Lezione 11
Lezione 11

I bordi del corpo

(09 maggio 2011)

Stelarc,
Third hand, 1991,
performance

Evento per pelle
in tensione, 1977,
performance

La sperimentazione di Stelarc è collocabile decisamente ormai oltre il bordo del corpo. Questi esordisce infatti nella storia dell'arte e nella storia della trasformazione cyborg con il motto: "neither of meditations or medications", "né meditazioni, né medicazioni".

Ricordiamo, in riferimento alla sua poetica priva di compromessi, la spaventosa serie di performance realizzate durante gli anni Settanta nell'ambito delle quali si è fatto attraversare il corpo da ganci che lo hanno sospeso ad altezze vertiginose, senza che dalle ferite fuoriuscisse alcuna goccia di sangue grazie a elaborati metodi di autocontrollo.
Il suo essersi trasformato in cyborg fa parte di un processo evolutivo che già vede la sua trasmutazione biologica in un corpo che non "sente". L'azione di Stelarc si prefigge un fine direttamente politico che consiste nell'assumersi come protagonista etico, un angelo venuto dal futuro come elf ha scritto, per anticipare a noi mortali cosa verrà domani: una trasformazione irreversibile del corpo, ovvero del soggetto, in cosa.

Tirando le redini del dis-corso ormai in conclusione, appare impellente la necessità della presa di coscienza dell'ineluttabilità di questa trasformazione che dovrà venire da noi ostacolata attraverso atti di resistenza capaci produrre grande energia, opera, invenzione, emozione.
Stelarc come tutti i grandi protagonisti delle arti, recita per noi, proponendosi sia in quanto portatore di profezia, sia in quanto inveratore nel presente di prospettive già immaginate da molti in passato.
Ma nelle profezie noi non vogliamo credere!


Il corso si chiude con la lettura di due poesie Haiku che possiamo considerare gli estremi della parabola delle criticità del confine.

Mezzodì di piena estate:
la morte ci spia,
gli occhi socchiusi.
Iida Dakotsu (1885—1962)

Frinire di cicale,
oggi tornano a me
tutti gli amori.
Ishida Hakyo (1913—1969)