{"id":17,"date":"2012-11-18T17:15:19","date_gmt":"2012-11-18T17:15:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.selfproject.it\/elf2\/?page_id=17"},"modified":"2026-08-14T11:25:26","modified_gmt":"2026-08-14T09:25:26","slug":"bibliografia-fondamentale","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.selfproject.it\/elf\/bibliografia-fondamentale\/","title":{"rendered":""},"content":{"rendered":"<h2>Selezione di libri, saggi, presentazioni in catalogo e articoli culturali per quotidiani.<\/h2>\n<p><em>Struttura e architettura di Cesare Brandi<\/em>, sta in \u201cLa Biennale di Venezia\u201d, 64\/65, 1969, pp 84-85 (indagare la struttura della realt\u00e0 \u00e8 l\u2019unica ontologia possibile).<\/p>\n<p><em>Poesia concreta. Indirizzi concreti, visuali e fonetici<\/em>, mostra della Biennale di Venezia, Ca\u2019 Giustinian, 1969, collaborazione al catalogo (l\u2019A. allestisce- in nome della poesia &#8211; con maestri: Dietrich Mahlow, Arrigo Lora Totino, AG Fronzoni).<\/p>\n<p><em>Manifesto d\u2019arte, mostra della Biennale di Venezia<\/em>, Ca\u2019 Giustinian, 1969, collaborazione al catalogo a alla esposizione. Il manifesto d\u2019arte quando diventa opera d\u2019arte, in un\u2019indagine condivisa con Curt Heigl e AG Fronzoni.<\/p>\n<p><em>Jorrit Tornquist<\/em>, sta in \u201cNAC. Notiziario di arte contemporanea\u201d, n 6, 1969, pp 25 (il colore come campo sperimentale, al di l\u00e0 dell\u2019immagine in s\u00e8).<\/p>\n<p><em>Arazzi a Losanna<\/em>, sta in \u201cLe Arti\u201d, n 9, 1969, pp 2-12 (vi si chiede se e come il lavoro d\u2019artigianato pu\u00f2 diventare opera d\u2019arte).<\/p>\n<p><em>F. S. Sonnnestern<\/em>\u00b8 sta in \u201cNAC. Notiziario di arte contemporanea\u201d, n 13, 1969, pp 25 (la relazione \u201cimpossibile\u201d tra pazzia e arte, genio e sregolatezza).<\/p>\n<p><em>Victor Vasarely<\/em>, sta in \u201cNAC. Notiziario di arte contemporanea\u201d, n 14, 1969, p 28 (si ipotizzano i rischi di un\u2019arte tecnologica quando viene presentata come \u201coggettistica\u201d industriale).<\/p>\n<p><em>Il difficile futuro. Nuove tendenza. Computers e ricerche visuali<\/em>, sta in \u201cNAC. Notiziario di arte contemporanea\u201d, n 16, 1969, p 8 (di fronte alla possibile \u201cperfezione\u201d grafica delle opere prodotte dai computers, la figura dell\u2019\u201derrore\u201d dell\u2019artista \u00e8 tutta da discutere).<\/p>\n<p><em>La Biennale di Norimberga<\/em>, sta in \u201cNAC. Notiziario di arte contemporanea\u201d, n 17, 1969, pp 8-9. Riflessioni sull&#8217;importante manifestazione dedicata alla Konstructive Kunst: Elemente und Prinzipien.<\/p>\n<p><em>Artisti e operatori<\/em>, (a proposito di una mostra internazionale di grafica: la grafica come \u201cordigno esplosivo\u201d in quanto sempre e comunque arte pubblica).<\/p>\n<p><em>Julio Le Parc<\/em>, sta in \u201cNAC. Notiziario di arte contemporanea\u201d, n 22, 1969, p 18 (se ci\u00f2 che conta, nell\u2019arte cinetica, \u00e8 ci\u00f2 che avviene tra percepito e percipiente, cosa ne \u00e8 del caso e della libert\u00e0 interpretativa?).<\/p>\n<p><em>La citt\u00e0 nuova<\/em>, sta in \u201cNAC. Notiziario di arte contemporanea\u201d, n 26, 1969, pp 26 (citt\u00e0 del domani e future tecnologie: la fiducia di A. Moles nel designer come demiurgo).<\/p>\n<p><em>A. R.. Fleishmann<\/em>, sta in \u201cNAC. Notiziario di arte contemporanea\u201d, n 33, 1969, pp 13-14 (cosa succede ad una generazione nata allo scadere del secolo e dunque troppo giovane per partecipare al ventennio d\u2019oro dell\u2019avanguardia storica?).<\/p>\n<p><em>Cronaca d\u2019estate<\/em>, sta in \u201cArt International\u201d, vol XIV\/5, 1970, pp 46-50, 70 (intorno al rapporto tra uomo e ambiente, visto dalla parte dell\u2019arte).<\/p>\n<p><em>New York. Francis Picabia e Carl Andre<\/em>, sta in \u201cNAC. Notiziario di arte contemporanea\u201d, n 3, 1970, p 31 (fatidica coerenza di avanguardie, che, in nome di un violento nichilismo, attaccano se stesse).<\/p>\n<p><em>Germano Olivotto<\/em>, sta in \u201cNAC. Notiziario di arte contemporanea\u201d, n 36, 1970, p 21 (uno dei pi\u00f9 interessanti protagonisti italiani di un\u2019arte minimale, strutturale e ambientale).<\/p>\n<p><em>Arte del gioco e gioco dell\u2019arte<\/em>, in \u201cRicerca e progettazione\u201d, a cura di Umbro Apollonio, Luciano Caramel, Dietrich Mahlow, Venezia, La Biennale di Venezia, 1970 ( l\u2019A. in questo saggio pone in confronto la seriet\u00e0 progettuale del gioco, nella sua accezione di dis-vertimento, e il prendersi gioco delle attese dello spettatore da parte dell\u2019artista).<\/p>\n<p><em>Il manifesto d\u2019arte<\/em>, in \u201cLa Biennale di Venezia\u201d, 66, 1970, pp 30-38 (tra tutte le forme di comunicazione pubblicitaria, quella sull\u2019arte possiede dei caratteri specifici).<\/p>\n<p><em>A proposito della prima Biennale di Norimberga<\/em>, ib, pp 80-85 (si prospetta una collaborazione duratura tra le due istituzioni, quella tedesca e quella veneziana, per opera di Umbro Aopllonio e Dietrich Mahlow),<\/p>\n<p><em>Proposta per una Biennale sperimentale<\/em>, sta in \u201cArt International\u201d, vol XIV\/7, 1971, pp 86-89 (il tentativo della cultura artistica attuale di cercare il consenso sociale e la sua collocazione \u201cetica\u201d piuttosto che \u201cestetica\u201d).<\/p>\n<p><em>Sperimentare l\u2019esperimento<\/em>, sta in \u201cLe Arti\u201d, nn 5\/6, 1970, pp 3-15 (l\u2019edizione della Biennale del 1969 ha un\u2019originale finalit\u00e0 teorica: mettere in forma un\u2019esposizione sperimentale dell\u2019arte sperimentale).<\/p>\n<p><em>Milano e Venezia (eventi e mostre)<\/em>, sta in \u201cArt International\u201d, vol XIV\/5, 1971, pp 60-64. (l\u2019importanza di Milano come centro economico e culturale dell\u2019arte contemporanea).<\/p>\n<p><em>Milano e Venezia (eventi e mostre)<\/em>, sta in \u201cArt International\u201d, vol XIV\/6, 1971, pp 118-122 (le mostre, tra gli altri, di Tinguely, Pistoletto, Beverly Pepper, Klossowski, Olivotto).<\/p>\n<p><em>Von der M\u00f6glichkeit einer Strukturanalyse und eines dabei sich ergebenden Eingriffes inneralb eines st\u00e4dtischen Bereiches gesehen als offene Ganzheith (Analisi di operabilit\u00e0 ed operazione su una citt\u00e0 campione, considerata come un insieme aperto)<\/em>, Grazer Druckerei, Graz 1971; il lavoro sintetizza una ricerca interdisciplinare (di architetti, fisici, chimici, sociologi, psicologi, artisti) effettuata sul campo, negli anni 1969-1971, sulla citt\u00e0 metropolitana, prendendo come campione il complesso Marghera-Mestre-Favaro: dalla fabbrica alla campagna attraverso la citt\u00e0 nel moto pendolare dell\u2019autobus \u201c3 barrato\u201d.<\/p>\n<p><em>Lettera dall\u2019Italia<\/em>, sta in \u201cArt International\u201d, vol XV\/2, 1971, pp 58-63 (analisi critica della situazione artistica internazionale in mostra in Italia).<\/p>\n<p><em>In piazza San Marco<\/em>, \u201cNAC. Notiziario di arte contemporanea\u201d, n 10, 1971, p 15 (analisi di un coinvolgimento estetico &#8211; o di arte pubblica &#8211; di grande rilevanza).<\/p>\n<p><em>Hans Richter e le vie dell\u2019antidada<\/em>, \u201cArt International\u201d, vol XV\/8, 1971, pp 36-37, 79-80 (in seguito ad un\u2019intervista ad uno dei fondatori del movimento dadaista, l\u2019A. s\u2019interroga su ci\u00f2 che rimane dell\u2019avanguardia).<\/p>\n<p><em>Ancora della critica sulla critica<\/em>, in Art International, XV\/2, Fe\u00adbruary 20, 1971 (riflessione sulle varie posizioni dell&#8217;attuale critica d&#8217;arte internazionale).<\/p>\n<p>\u201c<em>faites votre jeu<\/em>\u201c. Per un\u2019ipotesi di autogestione dell\u2019arte, Edizioni del Cavallino, Venezia, 1972 (l\u2019A. invita un numeroso gruppo di artisti internazionali a presentare opere liberamente ispirate ad una forma di autogestione espositiva, dati degli spazi assegnati, per liberare l\u2019arte dalla critica a posteriori).<em>36\u00b0 Biennale di Venezia<\/em>, sta in \u201cArt International\u201d, vol XVI\/8, 1972, pp 95-96, 103 (la presenza, sia pure in un clima di pesante restaurazione, di eventi culturalmente determinanti: Gerhard Richter, Hans Hollein, Gino de Dominicis, Diane Arbus, Mario Merz).<\/p>\n<p><em>L&#8217;arte che diventa teoria<\/em>,\u00a0 Il Gazzettino, 20 maggio 1971 (intorno alla necessit\u00e0 per l&#8217;artista di teorizzare il proprio lavoro per differenziarlo dalle facilit\u00e0 creative).\u00a0<\/p>\n<p><em>Jorrit Tornquist<\/em>, presentazione in catalogo, Galerjia Suvremene Umjetnosti, Zagreb 1972. Sistemazione metodologioca dell&#8217;intera produzione dell&#8217;artista in un sistema rizomatico di relazioni.<\/p>\n<p><em>Distruzione e riappropriazione della citt\u00e0. Tre lettere<\/em>, sta in \u201cIn. Argomenti e immagini del design\u201d, n. 7, 1972, pp 32-41 (l\u2019A., fingendosi un redivivo Didimo Chierico l&#8217;A racconta ad Ugo La Pietra cosa incontrer\u00e0 nel suo viaggio nel territorio formalizzato dal capitale alla ricerca vana del mare e della libert\u00e0).<\/p>\n<p><em>Mario Ballocco, problemi di cromatologia<\/em>, Bergamo, Pubblicazioni Method, 1973 (questo e i due saggi seguenti affrontano aspetti diversi della ricerca \u201clogico-filosofica\u201d sul colore, con immagini, schemi e diagrammi corredanti l\u2019analisi scientifica degli esperimenti).<\/p>\n<p><em>Aldo Schmid, la vitalit\u00e0 del colore<\/em>, Bergamo, Pubblicazioni Method, 1973 (forse il pi\u00f9 grande sperimentatore concettuale moderno del colore).<\/p>\n<p><em>Sandro de-Alexandris, la luce come misura dello spazio<\/em>, Bergamo, Pubblicazioni Method, 1973 (come pu\u00f2 l\u2019algida freddezza dell\u2019opera diventare cos\u00ec poetica?).<\/p>\n<p><em>Antonio Scaccabarozzi<\/em>, presentazione in catalogo, Galleria del Cavallino, Venezia, 1973. Per la prima volta presento accanto alle opere dell&#8217;artista 45 minuti di registrazione della voce dell&#8217;artista, mentre sta parlando con me.<\/p>\n<p><em>Jorrit Tornquist<\/em>, Venezia, Galleria del Cavallino, 1973 (analisi, grazie alle ricerche cromatiche dell\u2019artista austriaco Jorrit Tornquist, della possibilit\u00e0 di considerare il colore \u201cpelle\u201d come centro di un nuovo solido biocromatico).<\/p>\n<p><em>Limiti, possibilit\u00e0 e proposte di una critica d\u2019arte su un\u2019indagine regionale<\/em> (testo e interventi della tavola rotonda con U. Apollonio, G. Contessi, P. Rizzi, coordina l\u2019A.), \u201cNAC. Notiziario di arte contemporanea\u201d, n 11, 1973, pp 15-19.<\/p>\n<p><em>Dall&#8217;oggetto alla teoria. Ipotesi di autogestione artistica<\/em>, galleria della Cappelletta, Osnago (Como): saggi nei cataloghi coordinati di Jorrit Tornquist, Antonio Scaccabarozzi, Dadamaino. 1973.<\/p>\n<p><em>Losanna: l&#8217;arazzo torna di attualit\u00e0<\/em>, Il Gazzettino, 19 luglio 1973 (recensione di una nuova difficile ipotesi artistica: trasformare un&#8217;opera di tradizione artigianale in provocazione concettuale artistica).<\/p>\n<p><em>Manlio Rho,<\/em> Galleria del Cavallino, Venezia. 9 &#8211; 30.1.1974 (presentazione di uno degli artisti astrattisti pi\u00f9 importanti; l&#8217;implicazione geometrica).<\/p>\n<p><em>Note sull&#8217;arte metodologica, a proposito di Fran\u00e7ois Morellet<\/em>. Galleria del Cavallino, Venezia. 10 &#8211; 29.5.1974 (presentazione di uno degli artisti pi\u00f9 significativi del GRAV di Parigi, assunto come testimoniale di un&#8217;arte che l&#8217;A sta lanciando, detta Arte metodologica).<\/p>\n<p><em>Communication sur la coleur<\/em>, sta in \u201cOpus International, n 53, 1974, pp 42-43 (rassegna critica dei pi\u00f9 importanti \u201cartisti del colore\u201d in Italia).<\/p>\n<p><em>Contributo per una sistemazione metodologica del colore nel movimento cosiddetto &#8220;cinetico&#8221;<\/em>, in Iterarte 4, aprile 1975 (una delle ricerche pi\u00f9 importanti dell&#8217;A riguarda il rapporto tra arte e scienza, evitando ogni indulgenza nei riguardi di facili giochetti percettivi, tanto di moda).<\/p>\n<p><em>Gian Carlo Venuto<\/em>. Galleria del Cavallino, Venezia. 21.4 &#8211; 18.5. 1984 (presentazione delle opere dell&#8217;artista, con particolare attenzione alla rivisitazione dell&#8217;Ultima cena leonardesca).<\/p>\n<p><em>Cenni di una teoria delle emozioni per quindici serigrafie di Antonio Calderara<\/em>, 1974; allegato ad una cartella di opere serigrafie dell&#8217;artista: quando misura ed emozione, sentimento e razionalit\u00e0, possono trovare un &#8220;perfetto&#8221; equilibrio.<\/p>\n<p><em>VT is not TV<\/em> (rassegna di videotapes), Catalogo Galleria del Cavallino, 1975 (la nuova e rivoluzionaria avventura dell\u2019arte video, esaminata attraverso alcuni dei suoi pi\u00f9 prestigiosi interpreti, (Vito Acconci, Joseph Beuys, Alighiero Boetti, Daniel Buren, Giuseppe Chiari, Gino de Dominicis, Joan Jonas, Urs L\u00fcthi, Maurizio Nannucci, Dennid Oppenheim, Charlemagne Palestine).<\/p>\n<p><em>Contributo per una sistemazione metodologica del colore nel movimento cosiddetto \u201ccinetico<\/em>\u201c, sta in \u201cIterarte\u201d, <em>Arte cinetica<\/em>, a cura di Umbro Apollonio, 1975, pp 14-17 (un movimento nel quale molteplici vettori di conoscenza tendono a tessere un\u2019originale unit\u00e0 estetica e concettuale).<\/p>\n<p><em>Arte\/critica nelle opere di Germano Olivotto<\/em>, sta in \u201cNAC. Notiziario di arte contemporanea\u201d, n 4, 1974, p 14 (in ricordo).<\/p>\n<p><em>Cultura, decentramento e socializzazione dell\u2019arte<\/em>. Venezia, ottobre 1974, sta in \u201cLa Biennale di Venezia\u201d, 1976, pp 33-43 (vi si affronta il ruolo dell\u2019intellettuale &#8211; e delle arti &#8211; di fronte all\u2019attuale momento politico di grande tensione sociale).<\/p>\n<p><em>Retoriche e tecniche del disegno illustrativo<\/em>, Illustratori italiani, Quadragono Libri, 1978 (indagine sul rapporto di stretta causalit\u00e0 tra la variet\u00e0 degli strumenti del lavoro grafico e i corrispettivi risultati estetici dell\u2019illustrazione in funzione di una possibile classificazione tipologica dell\u2019illustrazione).<\/p>\n<p><em>Accademia di Belle Arti e Beni Culturali<\/em>, sta in \u201cIterarte\u201d 14, 1978 pp 5-35 (si sostiene la tesi secondo la quale l\u2019istituzione Accademia dovrebbe occuparsi non solo della ricerca artistica, ma anche di quell\u2019esteticit\u00e0 diffusa in ogni aspetto della realt\u00e0 naturale e artificiale, che dovrebbe essere concepita come Bene Culturale comune ad ognuno).<\/p>\n<p><em>Die Zeichnung in Italien: Analyse, Kretivit\u00e4t, Entwurf<\/em>, 1\u00b0 Internationale Jugendtriennale + Meister der Zeichnung, Kunsthalle, N\u00fcrnberg, 1979 (si tratta di un saggio che accompagna la selezione &#8211; da parte dell\u2019A, nella veste anche di Commissario nazionale della Triennale -, di un cospicuo numero di opere d\u2019arte e di produzione tecnologica; in esso si affrontano le differenze d\u2019ordine epistemologico fra le tre fondamentali categorie del disegno analitico, creativo e progettuale).<\/p>\n<p><em>Approccio metodologico di ricerca per lo studio di un segno storico nel territorio<\/em>, 1979-80, cura della tesi di alcuni studenti dell&#8217;Accademia di Belle Arti di Venezia e della Facolt\u00e0 di Architettura di Venezia (Anna Gheller, Raffaello Padovan, Beatrice Siviero dell&#8217;Accademia e Mirella Lama dello IUAV), i cui risultati saranno pubblicati, assieme ad altri di rilevamento e analisi descrittiva di Case rurali nel Veneto, nei quaderni delle Regione veneta, 1980.<\/p>\n<p><em>La materialit\u00e0 (se \u00e8 storica) disegna e designa<\/em>, in <em>L&#8217;utilit\u00e0 scolpita, ovvero la forcola veneziana<\/em> (a cura di Ennio Chiggio), Comune di Venezia, Assessorato al Turismo e Accademia di BB AA, Sala delle Colonne, Ca&#8217; Giustinian, Venezia, 4 &#8211; 12 giugno 1980 (saggio sulla complessit\u00e0 del fenomeno &#8220;disegno&#8221;).<\/p>\n<p><em>Dimensione estetica e dimensione scientifica negli esperimenti di Aldo Schmid sulla relativit\u00e0 del colore<\/em>, Palazzo delle Albere, Trento 1980 (una ricognizione, a partire dall\u2019analisi delle opere e della poetica di Aldo Schmid, delle principali differenze teoriche tra ricerche artistiche e ricerche scientifiche sul colore, effettuate negli ultimi decenni in Occidente).<\/p>\n<p><em>La citt\u00e0 come retro<\/em>, in &#8220;Modo&#8221;, luglio agosto 1980. Indico le Halles come il &#8220;retro&#8221; della citt\u00e0 attuale di Parigi, ieri il centro delle merci, oggi una vuota cavit\u00e0 che sar\u00e0 certamente riempita dal vincitore del concorso architettonico di vuoti significati, ma che potrebbe diventare il vero punto di fuga nel banale dall&#8217;atrocit\u00e0 del presente.<\/p>\n<p><em>Di-segno erotico (Erotische Zeichnung, erotisches Zeichen)<\/em>, 2\u00b0 Internationale Jugendtriennale + Meister der Zeichnung, Kunsthalle, N\u00fcrnberg, 1982 (in questo saggio, di presentazione di una selezione nazionale di artisti italiani, l\u2019A. indaga la relazione in chiave psicoanalitica tra il fenomeno autoriflessivo del disegno e il comportamento narcisistico dell\u2019artista disegnatore).<\/p>\n<p><em>Dopo o contro il sessantotto?<\/em>, sta in \u201cInformazioni arti visive\u201d, 1980, n 6 (l\u2019arte di fronte alla crisi del \u201cprogetto\u201d).<\/p>\n<p><em>Del Ludico. Dopo il sorriso delle avanguardie<\/em>, Mazzotta, Milano 1982 (in questo libro l\u2019A, compartecipe del movimento Tata, analizza sia i caratteri distintivi del fenomeno \u201cludico\u201d, sia una serie di opere, specificatamente realizzate dal gruppo di artisti tata, individuandone l\u2019origine nella grande tradizione del dadaismo e del surrealismo).<\/p>\n<p><em>Note su alcuni materiali teorici dalle avanguardie storiche agli anni \u201860<\/em>, in <em>L\u2019ultima avanguardia. Arte programmata e cinetica. 1953-1963<\/em>, a cura di Lea Vergine (Mazzotta, Milano 1983); in questa saggio l\u2019A. raccoglie e analizza criticamente documenti rari e poco noti del periodo storico compreso tra gli anni Dieci e gli anni Sessanta del nostro secolo, per dimostrare la continuit\u00e0 ideale e ideologica tra i due estremi storici dell\u2019avanguardia \u201crazionalistica\u201d della modernit\u00e0.<\/p>\n<p><em>La parola della critica<\/em>, sta in \u201cFigure. Teoria e critica dell\u2019arte\u201d, n 4-5, Roma 1983; quali sono le effettive \u201cparole\u201d della critica, se la parola \u00e8 solo una forma e, per meglio dire, la forma pi\u00f9 pericolosamente coinvolta dal \u201cfascino\u201d dell\u2019opera?<\/p>\n<p><em>La critica come \u201cfigura\u201d del moderno<\/em>, sta in \u201cLa casa di Dedalo\u201d, n 1, ottobre 1983, Maccari, Parma; l\u2019A. ritiene la funzione critica una delle caratteristiche residuali della modernit\u00e0, resistente persino alle dinamiche vischiose della postmodernit\u00e0.<\/p>\n<p><em>La Macchina del senso<\/em>, in \u201cLa macchina del senso\u201d, 6\u00b0 Biennale d\u2019Arte Contemporanea, Citt\u00e0 di Marostica, Assessorato alla Cultura, Castello Inferiore, Marostica, 1983 (\u00e8 possibile che la tecnologia, che produce esteticit\u00e0 diffusa, possa ancora esprimere \u201cil valore\u201d?).<\/p>\n<p><em>a:b=x:d, dove a \u00e8 un elemento casualmente reperito. ricostruzione, per analisi indiziaria di insiemi oggettuali omologhi, <\/em>In pi\u00f9, 1984 (studio sulla congruenza dei vari insiemi oggettuali, al di l\u00e0 di somiglianze funzionali, stilistiche e formali).<\/p>\n<p><em>Catalogo, circuito corto a lunga nota<\/em>, in \u201cGioco\u201d, Provincia di Siena, Assessorato alla Cultura del Comune di Siena, manifestazioni, convegno e mostra presso il Centro Polivalente di Basciano, 1983 (un testo in esperimento, che unisce in un\u2019unicit\u00e0 senza soluzioni frammenti di pensieri filosofici altrui, cospicuamente annotati).\u00a0<\/p>\n<p><em>l progetto dell\u2019astratto<\/em>, sta in \u201cFigure. Teoria e critica dell\u2019arte\u201d, n 12, Roma 1985 (\u00e8 ancora possibile pensare l\u2019\u201dastratto\u201d? Questioni e problematiche sollevate dal riproporsi di una tendenza nuovamente minimalista nell\u2019arte figurativa del momento).<\/p>\n<p><em>Le Venezie possibili<\/em>, Paese Sera, 1 luglio 1985. Una riflessione a seguito della mostra &#8220;Da Palladio a Le Corbusier&#8221;, curata da Giuseppe Mazzariol, Lionello Puppi, Giandomenico Romanelli e Maria Francesca Tiepolo a Venezia.<\/p>\n<p><em>Progetto: Venezia<\/em>, Paese Sera, 28 luglio 1985 (intorno al dibattito sul futuro urbanistico di Venezia, che \u00e8 anche Marghera e Mestre).<\/p>\n<p><em>La Biennale di Venezia. Terza mostra internazionale di architettura.<\/em> sta in &#8220;Figure&#8221;, 1985 (il confronto sul metodo e sul significato tra l&#8217;esposizione d&#8217;arte figurativa e quella dedicata alle ricerche architettoniche e urbanistiche: insanabile).<\/p>\n<p><em>Minimalit\u00e4t. Die gezeichnete Malerei<\/em>, 3\u00b0 Internationale Jugendtriennale + Meister der Zeichnung, Kunsthalle, N\u00fcrnberg, 1985 &#8211; 1986 (in questo saggio, l\u2019A affronta storicamente e soprattutto filosoficamente il fenomeno del minimalismo artistico, adducendo opportune prove dimostrative della sua tesi, consistente nel ritenere la minimalit\u00e0 non una riduzione segnica, quanto un\u2019aspetto di un nuovo orizzonte \u201cmetafisico\u201d).<\/p>\n<p><em>Pi\u00f9 bianco del bianco uguale a zero<\/em>, in <em>Piero Manzoni. Disegni inediti 1960<\/em>, Comune di Montone, Sala del Consiglio, 14.8 &#8211; 14.9.1986 (inedite riflessioni su un aspetto ancora poco noto della produzione di Manzoni).<\/p>\n<p><em>Poesia di soglia<\/em>, Paese Sera, 10 febbraio 1986 (sulla interazione tra parola e immagine nella poesia cosiddetta visiva).<\/p>\n<p><em>Utopia come condizione per la sopravvivenza<\/em>, Paese Sera, 6 luglio 1987 (intorno al dibattito sulla opportunit\u00e0 di inseguire ancora utopie, avendo consapevolezza che \u00e8 in atto una metamorfosi politica irrimediabile).<\/p>\n<p><em>Arte Storia<\/em>, Manuale di Storia dell\u2019Arte per le Scuole Superiori. Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1986, 2 voll. (il manuale prende in considerazione &#8211; per la prima volta nella tradizione manualistica &#8211; l\u2019intera realt\u00e0 artistica ed architettonica europea, caratterizzandosi per un imponente apparato iconografico e per un modello di informazione volutamente scevro di eccessi di commento estetico e formalistico).<\/p>\n<p><em>Arte Storia.<\/em><em> Ipotesi di lavoro<\/em>, Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1987 (un testo dedicato ai docenti e nel quale sono suggerite modelli di lezioni su fondamentali fatti storici, su artisti e su opere specifiche).<\/p>\n<p><em>Il ritorno delle astrazioni. Paul Klee e il contemporaneo<\/em>, COSA Collettivo Studi Accademia, La Linea Editrice, Padova 1987 (una ricerca storica e critica sulle origini, sulle cause e sulle implicazioni filosofiche delle poetiche minimaliste nelle arti contemporanee).<\/p>\n<p><em>Arte del Novecento<\/em>, Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1987 (una presentazione storico-critica delle pi\u00f9 importanti poetiche e dei principali movimenti dell\u2019arte moderna e contemporanea).<\/p>\n<p><em>La pittura: una questione di bordo<\/em>, COSA, Collettivo Studi Accademia, Venezia 1988 (un saggio che ridiscute, a partire da una nota tesi benjaminiana, le differenze fondamentali tra il disegno e la pittura).<\/p>\n<p><em>Das Weiss, das Schwarz. der Raum<\/em>, in 4\u00b0 Internationale\u00a0 Ju\u00adgend\u00adtrien\u00adnale + Meister der Zeichnung, Kunsthalle, N\u00fcrnberg, 16.6.1988 &#8211; 2.10.1988 (saggio sulla contrapposizione ideale tra gli opposti).<\/p>\n<p><em>Una luce nel bosco. <\/em>in<em> Germano Olivotto, <\/em>Museo civico agli Eremitani, Padova, 9\/4 &#8211; 21\/5 1989; presentazione in catalogo di uno degli artisti italiani pi\u00f9 significativi, che utilizza il neon in maniera totalmente inedita, in colloquio diretto con la natura).<\/p>\n<p><em>Da Giotto a Caravaggio. Letture di opere fondamentali della pittura italiana<\/em>, Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1989 (il testo saggistico presenta i principali studi iconologici dell\u2019A. sulle fondamentali figure dell\u2019arte rinascimentale, alla luce delle analisi critiche e attribuzionistiche pi\u00f9 recenti, e nel confronto con le opere dell\u2019arte contemporanea che fanno riferimento alla tradizione classica dell\u2019arte).<\/p>\n<p><em>Il finito<\/em>, testo critico per la 74\u00b0 Mostra Collettiva, Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia 1990 (saggio che, nato come pretesto critico di un\u2019esposizione artistica di giovani artisti italiani, ha permesso di evidenziare la tendenza, ormai diffusa, ad indagare e rappresentare paesaggi e fenomeni sempre meno concettuali e sempre pi\u00f9 lontani dalle grandi categorie della metafisica, dell\u2019assoluto e dell\u2019astrazione).<\/p>\n<p><em>Fallimento e diserzione (Capaccio, Grillo, Rossano, Salvi: un saggio sulla leggerezza)<\/em>, Edizioni Sala 1, Roma, 1990. In questo saggio sulla leggerezza, dedicato a Italo Calvino, l\u2019A cerca di dimostrare che all\u2019artista pu\u00f2 competere il fallimento, ma mai la diserzione).<\/p>\n<p><em>Arte europea<\/em>, Imprimitura ed., Padova, 1990 (le esperienze di quattro giovani artisti, Ghedin, Lago, Pilan, Savenago, aprono una riflessione sulla necessit\u00e0 di un\u2019utopica \u201cscienza dell\u2019arte\u201d).<\/p>\n<p><em>Il cerchio sulla sabbia<\/em>. (Caldon, Uneddu, Simonato). Sala del Kursaal. Abano. 15-21 dicembre 1990 (siamo sicuri che l&#8217;arte lasci segni duraturi?).<\/p>\n<p><em>Pole Star<\/em>, rassegna di artisti veneti, Grazia Azzali, Francesco Cocco, Elena Fia Fozzer, Giuliano Orsingher, Anita Pasqualetti, alla Solianka Art Gallery, Mosca, 1991 (un gruppo di artisti si riuniscono nell&#8217;intento di segnare un comune punto di riferimento concettuale)<\/p>\n<p><em>Zita No\u00e8. Dietro le immagini<\/em>, Centro Europeo Arte_Cultura. Ricerche multimediali, Milano, 1991 (importante invenzione della artista, che utilizza il retro di manifesti murali per individuare segreti paesaggi poetici).<\/p>\n<p><em>Aldo Schmid. Ricerche logico-artistiche. <\/em>Quadri Arte, Trento, 1991.(L&#8217;A. segue da tempo le ricerche pittoriche dell&#8217;artista, cui collabora per rendere scientifico l&#8217;intero processo creativo).<\/p>\n<p><em>Monet e i suoi amici, ed \u00e8 gi\u00e0 avanguardia<\/em>, La Nuova Venezia,\u00a0 10 dicembre 1991 (L&#8217;A, facendo tesoro delle sue ricerche storiche in atto propone una retrodatazione del concetto storico di avanguardia facendo riferimento paradossalmente al cuore dell&#8217;avventura &#8220;tradizionalista&#8221; dell&#8217;Impressionismo&#8221;.<\/p>\n<p><em>Rarefazioni<\/em> (Paolo Sardina e Graziano Visentin), Comune di Padova, Civica Galleria di Piazza Cavour, 1991 (due operatori diversi, accomunati dalla poetica della leggerezza).<\/p>\n<p><em>Allegra \u00e8 la vita \u2026<\/em>, \u201cProgetto Giovani\u201d, Assessorato alla Cultura, Padova, Cattedrale dell\u2019ex-Macello, 1991 (Medaglia d\u2019oro del Comune di Padova per il miglior testo critico italiano sull\u2019arte dei giovani artisti contemporanei); si discute il limite della famosa affermazione wittgensteiniana, per la quale l\u2019arte dovrebbe causare una condizione felice di fronte alla seriet\u00e0 della vita.<\/p>\n<p><em>Ludico: opere fragili da maneggiare con cura<\/em>, Quindicesima Biennale Internazionale del Bronzetto e della Piccola Scultura, Padova, Palazzo della Ragione. Milano, Electa, 1991 (rilettura di una lunga esperienza critico-artistica condivisa con altri operatori ed artisti italiani).<\/p>\n<p><em>Arte e artificiale. Confini aperti<\/em>, Art d\u2019Eco, 4th. International Triennial Ecology and Art, Umetnostna galerjia Maribor, Maribor (Slovenia), 1992; l\u2019A indaga, con l\u2019ausilio di opere di artisti di fama internazionale (Enzo Cucchi, Piero Gilardi, Jannis Kounellis, Mario Merz, Maurizio Mochetti, Giulio Paolini, Fabrizio Plessi) il tema del rapporto tra natura naturale e natura artificiale.<\/p>\n<p><em>Telantropi e ludioni e altri mostri post-televisivi<\/em>, sta in \u201cIl terzo occhio\u201d, n 4, 1992, pp 40-41 (la nascita di nuove figure di utilizzatori di media nella dimensione di estrema ipervisibilit\u00e0 postmoderna).<\/p>\n<p><em>Arte e complessit\u00e0<\/em>, sta in &#8220;Immagini ritrovate, tre mostre per una giovane arte&#8221;, Incontri di cultura, Arcimboldo &#8217;92, Galleria Sintesi, Treviso, 1992 (Maria Teresa Sartori, Franca Daniela Rizzetto, Rosanna Boraso).<\/p>\n<p><em>Il nido del sacro<\/em>, Jindrichuv Hradec-kostal Nejsv. Trojice, 1992 (individuando nell&#8217;opera di Sarah Seidman una profonda spiritualit\u00e0).<\/p>\n<p><em>Una finestra per l&#8217;arte<\/em>, in High tec o &#8211; kraska? scritti per Paolo Dorigo, 1992 (scritto nel 1991): a quale arte pu\u00f2 &#8220;pensare&#8221; un prigioniero, per di pi\u00f9 prigioniero politico?<\/p>\n<p><em>Paul Klee, l&#8217;angelo della modernit\u00e0<\/em>, La Nuova Venezia, 16 luglio 1992 (riproporre Paul Klee come il propulsore della Krisis, ovvero della fine della modernit\u00e0).<\/p>\n<p><em>Artificiali. Le forme della mutazione <\/em>(1992), La Linea Editrice, Padova (saggio sulla mutazione in atto nel campo artistico e culturale in genere, con conseguenze pericolose di tipo sociale e politico).<\/p>\n<p><em>Quale arte per questa mutazione?<\/em> sta in Atti Convegno Arte e Scienza, presieduto da Giulio Carlo Argan, Universit\u00e0 degli studi di Bologna, Fondazione Guglielmo Marconi, Circolo artistico di Bologna, 8 maggio 1992 (provocatorio intervento sulla difficolt\u00e0 delle arti a cambiare il loro statuto, per contrapporsi a ci\u00f2 che la tecnica sta &#8220;spettacolarmente&#8221; imponendo).<\/p>\n<p><em>Arte del gioco e gioco dell&#8217;arte<\/em>, sta in Ricerca e progettazione, volume a cura Umbro Apollonio, Luciano Carmel e Dietrich Mahlow, Biennale di Venezia, 1993 (diceva Freud che la felicit\u00e0 \u00e8 niente altro che soddisfacimento di desideri preistorici: oggi una nuova arte del gioco consisterebbe nel cessare di pensare all&#8217;arte come ad un gioco, ma piuttosto come ad un&#8217;arma).<\/p>\n<p><em>L&#8217;arte tra virtus e virtuale<\/em>, Unit\u00e0, 1993 (per la prima volta l&#8217;A pone in essere la tragica contrapposizione tra etica e tecnica).<\/p>\n<p><em>Al di l\u00e0 dell&#8217;arte<\/em>, Unit\u00e0, 1994 (quali sono i &#8220;confini&#8221; dell&#8217;arte).<\/p>\n<p><em>Evoluzioni virali<\/em>, sta in &#8220;Vir(t)us&#8221;, numero unico, 1994, a cura del Senato degli studenti dell&#8217;Universit\u00e0 di Venezia, realizzazione Genny Tessaro, pp 4-5.<\/p>\n<p><em>Scontro di situazioni. Santomaso, Turcato e Vedova, tre rappresentanti veneti del Gruppo degli Otto<\/em>, in AA VV, Modernit\u00e0 allo specchio, Supernova Venezia 1995 (differenze e soprattutto affinit\u00e0 reciproche di tre personalit\u00e0 del Gruppo veneziano degli Otto, in rapporto agli eventi culturali che si sviluppano contemporaneamente negli USA).<\/p>\n<p><em>La terza Biennale di Arte Contemporanea di Lione,\u00a0<\/em>Unit\u00e0, 1995 (importante squarcio di nuovi e originali rapporti tra arte, scienza e tecnica).<\/p>\n<p><em>Oltre la scultura, corpi della mutazione<\/em> (XVI Biennale della Scultura, Padova 1995); in questo saggio, l\u2019A rivendica la propria primogenitura nell\u2019individuazione di un gruppo di artisti e di sperimentatori, come Stelarc, Antunez o Orlan, che rappresentano la continuit\u00e0 storica tra la dimensione tradizionale della scultura e quella fantascientifica del cyborg.<\/p>\n<p><em>Orlan, la femme qui rit,<\/em> sta in \u201cLa stanza rossa. Rivista d\u2019Arte dell\u2019Era Virtuale\u201d, n. 19, 1995, pp 20-25 (molecole di carne si clonano videodromicamente: morte all\u2019estetica di superficie!).<\/p>\n<p><em>Seminario: Le articolazioni delle arti pretendono incontri sui confini del loro corso.<\/em> Lello Voce e Giacomo Verde, <em>I due passanti<\/em>, 7 marzo 1995; Massimo Giacon e Mim\u00ec Colucci, <em>Pulp Comics<\/em>, 14 marzo 1995; Giorgio Fabbris, <em>Scatola nera<\/em>, 21 marzo 1995; Pietro Mussini, <em>Il giardino cablato<\/em>, 28 marzo 1995; Antonio Caronia, <em>La carne e i circuiti<\/em>, 4 aprile 1995, Paolo Rosa e Studio azzurro, <em>Nuovi percorsi tra cinema video e teatro<\/em>. In collaborazione con la galleria Patagonia di Venezia, Aula magna dell&#8217;Accademia di Belle Arti di Venezia. (Tutti gli interventi sono disponibili su supporto video; Archivio elf).<\/p>\n<p><em>Soggetti postvirtuali, ubiqui<\/em>, in catalogo \u201cSituazione costruita\u201d, Citt\u00e0 di Sacile, Assessorato alla Cultura, 1995 (la tesi dell\u2019impossibilit\u00e0 di una \u201ccostruzione\u201d di senso nell\u2019epoca postmoderna).<\/p>\n<p><em>Stelarc, angelo della mutazione<\/em>, sta in \u201cJuliet\u201d, febbraio 1996, n. 76, pp. 26-27. <em>Stelarc, l&#8217;angelo della mutazione<\/em>, presentazione, Teatro Miela, Trieste, 28 maggio 1996; regitrazione audio video (propriet\u00e0 Teatro Miela).<\/p>\n<p><em>A ferro e fuoco<\/em>, presentazione in catalogo Oscar Accorsi. Cut, Comune di Reggio Emilia, Assessorato ai Beni, Attivit\u00e0 e Istituzioni Culturali, catalogo della mostra di Oscar Accorsi, 1996 (allievo di Salvatore Sciarrino, Oscar Accorsi taglia, recide e seziona lamine come note di uno spartito dodecafonico).<\/p>\n<p><em>Forme dell\u2019horror vacui<\/em>, Comune di Reggio Emilia, Assessorato ai Beni, Attivit\u00e0 e Istituzioni Culturali, catalogo della mostra \u201cHorror vacui\u201d di Massimo Giacon, 1996 (caratteristica di molta produzione artistica attuale \u00e8 di dimostrare una sorta di orrore del vuoto, da cui, spesso, l\u2019affiorare di uno stile narrativo narrativo basato sul concetto di <em> continuum<\/em>, fenomeno che risale ai nastri figurativi dell\u2019arte paleocristiana).<\/p>\n<p><em>Marina Abramovic, Balkan Baroque<\/em>, sta in in \u201cVirus\u201d, settembre-ottobre-novembre 1997, p. 38-40 (una rappresentazione \u201cpolitica\u201d, tradotta nelle armi dell\u2019arte, degli orrori della guerra).<\/p>\n<p><em>Info-war<\/em>, sta in \u201cVirus\u201d, settembre-ottobre-novembre 1998, p. 40-41 (globalizzazione dell\u2019informazione e agguati informatici). <em>Le luminose sostituzioni di Germano Olivotto<\/em>, in catalogo della mostra \u201cNatura della luce\u201d, a cura di Riccardo Caldura, Marsilio, 1999 (analisi della poetica dell\u2019artificiale, una delle prime coerenti adesioni al concetto di natura post-naturale).<\/p>\n<p><em>L&#8217;informazione \u00e8 guerra, <\/em>Virus, 1998.<\/p>\n<p><em>Mir-age<\/em>, sta in MIR.Arte nello Spazio, catalogo della mostra, Bolzano dicembre1999, Skira, 1999. La mostra, curata insieme a Roberto Masiero, si prefigge di presentare le pi\u00f9 importanti ricerche artistiche delle avanguardie artistiche ed architettoniche sul tema dello spazio, sia cosmico sia mentale.<\/p>\n<p><em>Supervisioni<\/em>, sta in \u201cAnfione e Zeto. Rivista di architettura e arti\u201d, 12, 1999, pp. 135-136 (\u00e8 ancora possibile vedere i fenomeni da fuori, se non, addirittura \u201cda sopra\u201d?).<\/p>\n<p><em>La fine del secolo, <\/em>La Nuova, 1999.<\/p>\n<p><em>Stelarc. Il corpo tecnologico, <\/em>Alto Adige, 1999.<\/p>\n<p><em>Protect Me from What I Wan<\/em>t, sta in \u201cIl Progetto\u201d, 7, 2000, pp. 48-51 (approfondita disanima della cultura postmoderna, dei pericoli insiti nelle nuove tecno-scienze e delle mutazioni fondamentali delle arti e delle architetture attuali).<\/p>\n<p><em>Arte contemporanea. 1950-2000\u00b8<\/em> Quaderni di Arte e Comunicazione, Zanichelli, Bologna 2001 (un testo saggistico sui movimenti pi\u00f9 importanti e sulle figure artistiche pi\u00f9 rappresentative dell\u2019arte contemporanea, con analisi critica di una scelta di opere fondamentali, da Duchamp a Stelarc).<\/p>\n<p><em>Simulazioni e simulacri, Architettura e simulazione<\/em>, Atti del Convegno, Teatro Comunale, Potenza, novembre 2000.<\/p>\n<p><em>Effetto Duchamp<\/em>, La Nuova, 2000.<\/p>\n<p><em>Il deserto dell&#8217;arte, <\/em>La Nuova<em>, <\/em>2000.<\/p>\n<p><em>La tecnica della rappresentazione<\/em>, in Cre-Action, mostra e catalogo a cura degli studenti del corso di Composizione Architettonica del professor Peter Lorenz, Facolt\u00e0 di Architettura di Trieste, 2000 (la tecnica della rappresentazione \u00e8 essenzialmente la rappresentazione della tecnica).<\/p>\n<p>Mir-age, sta in \u201cAnfione e Zeto. Rivista di architettura e arti\u201d, 13, 2001, pp 173-177 (analisi dei motivi teorici che hanno determinato contenuti e finalit\u00e0 della mostra sulle arti \u201cspaziali\u201d; vedi in MIR.Arte nello Spazio, Bolzano dicembre 1999).<\/p>\n<p><em>Prendere misure<\/em>, sta in \u201cAnfione e Zeto. Rivista di architettura e arti\u201d, 14, 2001 (si sostiene la tesi per cui \u00e8 oggi necessario prendere misure di fronte all\u2019enorme accelerazione delle mutazioni anche sociali in atto).<\/p>\n<p><em> Welcome MIR Hotel<\/em>, sta in <em>Transarchitettura<\/em>, a cura di Roberto Masiero, Eventi. San Dona\u2019, Quaderni, n. 2, 2001, pp. 33-36 (cosa rimane del sogno di scoperta e cosa oggi si richiede al viaggio estremo, verso le \u201cestreme cose\u201d).<\/p>\n<p><em>Why Future Doesn\u2019t Need Us?<\/em>, in Atti del Convegno Internazionale promosso da Centro Studi Triennale di Milano, Politecnico di Milano, le Universit\u00e0 di Trieste, Trento, Udine, Rutgers University, New Jersey, FTI_Forum per la Tecnologia dell\u2019Informazione Triennale di Milano, gennaio 2001 (di fronte all\u2019irreversibile mutamento delle condizioni umane, provocato dalle nuove tecnoscienze, la nanotecnologia, la robotica e la biogenetica, quale destino ci aspetta e quale responsabilit\u00e0 attribuire ad un\u2019esteticit\u00e0 che inizia a corrompere le stesse arti, da intendersi piuttosto come ultimi strumenti \u201ccritici\u201d).<\/p>\n<p><em>L&#8217;epidemia della novit\u00e0<\/em>, Unit\u00e0, 2002,<\/p>\n<p><em>Arti della virtualit\u00e0<\/em>, Il Gazzettino, 2002.<\/p>\n<p><em>Sulla supposta centralit\u00e0 dell&#8217;arte, <\/em>Unit\u00e0<em>, <\/em>2002.<\/p>\n<p><em>Evoluzioni virali,\u00a0<\/em>Unit\u00e0, 2002.<\/p>\n<p><em>Il suono senza suono<\/em>, Unit\u00e0, 2002,<\/p>\n<p><em>Contaminazioni in guerra e in pace<\/em>, sta in \u201cAZ Rivista di architettura e arti visive\u201d, n 15, 2003, pp166-173 (la contaminazione come pensiero ossessivo dell\u2019occidente). <em>Comunic.arti. Arte versus comunicazione.<\/em> Facolt\u00e0 di Design e Arti, Facolt\u00e0 di Design, IUAV, 2001-2002. Il web site comunicARTI.iuav.edu costituisce un modello rizomatico di dispensa delle lezioni. Il rizoma, <em>on line<\/em> e videoproiettato in aula, ha permesso di scegliere nodi e linee ritenuti fondamentali per una conoscenza <em>basic<\/em> della comunicazione visiva. Gli interventi e i contributi degli studenti (di cui una selezione \u00e8 presente nel sito) hanno regolato il per.corso, esaminando e facendosi esaminare.<\/p>\n<p><em>Esseri contemporanei. Adotta un\u2019artista<\/em>. Facolt\u00e0 di Design e Arti, Facolt\u00e0 di Design, IUAV, 2002-2003. 120 artisti italiani suggeriti ad altrettanto studenti, dopo la presentazione delle loro poetiche e delle loro opere. Mentre studenti si preparano a diventare designer, altri giovani della stessa generazione si propongono come artisti. Qualcosa di convergente sta manifestandosi in queste due dimensioni culturali dell\u2019arte e del progetto: il designer sta sperimentando forme di radicalit\u00e0 inventiva e di complessit\u00e0 concettuale e semantica, muovendosi verso la filosofia e le arti, l\u2019artista sta identificandosi come soggetto progettuale e comunicativo, anteponendo le sue opere alla pervasivit\u00e0 dell\u2019estetica diffusa e alla presupposta sparizione dell\u2019arte.<\/p>\n<p><em>Peter Eisenman &#8211; Max Reinhardt House<\/em>, sta in \u201cAZ Rivista di architettura e arti visive\u201d, n 16, 2004 (la \u201cpiega\u201d implica catastrofi!).<\/p>\n<p>\u201c<em>Infinito<\/em>\u201c, Campus Universitario di Macchia Romana (Universit\u00e0 degli Studi della Basilicata), 2004 (rassegna di video d\u2019arte sul tema dell\u2019infinito; con catalogo).<\/p>\n<p><em>Dov\u2019\u00e8 svanita l\u2019arte? Nel digitale<\/em>, sta in \u201cL\u2019Unit\u00e0\u201d, 3 settembre 2004.<\/p>\n<p><em>L&#8217;ombra elettronica, <\/em>Unit\u00e0, 2005.<\/p>\n<p><em>Impero pirata<\/em>, sta in \u201cIn Si(s)tu\u201d, Revista de Cultura Urbana &#8211; Pirataria\u201d #09 e #10, mar\u00e7o 2005, pp 49-67.<\/p>\n<p><em>L&#8217;occhio motore<\/em>, Unit\u00e0 2005.<\/p>\n<p><em>L&#8217;arte dell&#8217;ibrido, <\/em>Unit\u00e0, 2005.<\/p>\n<p><!-- [if gte mso 9]><xml> <w:WordDocument> <w:View>Normal<\/w:View> <w:Zoom>0<\/w:Zoom> <w:HyphenationZone>14<\/w:HyphenationZone> <w:PunctuationKerning \/> <w:ValidateAgainstSchemas \/> <w:SaveIfXMLInvalid>false<\/w:SaveIfXMLInvalid> <w:IgnoreMixedContent>false<\/w:IgnoreMixedContent> <w:AlwaysShowPlaceholderText>false<\/w:AlwaysShowPlaceholderText> <w:Compatibility> <w:BreakWrappedTables \/> <w:SnapToGridInCell \/> <w:WrapTextWithPunct \/> <w:UseAsianBreakRules \/> <w:DontGrowAutofit \/> <\/w:Compatibility> <w:BrowserLevel>MicrosoftInternetExplorer4<\/w:BrowserLevel> <\/w:WordDocument> <\/xml><![endif]--><!-- [if gte mso 9]><xml> <w:LatentStyles DefLockedState=\"false\" LatentStyleCount=\"156\"> <\/w:LatentStyles> <\/xml><![endif]-->&#8220;Artitettura&#8221;. Porta Marghera e altre figure. in <em>Giovanni Caprioglio. Spazio e contesto. Architetture recenti<\/em>, Il Poligrafo, 2007.<\/p>\n<p><em>Piero della Francesca, anzi Piero del Borgo, <\/em>Unit\u00e0 2009.<\/p>\n<p><em>Teoria della documentabilit\u00e0 nell&#8217;epoca delle tecnologie digitali<\/em>, sta in Atti del convegno omonimo (Pier Aldo Rovatti, Maurizio Ferraris, Giuseppe O. Longo, Pierre Dalla Vigna, Ernesto L. Francalanci), a cura di Emiliano Bozzonella, Teatro Miela, Trieste, 2007.<\/p>\n<p><em>Goodbaye privacy, <\/em>Unit\u00e0 2007.<\/p>\n<p><!--   \/* Font Definitions *\/  @font-face \t{font-family:Verdana; \tpanose-1:2 11 6 4 3 5 4 4 2 4; \tmso-font-charset:0; \tmso-generic-font-family:swiss; \tmso-font-pitch:variable; \tmso-font-signature:536871559 0 0 0 415 0;}  \/* Style Definitions *\/  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal \t{mso-style-parent:\"\"; \tmargin:0cm; \tmargin-bottom:.0001pt; \tmso-pagination:widow-orphan; \tfont-size:12.0pt; \tfont-family:\"Times New Roman\"; \tmso-fareast-font-family:\"Times New Roman\";} @page Section1 \t{size:612.0pt 792.0pt; \tmargin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; \tmso-header-margin:36.0pt; \tmso-footer-margin:36.0pt; \tmso-paper-source:0;} div.Section1 \t{page:Section1;} --><em>Il futuro critico dell&#8217;arte<\/em>, sta in Op. Cit., n 132, maggio 2008, pp 27-41.<\/p>\n<p><em>Il ritorno della Cosa<\/em>, sta in Agalma, 16, settembre 2008, pp 51-64.<\/p>\n<p><em>Freezer.\u00a0Alberto<\/em> <em>Frigo<\/em>, 2009 (quando l&#8217;arte diventata ossessione riesce a trovare una concettualit\u00e0 superiore).<\/p>\n<p><em>Murder in the Cathedral. <\/em>Per Alberto frigo, 2009.<\/p>\n<p><em>Paolo Patelli. La verit\u00e0 in pittura, <\/em>2009.<\/p>\n<p style=\"margin-right: 42.45pt;\"><span style=\"font-family: Verdana, 'sans-serif';\"><em>Geografia della critica d&#8217;arte<\/em>, l&#8217;Enciclopedia Italiana di scienza, letteratura e arti, Enciclopedia del Ventunesimo secolo, Treccani, volume VI, 2009, pp 611-619.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-right: 42.45pt;\"><em><span style=\"font-family: 'Verdana','sans-serif';\">Fantasmi berlinesi. La Hochhaus di Mies van der Rohe e la Max Reinhardt House di Peter Eisenman, <\/span><\/em><span style=\"font-family: 'Verdana','sans-serif';\">in AA VV, <em>Costruire Abitare Pensare<\/em>, Mimesis, 2010.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-right: 42.45pt;\"><em><span style=\"font-family: 'Verdana','sans-serif';\">Uomini e nani. Il misurato, lo smisurato e l\u2019immisurabile<\/span><\/em><span style=\"font-family: 'Verdana','sans-serif';\">, in AA VV, <em>Costruire Abitare Pensare<\/em>, Mimesis, 2010.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-right: 42.45pt;\"><em>Est\u00e9tica de los objectos, <\/em>Machado, Boadilla del Monte, Madrid, 2010.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-right: 42.45pt; line-height: normal;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: 'Verdana','sans-serif';\"><em>E&#8217; visibile solo l&#8217;oggetto che si situa all&#8217;interno della teoria che lo studia<\/em>, Electa, Milano 2011, in <\/span><span style=\"font-size: 10pt; font-family: 'Verdana','sans-serif';\">Ennio Ludovico Chiggio, <em>Dislocamenti Amodali. Ricerche 1957-2011,<\/em> Padova, Centro San Gaetano, 18 giugno- 17 luglio 2011.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-right: 42.45pt; line-height: normal;\"><em>Nesnelerin Estetigi<\/em>, Dost Kitabevi Yaynlari, Istanbul, 2012.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 che \u00e8, \u00e8 prodotto, Power Point, Liceo sperimentale, Fassa,<em> 2012.<\/em><\/p>\n<p><em>Shibboleth, <\/em>Power Point, Liceo sperimentale, Fassa, 2013.<\/p>\n<p><em>Il sentiero nel bosco, <\/em>Power Point, Liceo sperimentale, Fassa, 2013.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-right: 42.45pt; line-height: normal;\"><em>Estetica del potere. Figure dell&#8217;ordine e del disordine<\/em>, Mimesis, Milano-Udine 2014.<\/p>\n<p><em>Il mattino ha l\u2019oro in bocca, ovvero la responsabilit\u00e0 dell\u2019arte e della critica<\/em>, \u00a0in Rovesciare il mondo ad arte. D-istruzioni per l&#8217;uso, a cura di Giorgio De Finis, Fabio Benincasa e Andrea Facchi, Bordeaux 2015.<\/p>\n<p><em>L&#8217;ironia di Duchamp, <\/em>Unit\u00e0, 2015 (dimostrare come neppure l&#8217;ironia duchampaina non possa pi\u00f9 essere utilizzata nella tragedia del tempo attuale).<\/p>\n<p><em>Il dispositivo Masiero<\/em>, 2018 (contributo all&#8217;enorme lavoro storico critico compiuto da Roberto Masiero sulla architettura di Silvia e Livio Vacchini).<\/p>\n<p><em>dell&#8217;Arte<\/em>, Manuale di storia dell&#8217;arte per le Scuole superiori, 5 voll, De Agostini, 2021. L&#8217;opera propone una struttura di studio molto originale, basata sulla distribuzione degli argomenti in maniera progressiva, seguendo uno schema che si ripete ad ogni nuovo momento storico: 1. caratteri generali politico storici dell&#8217;epoca culturale, 2. studio del territorio, 3, analisi della conglomerazioni urbane, 4. evoluzione della architettura, 5. opere di scultura, 6. opere di arte figurativa, 7. marginalia, decorazioni, arti cosiddette minori, varie.<\/p>\n<p><em>dell&#8217;Arte<\/em>, Manuale di storia dell&#8217;arte per le Scuole superiori, 3 voll, DeAScuola, 2022.<\/p>\n<p><em>Nostos, Franco Baglieri, <\/em>centro ulturale Siculo-Tedesco, Comiso, 2022 (come dare senso artistico e poetico ai relitti che il mare porta sulla riva della nostra vita)<\/p>\n<p><em>Il design ludico, <\/em>in<em> Ri-configurare lo spazio domestico per il vivere contemporaneo, <\/em>catalogo progetti. New design 2023. La Biennale di Venezia (ricognizione di uno degli aspetti pi\u00f9 intriganti e meno studiati del design: la sua propensione al gioco).<\/p>\n<p><em>\u00a0La Vita nova<\/em>, <em>Eugenio Perazza,<\/em>\u00a02023.<\/p>\n<p class=\"p1\"><em>\u00a0Demoni. Angeli,<\/em> <em>Fabrizio Gazzarri. <\/em>Marina Bastianello Gallery, Venezia, 2023.<\/p>\n<p class=\"p1\"><em>Immagini di immagini di immagini<\/em>, in Extra Ordinario, Accademia di BB AA di Venezia, Vulcano editore, 2024.<\/p>\n<p class=\"p1\"><em>Das Zweite Gesicht,<\/em> <em>Claus Soraperra<\/em>, 2024. Sta in Uteres, artistic exploration project 2024, Museo ladin de Fascia.<\/p>\n<p class=\"p1\"><em>La croce e la rana,<\/em> <em>Giancarlo Frison scultore<\/em>. In <em>Un sacro dire di s\u00ec<\/em>, a cura di Paolo Pavan, overvieweditore, 2024.<\/p>\n<p class=\"p1\"><em>Dell&#8217;onda e dello scoglio<\/em>, <em>Sonia Fuschi.<\/em> Carthago edizioni, 2024.<\/p>\n<p class=\"p1\"><em>La piuma e la lama,<\/em> <em>Sonia Costantini<\/em>, 2024, Maurizio Corraini editore.<\/p>\n<p class=\"p1\"><em>La piuma e la lente,<\/em> <em>Melina Mulas<\/em>, 2024.<\/p>\n<p class=\"p1\"><em>A.R. _Arte, Ar.ma, Arto.<\/em> In <em>No default<\/em>. Per Elisa Barbieri, 2024.<\/p>\n<p class=\"p1\"><em>La montagna invisibile, Mauro Sambo<\/em>, 2024<\/p>\n<p class=\"p1\"><em>Behind the Courtain,<\/em> in Pier Luigi Olivi, Flavio Stocco ed, Castelfranco, 2024.<\/p>\n<p class=\"p1\"><em>\u00a0L&#8217;opera in rosso,<\/em> <em>Maria Angela Tiozzi<\/em>, 2024.<\/p>\n<p class=\"p1\"><em>Attorno alla larva di una zanzara che balla in una goccia d&#8217;acqua et alia,<\/em> <em>Daniela Manzolli<\/em>, 2024.<\/p>\n<p class=\"p1\"><em>Il segno nero del coraggio<\/em>, <em>Franco Beraldo<\/em>.<\/p>\n<p class=\"p1\"><em>Il cielo sopra Ghazza,<\/em> Pier Luigi Olivi, labibiennaledivenezia, 2025.<\/p>\n<p class=\"p1\"><em>My voice is your voice,<\/em> in Silvano Rubino, <em>Progetto Kafka. La scrittura e il segno<\/em>, Sparc. Venice Art Factory, 2024.<\/p>\n<p class=\"p1\"><em>Finissage<\/em>, per Silvano Rubini, 2025.<\/p>\n<p class=\"p1\"><em>Stefano Mariani, Reliquie urbane<\/em>, C.L.E.U.P. Coop. Libraria Editrice Universit\u00e0 di Padova, 2025.<\/p>\n<p class=\"p1\">\u00a0<em>Alla fine della salita di Sen Jan,<\/em> <em>Claus Soraperra<\/em>, sta in Kokodekpaper Rivista indipendente, Nr.01\/26.<\/p>\n<p class=\"p1\"><em>Nec fiut alius in ea arte velocior,<\/em> in <em>Luigi Voltolina, Epifanie<\/em>, Antiga Edizioni, 2026.<\/p>\n<p class=\"p1\"><em>Make America Great Again<\/em>, in Giampiero Ippolito, <em>Il sogno americano<\/em>, Gedi, 2026.<\/p>\n<p class=\"p1\"><em>Le loup criait sous le teuilles<\/em>. <em>Pierpaolo Rosati<\/em>, 2026.<\/p>\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Selezione di libri, saggi, presentazioni in catalogo e articoli culturali per quotidiani. Struttura e architettura di Cesare Brandi, sta in \u201cLa Biennale di Venezia\u201d, 64\/65, 1969, pp 84-85 (indagare la struttura della realt\u00e0 \u00e8 l\u2019unica ontologia possibile). Poesia concreta. 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