{"id":513,"date":"2013-10-19T10:35:12","date_gmt":"2013-10-19T08:35:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.selfproject.it\/elf\/?p=513"},"modified":"2014-07-25T10:41:56","modified_gmt":"2014-07-25T08:41:56","slug":"imprevedibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.selfproject.it\/elf\/imprevedibile\/","title":{"rendered":"Imprevedibile"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.selfproject.it\/elf\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/elf-Artista-sconosciuto-vicino-a-Kano-Motonobu-Abate-capo-del-tempio-Daisen-in-1514.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-490\" title=\"elf, Artista sconosciuto, vicino a Kano Motonobu, Abate capo del tempio Daisen-in (1514)\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.selfproject.it\/elf\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/elf-Artista-sconosciuto-vicino-a-Kano-Motonobu-Abate-capo-del-tempio-Daisen-in-1514-1024x738.jpeg\" width=\"1024\" height=\"738\" srcset=\"https:\/\/www.selfproject.it\/elf\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/elf-Artista-sconosciuto-vicino-a-Kano-Motonobu-Abate-capo-del-tempio-Daisen-in-1514-1024x738.jpeg 1024w, https:\/\/www.selfproject.it\/elf\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/elf-Artista-sconosciuto-vicino-a-Kano-Motonobu-Abate-capo-del-tempio-Daisen-in-1514-300x216.jpeg 300w, https:\/\/www.selfproject.it\/elf\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/elf-Artista-sconosciuto-vicino-a-Kano-Motonobu-Abate-capo-del-tempio-Daisen-in-1514.jpeg 1808w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/p>\n<p>1.<\/p>\n<p>Artista sconosciuto, vicino a Kano Motonobu,\u00a0abate capo del tempio Daisen-in (1513 ca), Tokyo National Museum, foto elf.<\/p>\n<p>Quest&#8217;immagine, che riproduce un doppio dipinto su seta, esposto al National Museum di Tokyo, costituisce una sorta di simbolo del mio modo di concepire la cultura e la vita, lo studio dei libri e quello del mondo &#8220;naturale&#8221; (ma come chiamare ci\u00f2 che \u00e8 esterno al libro?). Ambedue queste dimensioni vanno interrogate e studiate. Il libro senza la conoscenza diretta del sentiero e dei viandanti non pu\u00f2 essere sufficiente, cos\u00ec come la sola esperienza del mondo non pu\u00f2 permettere di vederne la storia e la ragione politica e sociale dei conflitti.<\/p>\n<p>Cercher\u00f2 dunque di decifrare il significato dell&#8217;opera. L&#8217;artista divide la rappresentazione in due parti: il viandante deve attraversare il baratro sopra uno stretto ponte e contemporaneamente deve passare da un dipinto all&#8217;altro. Il monaco (il\u00a0<em>sensei<\/em>\u00a0che partecipa del Tao\u00a0(il termine Tao significa contemporaneamente &#8220;il maestro&#8221;, &#8220;la via&#8221; e &#8220;il nulla&#8221;), sta anche oltrepassando il limite fisico tra le due opere. Ha un libro in mano, sta leggendo. Se si concentra nella lettura perde la via, se guarda la via perde la parola.\u00a0\u00a0Siamo \u00a0davanti ad una scelta <em>vitale<\/em>: dobbiamo decidere se continuare a leggere il libro e rischiare di cadere gi\u00f9 dal ponte della vita o riporre la conoscenza per essere sicuri di vivere senza rischi.<\/p>\n<p>Ma c&#8217;\u00e8 qualcosa in pi\u00f9. Il monaco porta, in bilico sulla spalla, due fascine di legna, raccolta nella foresta alle sue spalle e da cui sta uscendo. Sta leggendo un libro. Che relazione c&#8217;\u00e8 tra tutto ci\u00f2? Le due parole &#8220;leggere&#8221; e &#8220;legna&#8221; derivano da un&#8217;unica radice indoeuropea leg-, lec-, che significa\u00a0la faticosa operazione di scegliere, come infatti si sceglie la leg-na nel bosco, e come si sceglie la lec-tura nel labirinto della biblioteca.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>l carattere cinese per libro (zhai) rappresenta un fascio di bamb\u00f9 legato insieme. i caratteri giapponesi che ne derivano rappresentano, il primo, un albero, il secondo un libro.<\/p>\n<div data-reactid=\".78.1:3:1:$comment544181945656139_2012157:0.0.$right.0.$left.0.0.4\">\n<div>\n<div><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"foto di Ernesto L. Francalanci.\" src=\"https:\/\/fbcdn-sphotos-c-a.akamaihd.net\/hphotos-ak-xaf1\/v\/t1.0-9\/p160x160\/1380337_548147528592914_397543003_n.jpg?oh=0fbece30b93ef02c53a2e179f8ffdc67&amp;oe=543EFEAE&amp;__gda__=1415127433_582600455e2fcb5534134d0a452b4dfd\" width=\"260\" height=\"160\" \/><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>Cos&#8217;\u00e8 dunque l&#8217;intelligenza (da i<em>ntellego<\/em>; <em>inter-lego<\/em>)<em>\u00a0<\/em>se non il raccogliere con fatica i dati che mi si presentano sulle pagine del libro e sui sentieri della vita, coniugandoli tra loro, confrontandoli e portandoli ad una sintesi fattiva. Legna che ho scelto opportunamente nel bosco per accendere il fuoco della casa, parole che raccolgo dal libro per illuminare la mia mente.<\/p>\n<p>Qualcosa di imprevedibile, negli ultimi decenni, \u00e8 successo nella nostra vita di cittadini, ma, prima ancora, di studiosi, qualcosa che ha a che fare con la consapevolezza della fine della centralit\u00e0 culturale dell&#8217;universit\u00e0 e della scuola, da una parte, e della sparizione della coscienza di classe, dall&#8217;altra. Una crisi forse irreversibile che fa parte di una pi\u00f9 generale tragedia: la situazione politica attuale e l&#8217;impossibilit\u00e0 della realizzazione, comunque, di un &#8220;buon governo&#8221;. La constatazione che \u00e8 ormai vano sperare di ricostruire in Italia un Progetto globale, scientifico ed umanistico. Poich\u00e9 esiste un preciso disegno dietro questo voluto oscuramento della speranza e dell&#8217;intelligenza: il disegno di far controllare non solo la politica e l\u2019economia del paese, ma anche l&#8217;organizzazione generale dei saperi, da un gruppo di persone politicamente orientate a destra o che, se di sinistra, non posseggono se non raramente una effettiva capacit\u00e0 o possibilit\u00e0 di contrasto. In questa fase storica si \u00e8 proceduto, con la complicit\u00e0 di mezzi di informazione, a legittimare ogni forma di ignoranza. Ignoranza del passato (della storia) e del presente (del Reale): e dunque con dismissione dell&#8217;arma della critica (sociale e politica). Ma anche ignoranza del futuro, vale a dire della possibilit\u00e0 del cambiamento dello stato delle cose: una rete eversiva, che ha impegnato decenni per formarsi, dandosi alla fine forma istituzionale.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.selfproject.it\/elf\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/IMG-20120209-00017-b.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-592\" alt=\"IMG-20120209-00017-b\" src=\"http:\/\/www.selfproject.it\/elf\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/IMG-20120209-00017-b-1024x768.jpg\" width=\"1024\" height=\"768\" srcset=\"https:\/\/www.selfproject.it\/elf\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/IMG-20120209-00017-b-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.selfproject.it\/elf\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/IMG-20120209-00017-b-300x224.jpg 300w, https:\/\/www.selfproject.it\/elf\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/IMG-20120209-00017-b.jpg 1072w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a>Questa immagine del mio &#8220;registro di classe&#8221; &#8211; sto parlando dello strumento che mi viene consegnato ogni anno per fare l&#8217;appello degli studenti (un certo numero di assenze preclude la possibilit\u00e0 di accedere all&#8217;esame) e che ogni anno viene fatto girare per l&#8217;aula per raccogliere le firme dei presenti . . .-, appoggiato sul piano di quella che dovrebbe essere la &#8220;cattedra&#8221; spiega pi\u00f9 di ogni discorso la condizione avvilente di una Facolt\u00e0 universitaria in \u00a0Italia. Nella fattispecie mi riferisco alla Facolt\u00e0 di Design dell&#8217;ateneo IUAV di Venezia, con sede staccata a Treviso. Ogni anno ho chiesto che il piano della cattedra venisse, quanto meno, ricoperto di carta.<br \/>\nNon vi \u00e8 pi\u00f9 studioso che non si accorga di quanto ormai sia difficile la trasmissione dei saperi scientifici ed umanistici, se non in ristrette e fortunate cerchie di sopravvissuti e negli ultimi luoghi di eccellenza. Un fatto concomitante e parallelo \u00e8 avvenuto anche a livello pi\u00f9 antropologico, che coinvolge la vita di tutti i giorni, dal momento che anche i saperi pi\u00f9 immediati, quelli che si trasmettono direttamente dagli adulti ai giovani e che, in generale, appartengono ai riti educativi e ai vari atti di relazione sociale, sono stati fatti dimenticare in cambio di una reciproca irresponsabilit\u00e0 e di un globale disimpegno etico e morale: un comportamento che coinvolge padri e figli in un&#8217;omert\u00e0 speculare fosca e insanabile. E che, di conseguenza, si rovescia nel rapporto acritico e accondiscendente che i giovani instaurano con l&#8217;istituzione e con lo Stato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>1. Artista sconosciuto, vicino a Kano Motonobu,\u00a0abate capo del tempio Daisen-in (1513 ca), Tokyo National Museum, foto elf. 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