenomeno “disegno”).

Dimensione estetica e dimensione scientifica negli esperimenti di Aldo Schmid sulla relatività del colore, Palazzo delle Albere, Trento 1980 (una ricognizione, a partire dall’analisi delle opere e della poetica di Aldo Schmid, delle principali differenze teoriche tra ricerche artistiche e ricerche scientifiche sul colore, effettuate negli ultimi decenni in Occidente).

La città come retro, in “Modo”, luglio agosto 1980. Indico le Halles come il “retro” della città attuale di Parigi, ieri il centro delle merci, oggi una vuota cavità che sarà certamente riempita dal vincitore del concorso architettonico di vuoti significati, ma che potrebbe diventare il vero punto di fuga nel banale dall’atrocità del presente.

Di-segno erotico (Erotische Zeichnung, erotisches Zeichen), 2° Internationale Jugendtriennale + Meister der Zeichnung, Kunsthalle, Nürnberg, 1982 (in questo saggio, di presentazione di una selezione nazionale di artisti italiani, l’A. indaga la relazione in chiave psicoanalitica tra il fenomeno autoriflessivo del disegno e il comportamento narcisistico dell’artista disegnatore).

Dopo o contro il sessantotto?, sta in “Informazioni arti visive”, 1980, n 6 (l’arte di fronte alla crisi del “progetto”).

Del Ludico. Dopo il sorriso delle avanguardie, Mazzotta, Milano 1982 (in questo libro l’A, compartecipe del movimento Tata, analizza sia i caratteri distintivi del fenomeno “ludico”, sia una serie di opere, specificatamente realizzate dal gruppo di artisti tata, individuandone l’origine nella grande tradizione del dadaismo e del surrealismo).

Note su alcuni materiali teorici dalle avanguardie storiche agli anni ‘60, in L’ultima avanguardia. Arte programmata e cinetica. 1953-1963, a cura di Lea Vergine (Mazzotta, Milano 1983); in questa saggio l’A. raccoglie e analizza criticamente documenti rari e poco noti del periodo storico compreso tra gli anni Dieci e gli anni Sessanta del nostro secolo, per dimostrare la continuità ideale e ideologica tra i due estremi storici dell’avanguardia “razionalistica” della modernità.

La parola della critica, sta in “Figure. Teoria e critica dell’arte”, n 4-5, Roma 1983; quali sono le effettive “parole” della critica, se la parola è solo una forma e, per meglio dire, la forma più pericolosamente coinvolta dal “fascino” dell’opera?

La critica come “figura” del moderno, sta in “La casa di Dedalo”, n 1, ottobre 1983, Maccari, Parma; l’A. ritiene la funzione critica una delle caratteristiche residuali della modernità, resistente persino alle dinamiche vischiose della postmodernità.

La Macchina del senso, in “La macchina del senso”, 6° Biennale d’Arte Contemporanea, Città di Marostica, Assessorato alla Cultura, Castello Inferiore, Marostica, 1983 (è possibile che la tecnologia, che produce esteticità diffusa, possa ancora esprimere “il valore”?).

a:b=x:d, dove a è un elemento casualmente reperito. ricostruzione, per analisi indiziaria di insiemi oggettuali omologhi, In più, 1984 (studio sulla congruenza dei vari insiemi oggettuali, al di là di somiglianze funzionali, stilistiche e formali).

Catalogo, circuito corto a lunga nota, in “Gioco”, Provincia di Siena, Assessorato alla Cultura del Comune di Siena, manifestazioni, convegno e mostra presso il Centro Polivalente di Basciano, 1983 (un testo in esperimento, che unisce in un’unicità senza soluzioni frammenti di pensieri filosofici altrui, cospicuamente annotati). 

l progetto dell’astratto, sta in “Figure. Teoria e critica dell’arte”, n 12, Roma 1985 (è ancora possibile pensare l’”astratto”? Questioni e problematiche sollevate dal riproporsi di una tendenza nuovamente minimalista nell’arte figurativa del momento).

Le Venezie possibili, Paese Sera, 1 luglio 1985. Una riflessione a seguito della mostra “Da Palladio a Le Corbusier”, curata da Giuseppe Mazzariol, Lionello Puppi, Giandomenico Romanelli e Maria Francesca Tiepolo a Venezia.

Progetto: Venezia, Paese Sera, 28 luglio 1985 (intorno al dibattito sul futuro urbanistico di Venezia, che è anche Marghera e Mestre).

La Biennale di Venezia. Terza mostra internazionale di architettura. sta in “Figure”, 1985 (il confronto sul metodo e sul significato tra l’esposizione d’arte figurativa e quella dedicata alle ricerche architettoniche e urbanistiche: insanabile).

Minimalität. Die gezeichnete Malerei, 3° Internationale Jugendtriennale + Meister der Zeichnung, Kunsthalle, Nürnberg, 1985 – 1986 (in questo saggio, l’A affronta storicamente e soprattutto filosoficamente il fenomeno del minimalismo artistico, adducendo opportune prove dimostrative della sua tesi, consistente nel ritenere la minimalità non una riduzione segnica, quanto un’aspetto di un nuovo orizzonte “metafisico”).

Più bianco del bianco uguale a zero, in Piero Manzoni. Disegni inediti 1960, Comune di Montone, Sala del Consiglio, 14.8 – 14.9.1986 (inedite riflessioni su un aspetto ancora poco noto della produzione di Manzoni).

Poesia di soglia, Paese Sera, 10 febbraio 1986 (sulla interazione tra parola e immagine nella poesia cosiddetta visiva).

Utopia come condizione per la sopravvivenza, Paese Sera, 6 luglio 1987 (intorno al dibattito sulla opportunità di inseguire ancora utopie, avendo consapevolezza che è in atto una metamorfosi politica irrimediabile).

Arte Storia, Manuale di Storia dell’Arte per le Scuole Superiori. Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1986, 2 voll. (il manuale prende in considerazione – per la prima volta nella tradizione manualistica – l’intera realtà artistica ed architettonica europea, caratterizzandosi per un imponente apparato iconografico e per un modello di informazione volutamente scevro di eccessi di commento estetico e formalistico).

Arte Storia. Ipotesi di lavoro, Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1987 (un testo dedicato ai docenti e nel quale sono suggerite modelli di lezioni su fondamentali fatti storici, su artisti e su opere specifiche).

Il ritorno delle astrazioni. Paul Klee e il contemporaneo, COSA Collettivo Studi Accademia, La Linea Editrice, Padova 1987 (una ricerca storica e critica sulle origini, sulle cause e sulle implicazioni filosofiche delle poetiche minimaliste nelle arti contemporanee).

Arte del Novecento, Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1987 (una presentazione storico-critica delle più importanti poetiche e dei principali movimenti dell’arte moderna e contemporanea).

La pittura: una questione di bordo, COSA, Collettivo Studi Accademia, Venezia 1988 (un saggio che ridiscute, a partire da una nota tesi benjaminiana, le differenze fondamentali tra il disegno e la pittura).

Das Weiss, das Schwarz. der Raum, in 4° Internationale  Ju­gend­trien­nale + Meister der Zeichnung, Kunsthalle, Nürnberg, 16.6.1988 – 2.10.1988 (saggio sulla contrapposizione ideale tra gli opposti).

Una luce nel bosco. in Germano Olivotto, Museo civico agli Eremitani, Padova, 9/4 – 21/5 1989; presentazione in catalogo di uno degli artisti italiani più significativi, che utilizza il neon in maniera totalmente inedita, in colloquio diretto con la natura).

Da Giotto a Caravaggio. Letture di opere fondamentali della pittura italiana, Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1989 (il testo saggistico presenta i principali studi iconologici dell’A. sulle fondamentali figure dell’arte rinascimentale, alla luce delle analisi critiche e attribuzionistiche più recenti, e nel confronto con le opere dell’arte contemporanea che fanno riferimento alla tradizione classica dell’arte).

Il finito, testo critico per la 74° Mostra Collettiva, Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia 1990 (saggio che, nato come pretesto critico di un’esposizione artistica di giovani artisti italiani, ha permesso di evidenziare la tendenza, ormai diffusa, ad indagare e rappresentare paesaggi e fenomeni sempre meno concettuali e sempre più lontani dalle grandi categorie della metafisica, dell’assoluto e dell’astrazione).

Fallimento e diserzione (Capaccio, Grillo, Rossano, Salvi: un saggio sulla leggerezza), Edizioni Sala 1, Roma, 1990. In questo saggio sulla leggerezza, dedicato a Italo Calvino, l’A cerca di dimostrare che all’artista può competere il fallimento, ma mai la diserzione).

Arte europea, Imprimitura ed., Padova, 1990 (le esperienze di quattro giovani artisti, Ghedin, Lago, Pilan, Savenago, aprono una riflessione sulla necessità di un’utopica “scienza dell’arte”).

Il cerchio sulla sabbia. (Caldon, Uneddu, Simonato). Sala del Kursaal. Abano. 15-21 dicembre 1990 (siamo sicuri che l’arte lasci segni duraturi?).

Pole Star, rassegna di artisti veneti, Grazia Azzali, Francesco Cocco, Elena Fia Fozzer, Giuliano Orsingher, Anita Pasqualetti, alla Solianka Art Gallery, Mosca, 1991 (un gruppo di artisti si riuniscono nell’intento di segnare un comune punto di riferimento concettuale)

Zita Noè. Dietro le immagini, Centro Europeo Arte_Cultura. Ricerche multimediali, Milano, 1991 (importante invenzione della artista, che utilizza il retro di manifesti murali per individuare segreti paesaggi poetici).

Aldo Schmid. Ricerche logico-artistiche. Quadri Arte, Trento, 1991.(L’A. segue da tempo le ricerche pittoriche dell’artista, cui collabora per rendere scientifico l’intero processo creativo).

Monet e i suoi amici, ed è già avanguardia, La Nuova Venezia,  10 dicembre 1991 (L’A, facendo tesoro delle sue ricerche storiche in atto propone una retrodatazione del concetto storico di avanguardia facendo riferimento paradossalmente al cuore dell’avventura “tradizionalista” dell’Impressionismo”.

Rarefazioni (Paolo Sardina e Graziano Visentin), Comune di Padova, Civica Galleria di Piazza Cavour, 1991 (due operatori diversi, accomunati dalla poetica della leggerezza).

Allegra è la vita …, “Progetto Giovani”, Assessorato alla Cultura, Padova, Cattedrale dell’ex-Macello, 1991 (Medaglia d’oro del Comune di Padova per il miglior testo critico italiano sull’arte dei giovani artisti contemporanei); si discute il limite della famosa affermazione wittgensteiniana, per la quale l’arte dovrebbe causare una condizione felice di fronte alla serietà della vita.

Ludico: opere fragili da maneggiare con cura, Quindicesima Biennale Internazionale del Bronzetto e della Piccola Scultura, Padova, Palazzo della Ragione. Milano, Electa, 1991 (rilettura di una lunga esperienza critico-artistica condivisa con altri operatori ed artisti italiani).

Arte e artificiale. Confini aperti, Art d’Eco, 4th. International Triennial Ecology and Art, Umetnostna galerjia Maribor, Maribor (Slovenia), 1992; l’A indaga, con l’ausilio di opere di artisti di fama internazionale (Enzo Cucchi, Piero Gilardi, Jannis Kounellis, Mario Merz, Maurizio Mochetti, Giulio Paolini, Fabrizio Plessi) il tema del rapporto tra natura naturale e natura artificiale.

Telantropi e ludioni e altri mostri post-televisivi, sta in “Il terzo occhio”, n 4, 1992, pp 40-41 (la nascita di nuove figure di utilizzatori di media nella dimensione di estrema ipervisibilità postmoderna).

Arte e complessità, sta in “Immagini ritrovate, tre mostre per una giovane arte”, Incontri di cultura, Arcimboldo ’92, Galleria Sintesi, Treviso, 1992 (Maria Teresa Sartori, Franca Daniela Rizzetto, Rosanna Boraso).

Il nido del sacro, Jindrichuv Hradec-kostal Nejsv. Trojice, 1992 (individuando nell’opera di Sarah Seidman una profonda spiritualità).

Una finestra per l’arte, in High tec o – kraska? scritti per Paolo Dorigo, 1992 (scritto nel 1991): a quale arte può “pensare” un prigioniero, per di più prigioniero politico?

Paul Klee, l’angelo della modernità, La Nuova Venezia, 16 luglio 1992 (riproporre Paul Klee come il propulsore della Krisis, ovvero della fine della modernità).

Artificiali. Le forme della mutazione (1992), La Linea Editrice, Padova (saggio sulla mutazione in atto nel campo artistico e culturale in genere, con conseguenze pericolose di tipo sociale e politico).

Quale arte per questa mutazione? sta in Atti Convegno Arte e Scienza, presieduto da Giulio Carlo Argan, Università degli studi di Bologna, Fondazione Guglielmo Marconi, Circolo artistico di Bologna, 8 maggio 1992 (provocatorio intervento sulla difficoltà delle arti a cambiare il loro statuto, per contrapporsi a ciò che la tecnica sta “spettacolarmente” imponendo).

Arte del gioco e gioco dell’arte, sta in Ricerca e progettazione, volume a cura Umbro Apollonio, Luciano Carmel e Dietrich Mahlow, Biennale di Venezia, 1993 (diceva Freud che la felicità è niente altro che soddisfacimento di desideri preistorici: oggi una nuova arte del gioco consisterebbe nel cessare di pensare all’arte come ad un gioco, ma piuttosto come ad un’arma).

L’arte tra virtus e virtuale, Unità, 1993 (per la prima volta l’A pone in essere la tragica contrapposizione tra etica e tecnica).

Al di là dell’arte, Unità, 1994 (quali sono i “confini” dell’arte).

Evoluzioni virali, sta in “Vir(t)us”, numero unico, 1994, a cura del Senato degli studenti dell’Università di Venezia, realizzazione Genny Tessaro, pp 4-5.

Scontro di situazioni. Santomaso, Turcato e Vedova, tre rappresentanti veneti del Gruppo degli Otto, in AA VV, Modernità allo specchio, Supernova Venezia 1995 (differenze e soprattutto affinità reciproche di tre personalità del Gruppo veneziano degli Otto, in rapporto agli eventi culturali che si sviluppano contemporaneamente negli USA).

La terza Biennale di Arte Contemporanea di Lione, Unità, 1995 (importante squarcio di nuovi e originali rapporti tra arte, scienza e tecnica).

Oltre la scultura, corpi della mutazione (XVI Biennale della Scultura, Padova 1995); in questo saggio, l’A rivendica la propria primogenitura nell’individuazione di un gruppo di artisti e di sperimentatori, come Stelarc, Antunez o Orlan, che rappresentano la continuità storica tra la dimensione tradizionale della scultura e quella fantascientifica del cyborg.

Orlan, la femme qui rit, sta in “La stanza rossa. Rivista d’Arte dell’Era Virtuale”, n. 19, 1995, pp 20-25 (molecole di carne si clonano videodromicamente: morte all’estetica di superficie!).

Seminario: Le articolazioni delle arti pretendono incontri sui confini del loro corso. Lello Voce e Giacomo Verde, I due passanti, 7 marzo 1995; Massimo Giacon e Mimì Colucci, Pulp Comics, 14 marzo 1995; Giorgio Fabbris, Scatola nera, 21 marzo 1995; Pietro Mussini, Il giardino cablato, 28 marzo 1995; Antonio Caronia, La carne e i circuiti, 4 aprile 1995, Paolo Rosa e Studio azzurro, Nuovi percorsi tra cinema video e teatro. In collaborazione con la galleria Patagonia di Venezia, Aula magna dell’Accademia di Belle Arti di Venezia. (Tutti gli interventi sono disponibili su supporto video; Archivio elf).

Soggetti postvirtuali, ubiqui, in catalogo “Situazione costruita”, Città di Sacile, Assessorato alla Cultura, 1995 (la tesi dell’impossibilità di una “costruzione” di senso nell’epoca postmoderna).

Stelarc, angelo della mutazione, sta in “Juliet”, febbraio 1996, n. 76, pp. 26-27. Stelarc, l’angelo della mutazione, presentazione, Teatro Miela, Trieste, 28 maggio 1996; regitrazione audio video (proprietà Teatro Miela).

A ferro e fuoco, presentazione in catalogo Oscar Accorsi. Cut, Comune di Reggio Emilia, Assessorato ai Beni, Attività e Istituzioni Culturali, catalogo della mostra di Oscar Accorsi, 1996 (allievo di Salvatore Sciarrino, Oscar Accorsi taglia, recide e seziona lamine come note di uno spartito dodecafonico).

Forme dell’horror vacui, Comune di Reggio Emilia, Assessorato ai Beni, Attività e Istituzioni Culturali, catalogo della mostra “Horror vacui” di Massimo Giacon, 1996 (caratteristica di molta produzione artistica attuale è di dimostrare una sorta di orrore del vuoto, da cui, spesso, l’affiorare di uno stile narrativo narrativo basato sul concetto di continuum, fenomeno che risale ai nastri figurativi dell’arte paleocristiana).

Marina Abramovic, Balkan Baroque, sta in in “Virus”, settembre-ottobre-novembre 1997, p. 38-40 (una rappresentazione “politica”, tradotta nelle armi dell’arte, degli orrori della guerra).

Info-war, sta in “Virus”, settembre-ottobre-novembre 1998, p. 40-41 (globalizzazione dell’informazione e agguati informatici). Le luminose sostituzioni di Germano Olivotto, in catalogo della mostra “Natura della luce”, a cura di Riccardo Caldura, Marsilio, 1999 (analisi della poetica dell’artificiale, una delle prime coerenti adesioni al concetto di natura post-naturale).

L’informazione è guerra, Virus, 1998.

Mir-age, sta in MIR.Arte nello Spazio, catalogo della mostra, Bolzano dicembre1999, Skira, 1999. La mostra, curata insieme a Roberto Masiero, si prefigge di presentare le più importanti ricerche artistiche delle avanguardie artistiche ed architettoniche sul tema dello spazio, sia cosmico sia mentale.

Supervisioni, sta in “Anfione e Zeto. Rivista di architettura e arti”, 12, 1999, pp. 135-136 (è ancora possibile vedere i fenomeni da fuori, se non, addirittura “da sopra”?).

La fine del secolo, La Nuova, 1999.

Stelarc. Il corpo tecnologico, Alto Adige, 1999.

Protect Me from What I Want, sta in “Il Progetto”, 7, 2000, pp. 48-51 (approfondita disanima della cultura postmoderna, dei pericoli insiti nelle nuove tecno-scienze e delle mutazioni fondamentali delle arti e delle architetture attuali).

Arte contemporanea. 1950-2000¸ Quaderni di Arte e Comunicazione, Zanichelli, Bologna 2001 (un testo saggistico sui movimenti più importanti e sulle figure artistiche più rappresentative dell’arte contemporanea, con analisi critica di una scelta di opere fondamentali, da Duchamp a Stelarc).

Simulazioni e simulacri, Architettura e simulazione, Atti del Convegno, Teatro Comunale, Potenza, novembre 2000.

Effetto Duchamp, La Nuova, 2000.

Il deserto dell’arte, La Nuova, 2000.

La tecnica della rappresentazione, in Cre-Action, mostra e catalogo a cura degli studenti del corso di Composizione Architettonica del professor Peter Lorenz, Facoltà di Architettura di Trieste, 2000 (la tecnica della rappresentazione è essenzialmente la rappresentazione della tecnica).

Mir-age, sta in “Anfione e Zeto. Rivista di architettura e arti”, 13, 2001, pp 173-177 (analisi dei motivi teorici che hanno determinato contenuti e finalità della mostra sulle arti “spaziali”; vedi in MIR.Arte nello Spazio, Bolzano dicembre 1999).

Prendere misure, sta in “Anfione e Zeto. Rivista di architettura e arti”, 14, 2001 (si sostiene la tesi per cui è oggi necessario prendere misure di fronte all’enorme accelerazione delle mutazioni anche sociali in atto).

Welcome MIR Hotel, sta in Transarchitettura, a cura di Roberto Masiero, Eventi. San Dona’, Quaderni, n. 2, 2001, pp. 33-36 (cosa rimane del sogno di scoperta e cosa oggi si richiede al viaggio estremo, verso le “estreme cose”).

Why Future Doesn’t Need Us?, in Atti del Convegno Internazionale promosso da Centro Studi Triennale di Milano, Politecnico di Milano, le Università di Trieste, Trento, Udine, Rutgers University, New Jersey, FTI_Forum per la Tecnologia dell’Informazione Triennale di Milano, gennaio 2001 (di fronte all’irreversibile mutamento delle condizioni umane, provocato dalle nuove tecnoscienze, la nanotecnologia, la robotica e la biogenetica, quale destino ci aspetta e quale responsabilità attribuire ad un’esteticità che inizia a corrompere le stesse arti, da intendersi piuttosto come ultimi strumenti “critici”).

L’epidemia della novità, Unità, 2002,

Arti della virtualità, Il Gazzettino, 2002.

Sulla supposta centralità dell’arte, Unità, 2002.

Evoluzioni virali, Unità, 2002.

Il suono senza suono, Unità, 2002,

Contaminazioni in guerra e in pace, sta in “AZ Rivista di architettura e arti visive”, n 15, 2003, pp166-173 (la contaminazione come pensiero ossessivo dell’occidente). Comunic.arti. Arte versus comunicazione. Facoltà di Design e Arti, Facoltà di Design, IUAV, 2001-2002. Il web site comunicARTI.iuav.edu costituisce un modello rizomatico di dispensa delle lezioni. Il rizoma, on line e videoproiettato in aula, ha permesso di scegliere nodi e linee ritenuti fondamentali per una conoscenza basic della comunicazione visiva. Gli interventi e i contributi degli studenti (di cui una selezione è presente nel sito) hanno regolato il per.corso, esaminando e facendosi esaminare.

Esseri contemporanei. Adotta un’artista. Facoltà di Design e Arti, Facoltà di Design, IUAV, 2002-2003. 120 artisti italiani suggeriti ad altrettanto studenti, dopo la presentazione delle loro poetiche e delle loro opere. Mentre studenti si preparano a diventare designer, altri giovani della stessa generazione si propongono come artisti. Qualcosa di convergente sta manifestandosi in queste due dimensioni culturali dell’arte e del progetto: il designer sta sperimentando forme di radicalità inventiva e di complessità concettuale e semantica, muovendosi verso la filosofia e le arti, l’artista sta identificandosi come soggetto progettuale e comunicativo, anteponendo le sue opere alla pervasività dell’estetica diffusa e alla presupposta sparizione dell’arte.

Peter Eisenman – Max Reinhardt House, sta in “AZ Rivista di architettura e arti visive”, n 16, 2004 (la “piega” implica catastrofi!).

Infinito“, Campus Universitario di Macchia Romana (Università degli Studi della Basilicata), 2004 (rassegna di video d’arte sul tema dell’infinito; con catalogo).

Dov’è svanita l’arte? Nel digitale, sta in “L’Unità”, 3 settembre 2004.

L’ombra elettronica, Unità, 2005.

Impero pirata, sta in “In Si(s)tu”, Revista de Cultura Urbana – Pirataria” #09 e #10, março 2005, pp 49-67.

L’occhio motore, Unità 2005.

L’arte dell’ibrido, Unità, 2005.

“Artitettura”. Porta Marghera e altre figure. in Giovanni Caprioglio. Spazio e contesto. Architetture recenti, Il Poligrafo, 2007.

Piero della Francesca, anzi Piero del Borgo, Unità 2009.

Teoria della documentabilità nell’epoca delle tecnologie digitali, sta in Atti del convegno omonimo (Pier Aldo Rovatti, Maurizio Ferraris, Giuseppe O. Longo, Pierre Dalla Vigna, Ernesto L. Francalanci), a cura di Emiliano Bozzonella, Teatro Miela, Trieste, 2007.

Goodbaye privacy, Unità 2007.

Il futuro critico dell’arte, sta in Op. Cit., n 132, maggio 2008, pp 27-41.

Il ritorno della Cosa, sta in Agalma, 16, settembre 2008, pp 51-64.

Freezer. Alberto Frigo, 2009 (quando l’arte diventata ossessione riesce a trovare una concettualità superiore).

Murder in the Cathedral. Per Alberto frigo, 2009.

Paolo Patelli. La verità in pittura, 2009.

Geografia della critica d’arte, l’Enciclopedia Italiana di scienza, letteratura e arti, Enciclopedia del Ventunesimo secolo, Treccani, volume VI, 2009, pp 611-619.

Fantasmi berlinesi. La Hochhaus di Mies van der Rohe e la Max Reinhardt House di Peter Eisenman, in AA VV, Costruire Abitare Pensare, Mimesis, 2010.

Uomini e nani. Il misurato, lo smisurato e l’immisurabile, in AA VV, Costruire Abitare Pensare, Mimesis, 2010.

Estética de los objectos, Machado, Boadilla del Monte, Madrid, 2010.

E’ visibile solo l’oggetto che si situa all’interno della teoria che lo studia, Electa, Milano 2011, in Ennio Ludovico Chiggio, Dislocamenti Amodali. Ricerche 1957-2011, Padova, Centro San Gaetano, 18 giugno- 17 luglio 2011.

Nesnelerin Estetigi, Dost Kitabevi Yaynlari, Istanbul, 2012.

Tutto ciò che è, è prodotto, Power Point, Liceo sperimentale, Fassa, 2012.

Shibboleth, Power Point, Liceo sperimentale, Fassa, 2013.

Il sentiero nel bosco, Power Point, Liceo sperimentale, Fassa, 2013.

Estetica del potere. Figure dell’ordine e del disordine, Mimesis, Milano-Udine 2014.

Il mattino ha l’oro in bocca, ovvero la responsabilità dell’arte e della critica,  in Rovesciare il mondo ad arte. D-istruzioni per l’uso, a cura di Giorgio De Finis, Fabio Benincasa e Andrea Facchi, Bordeaux 2015.

L’ironia di Duchamp, Unità, 2015 (dimostrare come neppure l’ironia duchampaina non possa più essere utilizzata nella tragedia del tempo attuale).

Il dispositivo Masiero, 2018 (contributo all’enorme lavoro storico critico compiuto da Roberto Masiero sulla architettura di Silvia e Livio Vacchini).

dell’Arte, Manuale di storia dell’arte per le Scuole superiori, 5 voll, De Agostini, 2021. L’opera propone una struttura di studio molto originale, basata sulla distribuzione degli argomenti in maniera progressiva, seguendo uno schema che si ripete ad ogni nuovo momento storico: 1. caratteri generali politico storici dell’epoca culturale, 2. studio del territorio, 3, analisi della conglomerazioni urbane, 4. evoluzione della architettura, 5. opere di scultura, 6. opere di arte figurativa, 7. marginalia, decorazioni, arti cosiddette minori, varie.

dell’Arte, Manuale di storia dell’arte per le Scuole superiori, 3 voll, DeAScuola, 2022.

Nostos, Franco Baglieri, centro ulturale Siculo-Tedesco, Comiso, 2022 (come dare senso artistico e poetico ai relitti che il mare porta sulla riva della nostra vita)

Il design ludico, in Ri-configurare lo spazio domestico per il vivere contemporaneo, catalogo progetti. New design 2023. La Biennale di Venezia (ricognizione di uno degli aspetti più intriganti e meno studiati del design: la sua propensione al gioco).

 La Vita nova, Eugenio Perazza, 2023.

 Demoni. Angeli, Fabrizio Gazzarri. Marina Bastianello Gallery, Venezia, 2023.

Immagini di immagini di immagini, in Extra Ordinario, Accademia di BB AA di Venezia, Vulcano editore, 2024.

Das Zweite Gesicht, Claus Soraperra, 2024. Sta in Uteres, artistic exploration project 2024, Museo ladin de Fascia.

La croce e la rana, Giancarlo Frison scultore. In Un sacro dire di sì, a cura di Paolo Pavan, overvieweditore, 2024.

Dell’onda e dello scoglio, Sonia Fuschi. Carthago edizioni, 2024.

La piuma e la lama, Sonia Costantini, 2024, Maurizio Corraini editore.

La piuma e la lente, Melina Mulas, 2024.

A.R. _Arte, Ar.ma, Arto. In No default. Per Elisa Barbieri, 2024.

La montagna invisibile, Mauro Sambo, 2024

Behind the Courtain, in Pier Luigi Olivi, Flavio Stocco ed, Castelfranco, 2024.

 L’opera in rosso, Maria Angela Tiozzi, 2024.

Attorno alla larva di una zanzara che balla in una goccia d’acqua et alia, Daniela Manzolli, 2024.

Il segno nero del coraggio, Franco Beraldo.

Il cielo sopra Ghazza, Pier Luigi Olivi, labibiennaledivenezia, 2025.

My voice is your voice, in Silvano Rubino, Progetto Kafka. La scrittura e il segno, Sparc. Venice Art Factory, 2024.

Finissage, per Silvano Rubini, 2025.

Stefano Mariani, Reliquie urbane, C.L.E.U.P. Coop. Libraria Editrice Università di Padova, 2025.

 Alla fine della salita di Sen Jan, Claus Soraperra, sta in Kokodekpaper Rivista indipendente, Nr.01/26.

Nec fiut alius in ea arte velocior, in Luigi Voltolina, Epifanie, Antiga Edizioni, 2026.

Make America Great Again, in Giampiero Ippolito, Il sogno americano, Gedi, 2026.

Le loup criait sous le teuilles. Pierpaolo Rosati, 2026.