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	<title>Gugolarti</title>
	<link>http://www.selfproject.it/gugolarti</link>
	<description>Art on Demand</description>
	<pubDate>Sat, 02 Feb 2008 19:47:29 +0000</pubDate>
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	<language>en</language>
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		<title>Realtà è quello che vediamo?</title>
		<link>http://www.selfproject.it/gugolarti/2008/01/02/realta-e-quello-che-vediamo/</link>
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		<pubDate>Wed, 02 Jan 2008 21:18:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>matthew_santi</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Realtà]]></category>

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		<description><![CDATA[L’uomo è andato veramente sulla luna?
Molto sostengono che la ripresa e le foto in cui si vede Amstrong che calpesta la superficie lunare è soltanto un effetto cinematografico realizzato da Stanley Kubrick’s.
Quindi si può affermare che la realtà è una pietra sospesa tra sogno e arte?
La realtà è quello che vediamo o quello che vogliono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’uomo è andato veramente sulla luna?<br />
Molto sostengono che la ripresa e le foto in cui si vede Amstrong che calpesta la superficie lunare è soltanto un effetto cinematografico realizzato da Stanley Kubrick’s.<br />
Quindi si può affermare che la realtà è una pietra sospesa tra sogno e arte?<br />
La realtà è quello che vediamo o quello che vogliono farci vedere? </p>
]]></content:encoded>
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		<title>per il tempo dell&#8217;arte&#8230;</title>
		<link>http://www.selfproject.it/gugolarti/2007/12/17/per-il-tempo-dellarte/</link>
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		<pubDate>Mon, 17 Dec 2007 09:15:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Natz</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Arte]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa non è una domanda, ma una risposta a qualcuno di voi che chiedeva, se non sbaglio, se arte/artista avessero un tempo preciso per essere creati/creare&#8230;non riesco più a rintracciare questa domanda quindi riapondo così..&#8221;a salve&#8221;  
Riguardo il tempo dell&#8217;arte e sperando di imbroccare il senso della domanda ho trovato questo:&#8221;Monet studia un singolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa non è una domanda, ma una risposta a qualcuno di voi che chiedeva, se non sbaglio, se arte/artista avessero un tempo preciso per essere creati/creare&#8230;non riesco più a rintracciare questa domanda quindi riapondo così..&#8221;a salve&#8221; <img src='http://www.selfproject.it/gugolarti/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Riguardo il tempo dell&#8217;arte e sperando di imbroccare il senso della domanda ho trovato questo:&#8221;Monet studia un singolo soggetto in differenti ore del giorno per notare gli effetti della luce che, in poco tempo, modificano l&#8217;aspetto e il colore.&#8221;</p>
<p>Magari non sarà una risposta valida per tutti i tipi di espressioni artistiche, ma, secondo me, il tempo dell&#8217;arte è il tempo in cui l&#8217;artista ritiene di riuscire ad esprimere al meglio quello che vuole dirci. Nel caso di Monet..beh..mi pare ovvio.. <img src='http://www.selfproject.it/gugolarti/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Un detto</title>
		<link>http://www.selfproject.it/gugolarti/2007/12/16/un-detto/</link>
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		<pubDate>Sun, 16 Dec 2007 18:10:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Il genio è per l&#8217;1% ispirazione e per il 99% traspirazione&#8221; - Thomas Alva Edison
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Il genio è per l&#8217;1% ispirazione e per il 99% traspirazione&#8221; - Thomas Alva Edison</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>L&#8217;interpretazione dell&#8217;opera arte</title>
		<link>http://www.selfproject.it/gugolarti/2007/12/15/linterpretazione-dellopera-arte/</link>
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		<pubDate>Sat, 15 Dec 2007 12:00:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>A.Vettorello</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Tempo]]></category>

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		<description><![CDATA[l&#8217;interpretazione dell&#8217;opera d&#8217;arte subisce notevoli variazioni nel corso del tempo a partire dall&#8217;interpretazione che ne da&#8217; inizialmente l&#8217; artista stesso.
é possibile fissare nel tempo un giudizio critico che sia duraturo e che metta tutti sullo stesso piano ideologico?
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>l&#8217;interpretazione dell&#8217;opera d&#8217;arte subisce notevoli variazioni nel corso del tempo a partire dall&#8217;interpretazione che ne da&#8217; inizialmente l&#8217; artista stesso.</p>
<p>é possibile fissare nel tempo un giudizio critico che sia duraturo e che metta tutti sullo stesso piano ideologico?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ferma il tempo</title>
		<link>http://www.selfproject.it/gugolarti/2007/12/14/ferma-il-tempo/</link>
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		<pubDate>Fri, 14 Dec 2007 18:03:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Veronica S.</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Tempo]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;artista con le sue opere vuole cercare di fermare il tempo e di rendere eterno ciò che l&#8217;occhio uccide? Le opere d&#8217;arte sono eterne o soggette anche loro al trascorrere del tempo? O sono eterne solo le opere note e memorabili rese immortali dalla nostra memoria?
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;artista con le sue opere vuole cercare di fermare il tempo e di rendere eterno ciò che l&#8217;occhio uccide? Le opere d&#8217;arte sono eterne o soggette anche loro al trascorrere del tempo? O sono eterne solo le opere note e memorabili rese immortali dalla nostra memoria?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Arte o follia?</title>
		<link>http://www.selfproject.it/gugolarti/2007/12/14/arte-o-follia-2/</link>
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		<pubDate>Fri, 14 Dec 2007 12:06:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gilberto Carnielli</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Salute]]></category>

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		<description><![CDATA[Se penso a Stelarc che si fa infilzare dei ganci alla pelle e si fa sollevare a 150 metri da terra, che si si fa costruire un orecchio sul braccio. Un altro che si inietta nelle vene un liquido radioattivo.
Fino a che punto si può considerare arte?  Se ci giungesse notizia di questi avvenimenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se penso a Stelarc che si fa infilzare dei ganci alla pelle e si fa sollevare a 150 metri da terra, che si si fa costruire un orecchio sul braccio. Un altro che si inietta nelle vene un liquido radioattivo.<br />
Fino a che punto si può considerare arte?  Se ci giungesse notizia di questi avvenimenti sopra elencati a al di fuori del tema arte.. rasenterebbero la pazzia.. e se fosse pazzia, perché dovremmo dare un significato razionale a tutto questo?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>artisti</title>
		<link>http://www.selfproject.it/gugolarti/2007/12/14/artisti/</link>
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		<pubDate>Fri, 14 Dec 2007 11:20:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gilberto Carnielli</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Arte]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli artisti che operano nel mondo dell’arte, ci lavorano in nome di questa o entrano a far parte dell’arte involontariamente? Cioè un artista è consapevole di fare arte?
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli artisti che operano nel mondo dell’arte, ci lavorano in nome di questa o entrano a far parte dell’arte involontariamente? Cioè un artista è consapevole di fare arte?</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>senza titolo</title>
		<link>http://www.selfproject.it/gugolarti/2007/12/14/101/</link>
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		<pubDate>Fri, 14 Dec 2007 11:12:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gilberto Carnielli</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Guerre e Conflitti]]></category>

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		<description><![CDATA[Il prezzo delle vittime di ogni guerra documentata attraverso, quadri, poesie, romanzi, canzoni e film… Vale la messa al mondo di numerose opere d’arte?
Gli amanti dell’arte, rinuncerebbero a tante opere in cambio di una pace futura?
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il prezzo delle vittime di ogni guerra documentata attraverso, quadri, poesie, romanzi, canzoni e film… Vale la messa al mondo di numerose opere d’arte?<br />
Gli amanti dell’arte, rinuncerebbero a tante opere in cambio di una pace futura?</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Goya - Duchamp. che relazione c&#8217;è tra l&#8217;universalità del genere di Goya e l&#8217;idea del trasgenere di Duchamp?</title>
		<link>http://www.selfproject.it/gugolarti/2007/12/14/goya-duchamp-che-relazione-ce-tra-luniversalita-dello-genio-di-goya-e-lidea-del-trasgenio-di-duchamp/</link>
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		<pubDate>Fri, 14 Dec 2007 09:49:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sophia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Realtà]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;No os fijeis,
ni en mi imàgen, ni en lo que digo.&#8221;     Goya
Esiste un legame fra Duchamp e Goya in quanto l&#8217;universalità delle persone del grande artista sordo spagnolo e la postura di questo fondatore della postmodernità dichiarando che l&#8217;arista è &#8220;transgender&#8221;?
L&#8217;opera tarda di Goya,  l&#8217;inchiostro all&#8217;acqua (=aguatinta), &#8220;los desastros de [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;No os fijeis,<br />
ni en mi imàgen, ni en lo que digo.&#8221;     Goya</p>
<p>Esiste un legame fra Duchamp e Goya in quanto l&#8217;universalità delle persone del grande artista sordo spagnolo e la postura di questo fondatore della postmodernità dichiarando che l&#8217;arista è &#8220;transgender&#8221;?<br />
L&#8217;opera tarda di Goya,  l&#8217;inchiostro all&#8217;acqua (=aguatinta), &#8220;los desastros de la Guerra&#8221; è soprattutto ne &#8220;los Caprichos&#8221; si caratterizza per l&#8217;universalità dei suoi protagonisti. Soprattutto gli anziani che inventa il pittore non hanno una fisionomia chiaramente maschile oppure femminile. L&#8217;apparenza é un tanto eguale, non vuole definirlo.<br />
La maggiore parte di queste opere si lasca unire per la sua enorme semplicità.<br />
&#8220;La aguatinta&#8221; per me é molto vicina allo schizzo - dietro di cui si nasconde qualcosa meravigliosa visto che il disegno si considera come mezzo per riconoscere il mondo. Non è a caso che Goya disegnava tanto e dunque ha fatto alzare la cortina del teatro davanti dello spettatore per fare visivo ciò che è coperto dietro delle  pure apparizione. Quindi per me lo schizzo è uno strumento magnifico per rendersi conto delle strutture, anche e soprattutto le interne del nostro mondo.<br />
Il designer che é capace di rendere visibile qualcosa nell&#8217; instante, possiede<br />
un&#8217;arma bellissima per affermarsi nel mondo professionale.<br />
Per un lato ti aiuta a capire l&#8217;interno delle cose, le sue relazione ed allo stesso tempo può diventare un piccolo &#8220;shining&#8221; se sappiamo rappresentare spontaneamente al nostro cliente ciò che lui  ancora non ha vista ma s&#8217;immaginava.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Philippe Starck Table Gun-pura giustificazione estetica?</title>
		<link>http://www.selfproject.it/gugolarti/2007/12/14/philippe-starck-table-gun-pura-giustificazione-estetica/</link>
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		<pubDate>Fri, 14 Dec 2007 09:08:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sophia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Guerre e Conflitti]]></category>

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		<description><![CDATA[la lampara de Philippe Starck è uno oggetto autoriflessivo sopra
l&#8217;origine del Design? Sia una (auto) ironia autobiografica in quanto
la storia del Disegno di Prodotto?
table gun
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>la lampara de Philippe Starck è uno oggetto autoriflessivo sopra<br />
l&#8217;origine del Design? Sia una (auto) ironia autobiografica in quanto<br />
la storia del Disegno di Prodotto?<br />
<img src='http://www.selfproject.it/gugolarti/wp-content/uploads/2007/12/tablegun-frei_220.thumbnail.jpg' alt='table gun' />table gun</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Sei contento?</title>
		<link>http://www.selfproject.it/gugolarti/2007/12/13/sei-contento/</link>
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		<pubDate>Thu, 13 Dec 2007 20:04:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>matthew_santi</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Sensi]]></category>

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		<description><![CDATA[Bisogna far finta di esserlo!
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bisogna far finta di esserlo!</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>arte e memoria</title>
		<link>http://www.selfproject.it/gugolarti/2007/12/13/arte-e-memoria/</link>
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		<pubDate>Thu, 13 Dec 2007 15:02:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommy</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Tempo]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;opera d&#8217;arte  può essere sempre vista come un documento storico??  l&#8217;artista crea l&#8217;opera d&#8217;arte più per eternizzare se stesso o l&#8217;opera d&#8217;arte con tutti i suoi significati intrinsechi?
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;opera d&#8217;arte  può essere sempre vista come un documento storico??  l&#8217;artista crea l&#8217;opera d&#8217;arte più per eternizzare se stesso o l&#8217;opera d&#8217;arte con tutti i suoi significati intrinsechi?</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>il corpo femenile è interessante a guardarlo o a tocarlo?</title>
		<link>http://www.selfproject.it/gugolarti/2007/12/13/il-corpo-femenile-e-interessante-a-guardarlo-o-a-tocarlo/</link>
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		<pubDate>Thu, 13 Dec 2007 10:15:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bedoui</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Corpo]]></category>

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		<description><![CDATA[il corpo femenile davero interessante quando essere naturalle (chi segnifica alle èta di svelope prima d&#8217;il sua rovina ) perche sapiamo che il corpo dopo certo età il sua carinita viene bruto,è secondo me la bellessa non è solo la bellessa del corpo ma anche la bellessa di anima è di corre
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>il corpo femenile davero interessante quando essere naturalle (chi segnifica alle èta di svelope prima d&#8217;il sua rovina ) perche sapiamo che il corpo dopo certo età il sua carinita viene bruto,è secondo me la bellessa non è solo la bellessa del corpo ma anche la bellessa di anima è di corre</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>trasformazione_ che è tanto terribile se mi trasformo in un altro corpo?</title>
		<link>http://www.selfproject.it/gugolarti/2007/12/13/trasformazione_-che-e-tanto-terribile-se-mi-trasformo-in-un-altro-corpo/</link>
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		<pubDate>Wed, 12 Dec 2007 23:30:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sophia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[Se mi trasformo en una altra fisicità , il aspetto terribile si riferisce
al fatto che devo soffrire di nuovo? Gía che torno al stesso mondo,
lo sento come pesante visto che esisto nelle stesse condizione
una altra volta? Se mi trasformo significa che non posso riposarmi nella
eternità, se non che entro di nuovo nello ciclo di vita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se mi trasformo en una altra fisicità , il aspetto terribile si riferisce<br />
al fatto che devo soffrire di nuovo? Gía che torno al stesso mondo,<br />
lo sento come pesante visto che esisto nelle stesse condizione<br />
una altra volta? Se mi trasformo significa che non posso riposarmi nella<br />
eternità, se non che entro di nuovo nello ciclo di vita e resurrezione nella<br />
terra con gli stessi problemi e limiti insuperabili?</p>
<p>O forse che non è per rincontrarsi con tutte le condizione non cancellabile ma per que ho perso tutto ciò che per me era importante?                                                                                                   Come la tua memoria che costruisce il tuo essere? è questo fatto che tutto ciò che tu hai vissuto diventa nulla, letteralmente si elimina?</p>
<p>Oppure, la memoria anche come la tua capacità sensibile si sono trasformate in qualcosa che tu ti hai portato come karma al &#8220;altro/prossimo essere&#8221;? Tanto le cose belle come le esperienze più dure? E una domanda che si riferisce al esistere o non esistere del karma?</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Che senso ha certa architettura &#8220;monumentale&#8221; contemporanea</title>
		<link>http://www.selfproject.it/gugolarti/2007/12/13/che-senso-ha-certa-architettura-monumentale-contemporanea/</link>
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		<pubDate>Wed, 12 Dec 2007 23:14:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sophia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Metropoli]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;architettura monumentale non è umana. Molta parte dell&#8217;architettura postmoderna è creata per impressionare, rappresentando spesso una dimostrazione di potere da parte della committenza (banche, aziende multinazionali, imprese commerciali, istituti). Per questa ragione molte architetture sembrano dei corpi avulsi, scollegati con lo spazio della realtà quotidiana e con la vita comune dei cittadini. Neppure lo spazio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;architettura monumentale non è umana. Molta parte dell&#8217;architettura postmoderna è creata per impressionare, rappresentando spesso una dimostrazione di potere da parte della committenza (banche, aziende multinazionali, imprese commerciali, istituti). Per questa ragione molte architetture sembrano dei corpi avulsi, scollegati con lo spazio della realtà quotidiana e con la vita comune dei cittadini. Neppure lo spazio interno è pensato, spesso, per chi vi lavora. Basta una parete sbieca per far perdere la testa &#8230; Un&#8217;altra considerazione vorrei fare: cosa rimane della creatività umana dell&#8217;architetto se, come nel caso delle famose opere di Gehry, il progetto è formulato sulla base di un programma 3D della NASA?</p>
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		<title>museo?</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Dec 2007 12:52:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario Martini</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Arte]]></category>

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		<description><![CDATA[Proprio stamattina, complice un numero di Casabella di qualche mese fa, mi sono imbattuto nel brano che mi accingo a riportare, tratto dal saggio La tavola pitagorica. Luoghi italiani di Giorgio Manganelli (che per completezza d&#8217;informazione dirò anche essere uscito nel 2005 nel catalogo della Piccola Biblioteca Adelphi).
Trovo possa essere un buon punto di partenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Proprio stamattina, complice un numero di <em>Casabella</em> di qualche mese fa, mi sono imbattuto nel brano che mi accingo a riportare, tratto dal saggio <em>La tavola pitagorica. Luoghi italiani</em> di Giorgio Manganelli (che per completezza d&#8217;informazione dirò anche essere uscito nel 2005 nel catalogo della Piccola Biblioteca Adelphi).<br />
Trovo possa essere un buon punto di partenza per qualche riflessione sui <em>musei</em>, tradizionalmente luoghi dell&#8217;arte e per l&#8217;arte, occasioni di incontro con l&#8217;opera e le opere, ma al contempo indubbiamente luoghi di compromesso, forzatura, sintesi, catalogazione, con tutti i rischi del caso&#8230;</p>
<p><em>“Io diffido dei musei, in primo luogo dei musei istituzionali, che tendono a raccogliere e catalogare “tutto”. La biblioteca è pedante ma onesta. Non pretende di essere unica. Il museo esige di essere solitario, esemplare, irripetibile. È fatto di oggetti unici. Ogni esempio è una preda, comprata, catturata, deportata, scovata, scavata, rubata, corrotta, scambiata, trafugata. Un museo presuppone una passione non ignara di delitti, una cupa concentrazione, la mitologica fantasia di poter ritagliare uno spazio piatto e concluso, tolemaico, nel mondo sferico copernicano. Un museo nasconde una macchinazione, una prepotenza, una frode. Raccoglie quelle cose ambigue e un poco sinistre che sono i capolavori; colleziona opere d’arte, in nome della bellezza; infine pretende di essere istruttivo. In ogni caso, i musei agiscono in modo riduttivo; l&#8217;opera chiusa nella teca del museo è catturata in un lager di squisitezze, viene dichiarata eterna perché rinuncia alla propria qualità magica, alla intrinseca violenza, perché accetti di essere &#8220;bella&#8221;.</em></p>
<p>Trattasi evidentemente di una lettura al vetriolo, col cui estremismo potrete concordare o meno, ma nei confronti della quale non credo si possa restare indifferenti. Non vi è alcun dubbio che l&#8217;istituzione museale si trovi costantemente a breve distanza dallo stare alle opere come lo zoo sta agli animali.</p>
<p>In tutto ciò qual è la regola, e quale l&#8217;eccezione? Cos&#8217;è il museo, a che domanda risponde? E in che modo? In quanti modi? In quali? A quali domande ha saputo rispondere, e a quali no? A quali domande deve ancora rispondere? Quale il bisogno che spinge ancora oggi alla creazione del &#8220;museo&#8221;, e quale lo stimolo che ne vorrebbe ancora oggi il crollo e si inebrierebbe ai fumi densi del suo rogo? Il museo&#8230; è la fine del contemporaneo, o la sua esaltazione? Contiene l&#8217;ombra dell&#8217;eterno o i flussi della storia? Sono storicamente cambiati i musei con l&#8217;evoluzione storica dell&#8217;arte? Che rapporto c&#8217;è fra la storia del museo e la storia dell&#8217;arte?</p>
<p><em>A voi. </em></p>
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		<title>Performances</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Dec 2007 09:58:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stiz</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Contemporaneo]]></category>

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		<description><![CDATA[Perchè nei tempi più recenti è nato il desiderio da parte dell&#8217;artista di esporre se stesso mediante performances piuttosto che utilizzare supporti materiali?

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Perchè nei tempi più recenti è nato il desiderio da parte dell&#8217;artista di esporre se stesso mediante performances piuttosto che utilizzare supporti materiali?</p>
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		<title>l&#8217;edificio architettonico se interagisce con l&#8217;ambiente circostante e con l&#8217;uomo può essere considerato arte</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Dec 2007 21:13:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andrea</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Arte]]></category>

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		<title>considerazioni sull&#8217;architettura</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Dec 2007 15:37:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>squadcs</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Metropoli]]></category>

		<category><![CDATA[architettura]]></category>

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		<description><![CDATA[Una architettura qualsiasi può assumere un valore artistico ? Perchè non tutte le architetture sono opere d&#8217;artè ma solo alcune ?  Una costruzione può diventare importante solo grazie al nome di colui che l&#8217;ha progettata ? 
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una architettura qualsiasi può assumere un valore artistico ? Perchè non tutte le architetture sono opere d&#8217;artè ma solo alcune ?  Una costruzione può diventare importante solo grazie al nome di colui che l&#8217;ha progettata ? </p>
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		<title>A cosa porta l&#8217;assenza dell&#8217;arte?</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Dec 2007 15:37:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>squadcs</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Arte]]></category>

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		<description><![CDATA[Se l&#8217;arte non esistesse cosa succederebbe? Poi un&#8217;altracosa che non capisco, ho letto sullo stesso blog una citazione riguardante l&#8217;arte se possiamo chiamarla macabra del contemporaneo, perchè apparentemente sembra cosi, se gli artisti sacrificano il loro corpo per esprimere verità , potrei sostenere l&#8217;idea che gran parte dell&#8217;arte prima del contemporaneo non è più arte ma solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se l&#8217;arte non esistesse cosa succederebbe? Poi un&#8217;altracosa che non capisco, ho letto sullo stesso blog una citazione riguardante l&#8217;arte se possiamo chiamarla macabra del contemporaneo, perchè apparentemente sembra cosi, se gli artisti sacrificano il loro corpo per esprimere verità , potrei sostenere l&#8217;idea che gran parte dell&#8217;arte prima del contemporaneo non è più arte ma solo una forma di rapresentazione della natura?</p>
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		<title>Arte e Salute</title>
		<link>http://www.selfproject.it/gugolarti/2007/12/07/arte-e-salute/</link>
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		<pubDate>Fri, 07 Dec 2007 20:59:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Salute]]></category>

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		<description><![CDATA[L’Arte e…
…la Salute:
• Che rapporto c’è tra Arte e Salute?
• La cromoterapia può essere considerata Arte?
• L’Arte di per sé aiuta il benessere psico-fisico? Se sì, come?
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’Arte e…</p>
<p>…la Salute:</p>
<p>• Che rapporto c’è tra Arte e Salute?<br />
• La cromoterapia può essere considerata Arte?<br />
• L’Arte di per sé aiuta il benessere psico-fisico? Se sì, come?</p>
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		<title>L&#8217;Arte oggi</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Dec 2007 20:58:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Realtà]]></category>

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		<description><![CDATA[L’Arte e…
…la Realtà:
•	La realtà influisce sull’Arte o è l’Arte ad influire sulla realtà?
•	Cosa sarebbe successo nel mondo se l’Arte non fosse mai esistita?
•	L’Arte avrà fine? Ci saranno delle nuove avanguardie artistiche oppure le mode continueranno a ripetersi?
•	L’Arte completa il mondo. Può essere considerata un bene primario? Oppure è solo decoro, illusione?
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’Arte e…</p>
<p>…la Realtà:</p>
<p>•	La realtà influisce sull’Arte o è l’Arte ad influire sulla realtà?<br />
•	Cosa sarebbe successo nel mondo se l’Arte non fosse mai esistita?<br />
•	L’Arte avrà fine? Ci saranno delle nuove avanguardie artistiche oppure le mode continueranno a ripetersi?<br />
•	L’Arte completa il mondo. Può essere considerata un bene primario? Oppure è solo decoro, illusione?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ancora su Arte e Guerra</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Dec 2007 20:53:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Guerre e Conflitti]]></category>

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		<description><![CDATA[L’Arte e…
..la Guerra e i conflitti:
•	Come l’Arte partecipa alla guerra? Riproduce solo i momenti del conflitto (es. Guernica) oppure influisce su ciò che sarà la realtà dopo la guerra?
•	Sarà l’Arte ad influenzare ciò che succederà nella vita seguente (mode, stili di vita, ecc.) oppure il dopoguerra condizionerà l’Arte?
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’Arte e…</p>
<p>..la Guerra e i conflitti:</p>
<p>•	Come l’Arte partecipa alla guerra? Riproduce solo i momenti del conflitto (es. Guernica) oppure influisce su ciò che sarà la realtà dopo la guerra?<br />
•	Sarà l’Arte ad influenzare ciò che succederà nella vita seguente (mode, stili di vita, ecc.) oppure il dopoguerra condizionerà l’Arte?</p>
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		<item>
		<title>La realita è un incubo  o un sogno  in questo tempo?</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Dec 2007 11:47:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bedoui</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Realtà]]></category>

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		<description><![CDATA[No vedo nessuna verita chiara tutti maschiarta mi dispiace pero ecco la verita ,noi parliamo  di la realita  ma  dobiamo cominciamo di noi stessi prima de altre .
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>No vedo nessuna verita chiara tutti maschiarta mi dispiace pero ecco la verita ,noi parliamo  di la realita  ma  dobiamo cominciamo di noi stessi prima de altre .</p>
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		<item>
		<title>stiamo modificando l&#8217;arte con il nostro avanzare nel tempo?</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Dec 2007 21:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carla</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Corpo]]></category>

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		<description><![CDATA[Corpo e arte&#8230;compatibili&#8230;da sempre la rappresentazione di un corpo viaggia a pari passo con l&#8217;arte&#8230;
inizialmente il nudo femminile era considerato sacro&#8230;puro&#8230;eleganza di forme&#8230;non esisteva malizia&#8230;cent&#8217;anni e arriva lo scandalo: anche le prostitute venivano ritratte senza veli come donne di alta corte&#8230; lo stupore degli spettatori completamente sconvolti da una madonna rappresentata da una donna di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Corpo e arte&#8230;compatibili&#8230;da sempre la rappresentazione di un corpo viaggia a pari passo con l&#8217;arte&#8230;</p>
<p>inizialmente il nudo femminile era considerato sacro&#8230;puro&#8230;eleganza di forme&#8230;non esisteva malizia&#8230;cent&#8217;anni e arriva lo scandalo: anche le prostitute venivano ritratte senza veli come donne di alta corte&#8230; lo stupore degli spettatori completamente sconvolti da una madonna rappresentata da una donna di pochi valori, poteva solo aumentare la fama dell&#8217;opera&#8230;ed ecco che facendo un enorme salto verso la nostra era ci accorgiamo che un nudo non è più classicità da cui trarre insegnamento&#8230;non si riesce più a portare un  nudo a quel livello del passato dove corpo significava semplicemente arte&#8230;la società ovviamente influenza fortemente il modo di osservare l&#8217;arte&#8230;forse è proprio il nostro modo di vivere una nudità  che travolge gli ideali di un tempo trasformandogli completamente&#8230;ma quindi è possibile ritornare a quel tipo di pensiero?se un maestro dell&#8217;arte dell&#8217;800 potesse fare un nudo al giorno d&#8217;oggi, la nostra reazione sarebbe diversa da quella del passato&#8230;non riusciremmo a cogliere la romanticità delle pennellate..non riusciremmo a vedere in un nudo la semplicità della rappresentazione, ma saremo distratti&#8230;ciò significa forse che con il nostro modo di pensare stiamo trasformando l&#8217;arte stessa?</p>
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		<item>
		<title>il falso può essere considerato opera d&#8217;arte?</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Dec 2007 11:05:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andrea</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Arte]]></category>

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		<item>
		<title>electronic arts</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Dec 2007 11:01:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>davide navaro</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Tecnica]]></category>

		<category><![CDATA[arte videogame gioco mondo parallelo]]></category>

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		<description><![CDATA[Il videogioco al giorno d&#8217;oggi è divenuto un media esso stesso. Internet ne è il mezzo. Il fatto che si riesca a giocare, viaggiando con la fantasia, andando in mondi totalmente diversi dal nostro per un breve lasso di tempo, e vedendo il realizzarsi e il compiersi di una storia come per i film (medievale, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il videogioco al giorno d&#8217;oggi è divenuto un media esso stesso. Internet ne è il mezzo. Il fatto che si riesca a giocare, viaggiando con la fantasia, andando in mondi totalmente diversi dal nostro per un breve lasso di tempo, e vedendo il realizzarsi e il compiersi di una storia come per i film (medievale, fantascientifica, fantastica&#8230;) ma dove siamo noi i protagonisti che interagiamo col mondo, può essere considerato un&#8217;opera d&#8217;arte progettata da un gruppo di persone? O è considerabile come semplice passatempo si usa per estraniarsi dallo spazio e tempo quotidiano?</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il dolore è arte?</title>
		<link>http://www.selfproject.it/gugolarti/2007/12/05/il-dolore-e-arte/</link>
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		<pubDate>Wed, 05 Dec 2007 16:45:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Terranova</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Salute]]></category>

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		<description><![CDATA[Come può la rappresentazione palese del dolore fisico esser considerata in qualche modo un&#8217;opera d&#8217;arte? (Mi riferisco in particolare, come suggeritomi da Giordy, alle performances della Abramovich in cui ad es. si incide il ventre con una lametta o si tira i capelli con una spazzola fin quasi a strapparseli, o all&#8217; &#8220;artista&#8221; che si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come può la rappresentazione palese del dolore fisico esser considerata in qualche modo un&#8217;opera d&#8217;arte? (Mi riferisco in particolare, come suggeritomi da Giordy, alle performances della Abramovich in cui ad es. si incide il ventre con una lametta o si tira i capelli con una spazzola fin quasi a strapparseli, o all&#8217; &#8220;artista&#8221; che si è fatto appendere ed innalzare al cielo attraverso ganci da macellaio conficcati nella carne nuda, o colui che si è fatto sparare da una distanza ravvicinata con un colpo di fucile). Vorrei che uscissimo dall&#8217;ipocrisia ( e spero di non essere l&#8217;unica a pensarlo!) secondo cui tutto ciò può esser considerato affascinante, creativo, originale, grandioso, profondo senza prescindere dal fatto che sempre di dolore si tratta anche se l&#8217;artista o chi per lui afferma il contrario (a meno che non sia affetto da una rara malattia che riduce a zero i livelli di betaendorfina nell&#8217;organismo per la percezione del dolore!!!). Perchè non parlare anzichè di opera d&#8217;arte o di avanguardia, di manifestazione di disturbi psichici e/o emotivi della persona-personalità derivanti da una sua individuale angosciata storia di traumi psichici presente o passata che sia, messa semplicemente, pubblicamente a nudo?</p>
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		<title>è giusto che l&#8217;artista in quanto tale si senta libero da qualsiasi limite?</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Dec 2007 23:35:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giordy</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Arte]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli artisti contemporanei tendono sempre più ad affrontare il percorso creativo con metodi e performance quanto meno discutibili, mi riferisco ad esempio all&#8217;appendersi con dei ganci conficcati nel corpo oppure l&#8217;utilizzo in performance teatrali di  cadaveri animali, o all&#8217;iniettarsi sostanze radioattive nelle vene, per citare l&#8217;ultima lezione. Ciò è loro concesso in qualità di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli artisti contemporanei tendono sempre più ad affrontare il percorso creativo con metodi e performance quanto meno discutibili, mi riferisco ad esempio all&#8217;appendersi con dei ganci conficcati nel corpo oppure l&#8217;utilizzo in performance teatrali di  cadaveri animali, o all&#8217;iniettarsi sostanze radioattive nelle vene, per citare l&#8217;ultima lezione. Ciò è loro concesso in qualità di artisti, ma è corretto non porre alcun tipo di soglia alla denominazione &#8220;arte&#8221;? o meglio alla &#8220;libertà artistica&#8221;?</p>
<p>L&#8217;arista dovrebbe darsi qualche sorta di auotolimitazione oppure ciò inaridirebbe il processo creativo e quindi l&#8217;arte?</p>
<p>Mi piacerebbe sentire qualche opinione poichè credo che le risposte non appartengono ad una sola voce, ma siano il frutto della condivisione delle idee.</p>
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		<title>L&#8217;eternità dell&#8217;arte riesce a trasmettersi a noi?</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Dec 2007 23:08:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giordy</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Tempo]]></category>

		<category><![CDATA[eternità]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;arte si può rendere eterna grazie alla memoria di chi viene colpito da essa, e così l&#8217;artista riesce a trovare una dimensione di eternità grazie ad essa, alla sua opera. Ma questo circolo vizioso può essere esteso anche al resto del mondo? cioè l&#8217;arte può aiutare a fornire armi valide nella lotta odierna contro il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;arte si può rendere eterna grazie alla memoria di chi viene colpito da essa, e così l&#8217;artista riesce a trovare una dimensione di eternità grazie ad essa, alla sua opera. Ma questo circolo vizioso può essere esteso anche al resto del mondo? cioè l&#8217;arte può aiutare a fornire armi valide nella lotta odierna contro il tempo che ci sfugge tra le mani come acqua che scorre?  è possibile o l&#8217;unica alternativa è nuotarci dentro in qualche modo?</p>
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		<title>L&#8217;arte può trovare delle risposte? delle soluzioni?</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Dec 2007 22:51:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giordy</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Arte]]></category>

		<category><![CDATA[risposte]]></category>

		<category><![CDATA[soluzioni]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;opera d&#8217;arte da sempre interroga chi la guarda o la ascolta, così da insediare nello spettatore il dubbio, la domanda e quindi (almeno dovrebbe) portare alla riflessione. Ma essa svolge solo tale funzione oppure può essere veicolo di risposte?  Può essere capace di cercare delle soluzioni ai problemi che mette in evidenza?
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;opera d&#8217;arte da sempre interroga chi la guarda o la ascolta, così da insediare nello spettatore il dubbio, la domanda e quindi (almeno dovrebbe) portare alla riflessione. Ma essa svolge solo tale funzione oppure può essere veicolo di risposte?  Può essere capace di cercare delle soluzioni ai problemi che mette in evidenza?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Alici in Disneyland</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Nov 2007 19:18:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario Martini</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Metropoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella vita e nella percezione delle odierne metropoli un ruolo sempre più nodale è quello svolto dai luoghi di vendita, non tanto vendita di prodotti materiali, quanto piuttosto di mood, ideologie metropolitane, culti feticistici liberati dai feticci stessi e riconsegnati agli altari dei loghi.
Si intitolino essi Nike o Prada, Apple o Disney Store, luccicanti apparizioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella vita e nella percezione delle odierne metropoli un ruolo sempre più nodale è quello svolto dai luoghi di vendita, non tanto vendita di prodotti materiali, quanto piuttosto di mood, ideologie metropolitane, culti feticistici liberati dai feticci stessi e riconsegnati agli altari dei loghi.<br />
Si intitolino essi Nike o Prada, Apple o Disney Store, luccicanti apparizioni catturano gli occhi (e spesso i portafogli, ma questo sarebbe un altro discorso&#8230;) dei passanti, dei visitatori, e cioé di chiunque.</p>
<p>Laddove nel Rinascimento era d&#8217;obbligo entrare nelle grandi cattedrali e se non altro farsi il segno della croce, oggi l&#8217;imperativo è pregiarsi d&#8217;aver vissuto l&#8217;esperienza psico-sensoriale di essere entrati nell&#8217;ennesimo luogo del proprio culto post-merceologico preferito, o almeno di averne contemplato - in un attimo di folgorante estasi nel fluire degli eventi&#8230; - la scintillante vetrina.</p>
<p>L&#8217;unica grande differenza rispetto all&#8217;attrazione religiosa delle generazioni che furono è l&#8217;illusione del prodotto seriale in prospettiva custom. Le attrattive maschili si differenziano da quelle femminili, secondo stereotipi autoalimentanti e circoli viziosi, e a sua volta il culto adulto si differenzia da quello del bambino, iper-esposto al bisogno di scelte merce-ideo-logiche pressanti ed antitetiche, in qualunque momento, dal gioco al tragitto da e verso casa, alla mitragliatrice a 50 Hz nel/del suo apparecchio tv.</p>
<p>Ipotetico bambino che crescerà a suon di sponsor, diventando adulto insoddisfatto, bevitore di Coca-Cola e mangiatore di McDonald&#8217;s, e che qualche anno dopo al ritorno da la belle Paris racconterà orgoglioso di aver trovato un paio di scarpe uniche ed introvabili, incurante dell&#8217;ipotesi che fra prima e dopo del suo patto altre dieci o ventimila persone ripeteranno gli stessi gesti.</p>
<p>Cosa c&#8217;è di diverso - ripeto - fra il culto ecclesiastico e quello dello shopping (ma forse entrambe le etichette banalizzano e nascondono le dimensioni dei relativi contenitori: prendetele nei loro limiti con le dovute pinze&#8230;), se non una diversa illusione di libertà di scelta?<br />
Le persone ci si identificano, ci sciolgono la tristezza, ci investono tempo e denaro, ci credono, e in questo modo alimentano il potere altrui di controllare, e richiudono il cerchio del loro essere, tramite fiduce e debolezze, intimamente controllati.</p>
<p>Nel paesaggio urbano contemporaneo due sono le grandi presenze in più rispetto ad un passato che in realtà secondo canoni già morti ma non ancora del tutto decomposti potrebbe essere considerato come l&#8217;altro ieri: le automobili e il sistema espositivo/pubblicitario.<br />
Le prime ci stanno riversando addosso i peggiori uragani che la specie umana abbia mai potuto apprezzare, ed il secondo ci sta condizionando sempre di più (in primis le generazioni più recenti) verso un modello di culti e credi in grado di giustificare - se non addirittura sostenere - l&#8217;apparato produttivo/economico coi relativi difetti, che grazie al suo appeal generoso ha modo di rafforzare ed espandere le sue basi territoriali e le sue inter-relazioni interne, quasi fosse un&#8217;unica creatura in crescita.</p>
<p>Così come i crociati portavano in terra straniera a costo della loro stessa vita la loro bandiera ideologica, per infiggerla nei petti altrui, a costo della morte, così oggi i grandi nomi che fanno girare l&#8217;economia e gli sguardi bramosi di credi della gente portano le loro luminose insegne da New York a Tokyo passando per Dubai, alla ricerca di nuovi adepti.<br />
E mentre un tempo il fattore attraente del credo divino usava intersecarsi e giustificarsi nella casualità territoriali di tribù di post-nomadi, improvvisamente diventate nemiche del senza tetto e del senza dimora, oggi il nuovo culto è addirittura richiesto, atteso ed osannato da tutti coloro i quali hanno già smesso di riporre le loro pulsioni nel precedente regime, disposti a smettere le loro vesti storiche pur di riportare la firma di Yves Saint Laurent o chi per lui, e (verrebbe da dire, più violentemente di prima&#8230;) osteggiato e combattuto soltanto da chi, per la necessaria ed altresì preziosa diversità di rotazione del globo, è rimasto alla dimensione (immutabile?) dell&#8217;ordine precedente.</p>
<p>Attenzione. In questa logica i concetti si rimescolano fino ad evidenziare collegamenti ad alto rischio.<br />
Volendo fare un vorticoso salto nella storia presente, viene alla mente il tema del terrorismo islamico, e viene alla mente quale sia il nostro nuovo integralismo occidentale. Viene alla mente la concretezza fredda e scottante di una carneficina pura e semplice, nonostante essa sia abitualmente ricoperta da tessuti e tessuti di cronaca quotidiana e pregiudizio, gli stessi tessuti che si ricompongono in forma di bende, amate bende, agli occhi dei litiganti.<br />
E fra i due litiganti, chi è il terzo che gode? Dove sta l&#8217;eminenza grigia, e perché siamo stati noi a costruirgli la fortezza, e perché siamo noi a renderle onore?</p>
<p>In quanto designer, o presunti tali, le nostre posizioni, se osassimo sbirciare dalla nostra personale benda, si rivelerebbero doppiamente nevralgiche. Pur nei nostri limiti decisionali (limiti peraltro pieni di buchi), il nostro ruolo si rivela sotto varie luci centrale, e le possibili implicazioni delle nostre scelte concettuali si estendono ben oltre la lunghezza del nostro braccio, nell&#8217;internet di cose e meta-cose improvvisamente catapultata dal tavolo frugale della necessità e del vezzo alle logiche più-che-globali (in un secondo la luce fa 7 volte il giro dell&#8217;equatore&#8230;) del feticismo e dell&#8217;adorazione, cimeli di santi viventi e venditori, creature robotiche governate da flussi di dollari come fossero byte, qualche incoscienza, e la certezza che in un nuovo culto (o &#8220;cult&#8221;) il popolo vorrà sempre nascondersi e sprofondare.</p>
<p>Non esplicito alcuna domanda, perché ritengo di aver gettato i semi per aprirne molte più di quante io stesso ne possa immaginare.</p>
<p>A voi&#8230;</p>
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		<title>Volere o sapere</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Nov 2007 21:43:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>matthew_santi</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Arte]]></category>

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		<description><![CDATA[Cosa vuoi? Cosa c&#8217;è?
Se sei entrato qui vuol dire che cerchi o vuoi qualcosa!
Quindi dimmelo!
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa vuoi? Cosa c&#8217;è?<br />
Se sei entrato qui vuol dire che cerchi o vuoi qualcosa!<br />
Quindi dimmelo!</p>
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		<title>Cracking Art</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Nov 2007 10:39:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>e.marzemin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Arte]]></category>

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		<description><![CDATA[Cracking Art è arte seriale?
Coloro che fanno parte del movimento della Cracking Art possono essere considerati i Futuristi del XXI secolo?
Riporto alcune documentazioni
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cracking Art è arte seriale?</p>
<p>Coloro che fanno parte del movimento della Cracking Art possono essere considerati i Futuristi del XXI secolo?</p>
<p>Riporto alcune documentazioni <a href="http://www.selfproject.it/gugolarti/2007/11/28/cracking-art/#more-61" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Perchè le Performance</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Nov 2007 10:26:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>e.marzemin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Arte]]></category>

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		<description><![CDATA[Al giorno d&#8217;oggi l&#8217;arte ha varie sfacettature da quella pittorica a quella letterale perchè c&#8217;è l &#8217;esigenza di trasmettere messaggi attraverso l&#8217;arte della peformance ?Perchè le performance?
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al giorno d&#8217;oggi l&#8217;arte ha varie sfacettature da quella pittorica a quella letterale perchè c&#8217;è l &#8217;esigenza di trasmettere messaggi attraverso l&#8217;arte della peformance ?Perchè le performance?</p>
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		<title>L&#8217;arte e l&#8217;universo</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Nov 2007 10:17:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>e.marzemin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[Come l&#8217;arte interpreta l&#8217;universo nel passato e nel presente?
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Come l&#8217;arte interpreta l&#8217;universo nel passato e nel presente?</p>
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		<title>L&#8217;artista e a Guerra-elisabetta</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Nov 2007 10:14:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>e.marzemin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Guerre e Conflitti]]></category>

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		<description><![CDATA[Riprendendo l&#8217;esempio di Picasso che rappresenta la guerra civile Basca,ci sono ancora tutt&#8217;ogi artisti che rappresentano &#8220;la violenza&#8221; della guerra?
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riprendendo l&#8217;esempio di Picasso che rappresenta la guerra civile Basca,ci sono ancora tutt&#8217;ogi artisti che rappresentano &#8220;la violenza&#8221; della guerra?</p>
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		<title>Arte o Performance?</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Nov 2007 13:51:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Veronica S.</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Arte]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando una Performance può essere considerata un&#8217;opera d&#8217;Arte?
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando una Performance può essere considerata un&#8217;opera d&#8217;Arte?</p>
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		<item>
		<title>arte ed urgenza ambientale</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Nov 2007 13:13:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Natura]]></category>

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		<description><![CDATA[ La natura, e più in generale l&#8217;ambiente naturale, si è sempre ben prestata ad essere un ottimo soggetto nelle produzioni artistiche. L&#8217;artista ha sempre trovato in essa un ottimo mezzo espressivo non solo delle proprie sensazinoni ed emozioni,ma anche di quelle collettive e sociali.
Ma al giorno d&#8217;oggi l’opera fatta di natura (come ad esempio la Land [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> La natura, e più in generale l&#8217;ambiente naturale, si è sempre ben prestata ad essere un ottimo soggetto nelle produzioni artistiche. L&#8217;artista ha sempre trovato in essa un ottimo mezzo espressivo non solo delle proprie sensazinoni ed emozioni,ma anche di quelle collettive e sociali.</p>
<p><strong>Ma al giorno d&#8217;oggi l’opera fatta di natura (come ad esempio la Land Art o Earth Art) e quella eseguita a partire da essa, non potrebbero essere anche giustificate dall’urgenza di risolvere i problemi ambientali e dalla necessità di stabilire un rapporto equilibrato fra gli uomini ed il loro mondo?</strong></p>
<p>. </p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Può il designer essere considerato un artista pur creando lavori seriali? In quali circostanze possiamo definire una sua opera come un&#8217;opera d&#8217;arte?</title>
		<link>http://www.selfproject.it/gugolarti/2007/11/25/puo-il-designer-essere-considerato-un-artista-pur-creando-lavori-seriali-in-quali-circostanze-possiamo-definire-una-sua-opera-come-unopera-darte/</link>
		<comments>http://www.selfproject.it/gugolarti/2007/11/25/puo-il-designer-essere-considerato-un-artista-pur-creando-lavori-seriali-in-quali-circostanze-possiamo-definire-una-sua-opera-come-unopera-darte/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 25 Nov 2007 10:16:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sara murrone</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Arte]]></category>

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		<description><![CDATA[
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Arte o follia??</title>
		<link>http://www.selfproject.it/gugolarti/2007/11/24/arte-o-follia/</link>
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		<pubDate>Sat, 24 Nov 2007 00:52:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bonsio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Salute]]></category>

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		<description><![CDATA[Come riscontrato nella lezione del 22/11/2007 molti artisti ci propongono opere che resentano in molti casi la follia, al punto quasi da &#8220;sacrificare&#8221; loro stessi pur di arrivare al loro obiettivo..Saranno quindi ricordati come creatori di un opera d&#8217;arte o come ricercatori cronici di una particolare forma estrema dell&#8217;arte?  
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come riscontrato nella lezione del 22/11/2007 molti artisti ci propongono opere che resentano in molti casi la follia, al punto quasi da &#8220;sacrificare&#8221; loro stessi pur di arrivare al loro obiettivo..Saranno quindi ricordati come creatori di un opera d&#8217;arte o come ricercatori cronici di una particolare forma estrema dell&#8217;arte?  </p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Nel suo atto di creazione l&#8217;opera d&#8217;arte è &#8220;eternizzata&#8221; o piuttosto &#8220;relativizzata&#8221; al suo tempo?</title>
		<link>http://www.selfproject.it/gugolarti/2007/11/21/nel-suo-atto-di-creazione-lopera-darte-e-eternizzata-o-piuttosto-relativizzata-al-suo-tempo/</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Nov 2007 21:47:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Veronica Tondato</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Tempo]]></category>

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		<description><![CDATA[
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		<title>conflitti interiori</title>
		<link>http://www.selfproject.it/gugolarti/2007/11/21/conflitti-interiori/</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Nov 2007 19:46:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Arte]]></category>

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		<description><![CDATA[La Guerra: una parola importante, importante per le problematiche che introduce, importante per le sfaccettature interpretative che può implicare, importante per l&#8217;attualità della realtà che rappresenta.
In un percorso mentale che procede per analogia, immediatamente &#8220;guerra&#8221; viene tradotta con &#8220;conflitto&#8221;: una parola chiave che attraversa tutto il nostro secolo, in particolare, ma anche tutta la storia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Guerra: una parola importante, importante per le problematiche che introduce, importante per le sfaccettature interpretative che può implicare, importante per l&#8217;attualità della realtà che rappresenta.</p>
<p>In un percorso mentale che procede per analogia, immediatamente &#8220;guerra&#8221; viene tradotta con &#8220;conflitto&#8221;: una parola chiave che attraversa tutto il nostro secolo, in particolare, ma anche tutta la storia dell&#8217;umanità.</p>
<p>Subito emergono alcuni livelli a cui è possibile analizzare questa tematica: non solo dal punto di vista storico (le guerre ed i conflitti locali che tutt&#8217;oggi affliggono il mondo) , ma anche nella prospettiva dei conflitti interiori che segnano l&#8217;Uomo, e ancora le guerre nella e della comunicazione, motore imprescindibile e potentissimo della sociatà odierna.</p>
<p>Ma è proprio veso i conflitti interiori a cui volevo rivolgere maggiore attenzione.</p>
<p><strong>In che modo gli artisti esprimono i propri conflitti?Ma soprattutto, perchè lo fanno?</strong></p>
<p>Nel campo della psicologia dinamica, soprattutto nella teoria psicoanalitica, si è ricercata l&#8217;origine degli atti creativi nelle motivazioni profonde ed inconsce dell&#8217;artista. Si suppone infatti una stretta relazione tra la storia di vita e l&#8217;opera dell&#8217;artista, ritenendo che le sue esperienze infantili ne influenzino il pensiero, i sogni, le creazioni artistiche.</p>
<p>Sigmund Freud, individuò in queste opere d&#8217;arte l&#8217;espressione dei conflitti interiori e dei meccanismi di difesa degli autori. Introducendo il concetto di &#8220;sublimazione&#8221;, Freud affermò che le motivazioni profonde che determinano l&#8217;atto artistico derivano dallo spostamento di una pulsione sessuale o aggressiva verso una meta accettata e valorizzata socialmente, per cui l&#8217;artista, realizzando l&#8217;opera d&#8217;arte, scambierebbe la meta originariamente sessuale ed aggressiva con un&#8217;altra, comunque capace di appagare il bisogno pulsionale.</p>
<p><strong>Ma è solo questo che fà l&#8217;artista? Crea un&#8217;opera d&#8217;arte solo per un proprio &#8220;appagamento&#8221;? Oppure c&#8217;è anche altro dietro questa facciata apparentemente egoistica?</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il Murales più grande d&#8217;Italia&#8230;un museo a cielo aperto.</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Nov 2007 16:21:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andy</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Metropoli]]></category>

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		<description><![CDATA[540 metri quadrati di superficie dipinta per 25 artisti nella stazione di Vigonza Pianiga sulla linea  ferroviaria Milano/Venezia&#8230;il murales più grande d&#8217;Italia è stato commissionato dalle ferrovie statali stesse, che sembrano cominciare a credere che graffiti e arti visive valorizzino il patrimonio immobiliare ferroviario. Io sono più che d&#8217;accordo con quest&#8217;idea, e passando ogni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>540 metri quadrati di superficie dipinta per 25 artisti nella stazione di Vigonza Pianiga sulla linea  ferroviaria Milano/Venezia&#8230;il murales più grande d&#8217;Italia è stato commissionato dalle ferrovie statali stesse, che sembrano cominciare a credere che graffiti e arti visive valorizzino il patrimonio immobiliare ferroviario. Io sono più che d&#8217;accordo con quest&#8217;idea, e passando ogni mattina dalla stazione in questione, mi rendo conto che semplici luoghi di passaggio quali la banchina e il sottopassaggio di una stazione, possono essere convertiti in spazi vivibili e piacevoli semplicemente attraverso del colore, diventando un vero e proprio museo a cielo aperto dove si può passare, guardare, ritornare, toccare, e dove tra l&#8217;altro ogni giorno scorrono via centinaia di persone. E quindi l&#8217;opera o la serie di opere diventa argomento di discussione durante le attese, o semplicemente motivo di riflessione e contemplazione (spunti che magari un muro grigio in precedenza non dava). Che questo sia l&#8217;inizio di una serie di nuovi tipi di musei, al di fuori della concezione di impianto museale classico, integrati nella città in modo perfettamente armonioso?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Arte vs pornografia</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Nov 2007 20:06:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea G</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Corpo]]></category>

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		<description><![CDATA[Cosa differenzia l’arte dalla pornografia? Quando dalla prima si passa alla seconda? Il confine è netto o sottile?
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa differenzia l’arte dalla pornografia? Quando dalla prima si passa alla seconda? Il confine è netto o sottile?</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Un altro caso di censura</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Nov 2007 19:30:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea G</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Corpo]]></category>

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		<description><![CDATA[Giorni fa mi è capitato di sentire la travagliata storia della mostra &#8220;Arte e omosessualità&#8221;. Dopo vari tentativi di parziale censura a Milano, le veniva negata ospitalità. Riceveva invece asilo a Firenze, comunque non senza polemiche. Mi chiedo dunque qual’è il rapporto tra arte e censura? Al giorno d’oggi è una pratica caratteristicamente italiana?
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left">Giorni fa mi è capitato di sentire la travagliata storia della mostra &#8220;Arte e omosessualità&#8221;. Dopo vari tentativi di parziale censura a Milano, le veniva negata ospitalità. Riceveva invece asilo a Firenze, comunque non senza polemiche. Mi chiedo dunque qual’è il rapporto tra arte e censura? Al giorno d’oggi è una pratica caratteristicamente italiana?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Domanda o risposta</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Nov 2007 18:26:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gilly</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Arte]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;arte propone o risponde?Ovvero l&#8217;obbiettivo primo dell&#8217;arte è quello di sollevare questioni,domande e utili dibattiti o di dare risposte alle domande che l&#8217;uomo si pone?
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;arte propone o risponde?Ovvero l&#8217;obbiettivo primo dell&#8217;arte è quello di sollevare questioni,domande e utili dibattiti o di dare risposte alle domande che l&#8217;uomo si pone?</p>
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		<title>Il dolore</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Nov 2007 18:23:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gilly</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Salute]]></category>

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		<description><![CDATA[Come può l&#8217;arte attraverso sia il suo insegnamento che la sua presenza negli ambienti di cura alleviare la sofferenza dell&#8217;uomo?
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come può l&#8217;arte attraverso sia il suo insegnamento che la sua presenza negli ambienti di cura alleviare la sofferenza dell&#8217;uomo?</p>
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		<title>Percezione dell&#8217;arte</title>
		<link>http://www.selfproject.it/gugolarti/2007/11/18/percezione-dellarte/</link>
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		<pubDate>Sun, 18 Nov 2007 18:20:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gilly</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Arte]]></category>

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		<description><![CDATA[Sto pensando all&#8217;arte e alla percezione di essa da parte dell&#8217;animo umano in situazioni più o meno complicate(es viaggi nei musei che vengono fatti fare ai malati mentali ecc.)come può l&#8217;arte modificare la percezione del nostro essere?
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sto pensando all&#8217;arte e alla percezione di essa da parte dell&#8217;animo umano in situazioni più o meno complicate(es viaggi nei musei che vengono fatti fare ai malati mentali ecc.)come può l&#8217;arte modificare la percezione del nostro essere?</p>
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		<item>
		<title>Quale autonomia di scelta può avere il soggetto di un opera d’arte?</title>
		<link>http://www.selfproject.it/gugolarti/2007/11/17/quale-autonomia-di-scelta-puo-avere-il-soggetto-di-un-opera-d%e2%80%99arte/</link>
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		<pubDate>Sat, 17 Nov 2007 11:45:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Soggetto]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella lezione relativa al connubio-divario tra la scienza e l&#8217;arte Francalanci ha citato una artista, del quale purtroppo non sono riuscita a reperire il nome,che prospetterebbe di realizzare una performance nel corso della quale dovrebbe incontrare sul palco il suo clone.Questo mi ha fatto sorgere dei quesiti circa la possibilità di scelta lasciata al &#8220;Soggetto&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella lezione relativa al connubio-divario tra la scienza e l&#8217;arte Francalanci ha citato una artista, del quale purtroppo non sono riuscita a reperire il nome,che prospetterebbe di realizzare una performance nel corso della quale dovrebbe incontrare sul palco il suo clone.Questo mi ha fatto sorgere dei quesiti circa la possibilità di scelta lasciata al &#8220;Soggetto&#8221; dell&#8217;opera.Tale valore della libertà è legato ad ogni forma di vita anche se pare logico che un artista che si avvalga di un animale nella sua opera d&#8217;arte non sia in grado di domandare a questo il suo parere&#8230;certo il coniglio di Kac non poteva parlare. In questo seconda caso, tuttavia, il soggetto sarà un essere unmano, per quanto clonato, che a rigor di logica dovrebbe possedere una logica e un intelletto. Per questo non comprendo come lo si potrebbe obbligare a presenziare a tale performance nel caso egli si opponesse? o come dovrebbe essere cresciuto, perchè passeranno degli anni dalla sua &#8220;creazione&#8221; al momento della presentazione, per prepararlo all&#8217;evento?e se egli dovrà rappresentare le esatte fattezze dell&#8217;artista sarà costretto a mantenere lo stesso stile di vita del suo creatore??Tutte queste questioni mi inducono a riflettere sulla libertà di autodeterminazione e sulle scelte esistenziali(badate bene che non intendo fare dei moralismi o indottrinamenti religiosi essendo io la prima ad oppormi ad essi).<br />
un ultimo appunto, nel corso di comunicazione visiva ci hanno ricordato che non è possibile uttilizzare foto altrui per i nostri manifesti in quanto questo viola la proprietà dell&#8217;immagine e la personalità di chi viene ritratto..Se solo una foto, dunque, causa così tante problematiche (anche legali) cosa dire di una vita umana impostata a soggetto dell&#8217;arte?</p>
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		<item>
		<title>l&#8217;arte e il nuovo</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Nov 2007 08:08:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Natz</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Arte]]></category>

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		<description><![CDATA[

Come vengono accolte le nuove tecniche nell&#8217;arte e come sono state accolte negli anni passati?
&#8230;mi rendo conto che c&#8217;è qui un facile collegamento con il lungo dibattito sulla bio art..


]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table border="0" width="100%" cellPadding="0" cellSpacing="0">
<tr>
<td height="250" width="100%" vAlign="top">Come vengono accolte le nuove tecniche nell&#8217;arte e come sono state accolte negli anni passati?</p>
<p>&#8230;mi rendo conto che c&#8217;è qui un facile collegamento con il lungo dibattito sulla bio art..</td>
</tr>
</table>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>reazioni</title>
		<link>http://www.selfproject.it/gugolarti/2007/11/17/reazioni/</link>
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		<pubDate>Sat, 17 Nov 2007 08:03:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Natz</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Guerre e Conflitti]]></category>

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		<description><![CDATA[

Quali sono state le reazioni delle classi dirigenti e degli altri artisti alle opere d&#8217;arte che denunciavano guerre e conflitti nel mondo?





Quali sono state le reazioni delle classi dirigenti e degli altri artisti alle opere che denunciavano guerre e conflitti nel mondo?



]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table border="0" width="100%" cellPadding="0" cellSpacing="0">
<tr>
<td height="250" width="100%" vAlign="top">Quali sono state le reazioni delle classi dirigenti e degli altri artisti alle opere d&#8217;arte che denunciavano guerre e conflitti nel mondo?</td>
</tr>
</table>
<blockquote>
<table border="0" width="100%" cellPadding="0" cellSpacing="0">
<tr>
<td height="250" width="100%" vAlign="top">Quali sono state le reazioni delle classi dirigenti e degli altri artisti alle opere che denunciavano guerre e conflitti nel mondo?</td>
</tr>
</table>
</blockquote>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>E allora?!</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Nov 2007 10:51:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Natz</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Arte]]></category>

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		<description><![CDATA[Riguardo tutti itemi, gli artisti che producono le loro opere cercano poi di risolvere il problema/l&#8217;argomento o si limitano a inquadrarlo semplicemente?
&#8230;è veramente quello che penso ogni volta..
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riguardo tutti itemi, gli artisti che producono le loro opere cercano poi di risolvere il problema/l&#8217;argomento o si limitano a inquadrarlo semplicemente?</p>
<p>&#8230;è veramente quello che penso ogni volta..</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>_tec no logic_</title>
		<link>http://www.selfproject.it/gugolarti/2007/11/15/_tec-no-logic_/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Nov 2007 10:31:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>davide navaro</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Arte]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggigiorno viviamo in un&#8217;era di continua espansione ed evoluzione delle nuove tecnologie del e nel mondo (basta pensare alla popolazione giapponese). Io a questo punto mi pongo una questione: quanto le nuove teconologie hanno influenzato il panorama artistico odierno? Oppure sono le tecnologie ad essere state influenzate dall&#8217;arte?
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggigiorno viviamo in un&#8217;era di continua espansione ed evoluzione delle nuove tecnologie del e nel mondo (basta pensare alla popolazione giapponese). Io a questo punto mi pongo una questione: quanto le nuove teconologie hanno influenzato il panorama artistico odierno? Oppure sono le tecnologie ad essere state influenzate dall&#8217;arte?</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>il mondo e l&#8217;arte</title>
		<link>http://www.selfproject.it/gugolarti/2007/11/12/il-mondo-e-larte/</link>
		<comments>http://www.selfproject.it/gugolarti/2007/11/12/il-mondo-e-larte/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 12 Nov 2007 18:21:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giada</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Arte]]></category>

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		<description><![CDATA[è il mondo ad ispirare l&#8217;arte oppure l&#8217;arte ad ispirare il mondo?!
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>è il mondo ad ispirare l&#8217;arte oppure l&#8217;arte ad ispirare il mondo?!</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>artificio e messaggio</title>
		<link>http://www.selfproject.it/gugolarti/2007/11/11/29/</link>
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		<pubDate>Sun, 11 Nov 2007 18:03:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elly</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Arte]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;ARTIFICIO
L&#8217;artificio, inteso come eccessiva ricerca di effetto e mancanza di naturalezza, non rischia di far perdere del significato o quantomeno impoverire il messaggio intrinseco di una data opera d&#8217;arte?
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ARTIFICIO</p>
<p>L&#8217;artificio, inteso come eccessiva ricerca di effetto e mancanza di naturalezza, non rischia di far perdere del significato o quantomeno impoverire il messaggio intrinseco di una data opera d&#8217;arte?</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>artificio</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Nov 2007 18:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elly</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Arte]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;ARTIFICIO
L&#8217;artificio in arte, o più precisamente in un&#8217;opera d&#8217;arte, ha un compito o scopo puramente ideologico, inteso ad avvalorare l&#8217;aspetto concettuale dell&#8217;opera, o &#8220;estetico-comunicativo&#8221;quindi coinvolgere lo spettatore attraverso tecniche ed espedienti particolari?
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ARTIFICIO</p>
<p>L&#8217;artificio in arte, o più precisamente in un&#8217;opera d&#8217;arte, ha un compito o scopo puramente ideologico, inteso ad avvalorare l&#8217;aspetto concettuale dell&#8217;opera, o &#8220;estetico-comunicativo&#8221;quindi coinvolgere lo spettatore attraverso tecniche ed espedienti particolari?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>IL MIO DILEMMA</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Nov 2007 23:32:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mazzero</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Realtà]]></category>

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		<description><![CDATA[Avete mai fatto caso che il cerchio e il quadrato non indicano una direzione!!! Il triangolo invece può farlo!!!
Nell&#8217;immenso, nel cosmo, in noi&#8230; c&#8217;è una direzione? Può esistere un triangolo?O esiste solo il CERCHIO e il quadrato!&#8230;
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avete mai fatto caso che il cerchio e il quadrato non indicano una direzione!!! Il triangolo invece può farlo!!!</p>
<p>Nell&#8217;immenso, nel cosmo, in noi&#8230; c&#8217;è una direzione? Può esistere un triangolo?O esiste solo il CERCHIO e il quadrato!&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>PENSIERO SULLA MORTE</title>
		<link>http://www.selfproject.it/gugolarti/2007/11/11/pensiero-sulla-morte/</link>
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		<pubDate>Sat, 10 Nov 2007 23:25:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mazzero</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Soggetto]]></category>

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		<description><![CDATA[LA MORTE E&#8217; UN DONO
UNA CONSOLAZIONE
ED E&#8217; RISERVATO SOLO ALLE MENTI PENSANTI
Chi non GODE di questo straordinario dono è un non pensante, come può essere un albero, un sasso, acqua&#8230; A loro non è concesso Morire.
Riflessione1: La morte è il prezzo che dobbiamo pagare per poter pensare.
Riflessione2:La facoltà di pensare è la causa che implica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>LA MORTE E&#8217; UN DONO</p>
<p>UNA CONSOLAZIONE</p>
<p>ED E&#8217; RISERVATO SOLO ALLE MENTI PENSANTI</p>
<p>Chi non GODE di questo straordinario dono è un non pensante, come può essere un albero, un sasso, acqua&#8230; A loro non è concesso Morire.</p>
<p>Riflessione1: La morte è il prezzo che dobbiamo pagare per poter pensare.</p>
<p>Riflessione2:La facoltà di pensare è la causa che implica la morte.</p>
<p>QUINDI:</p>
<p>Perchè Muoriamo?,Perchè Pensiamo!!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>COSA VOGLIAMO?</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Nov 2007 23:03:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mazzero</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Arte]]></category>

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		<description><![CDATA[Da tutto ciò che ci circonda Cosa vogliamo veramente?
Cosa Vogliamo Vedere Veramente?
QUALCOSA che ci stupisca?&#8230;che ci avvilisca?&#8230;che ci renda felici? cosa?
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da tutto ciò che ci circonda Cosa vogliamo veramente?</p>
<p>Cosa Vogliamo Vedere Veramente?</p>
<p>QUALCOSA che ci stupisca?&#8230;che ci avvilisca?&#8230;che ci renda felici? cosa?</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>COSA C&#8217;ERA GIA&#8217;?</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Nov 2007 23:00:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mazzero</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Tempo]]></category>

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		<description><![CDATA[DA COSA NASCE COSA&#8230;MA CHI HA CREATO COSA?
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>DA COSA NASCE COSA&#8230;MA CHI HA CREATO COSA?</p>
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		</item>
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		<title>PITTURA SILENZIOSA</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Nov 2007 22:40:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mazzero</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Arte]]></category>

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		<description><![CDATA[DEFINIZIONE : Una pittura è silenziosa quando non si riesce ad associare nessun termine per tentar di definirla. Essa quindi è sconoscita.   E&#8217; nuova!   Quando una pittura si può definir nuova, non deve emettere suono; è silenziosa, poichè nulla fin&#8217;ora è in grado di DEFINIRLA! Ma per far si che ciò avvenga, bisogna andare oltre a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>DEFINIZIONE : Una pittura è silenziosa quando non si riesce ad associare nessun termine per tentar di definirla. Essa quindi è sconoscita.   E&#8217; nuova!   Quando una pittura si può definir nuova, non deve emettere suono; è silenziosa, poichè nulla fin&#8217;ora è in grado di DEFINIRLA! Ma per far si che ciò avvenga, bisogna andare oltre a ciò che si vede, che si sente, che si tocca, che si assaggia.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title></title>
		<link>http://www.selfproject.it/gugolarti/2007/11/09/21/</link>
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		<pubDate>Fri, 09 Nov 2007 15:59:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Guerre e Conflitti]]></category>

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		<description><![CDATA[La Guerra:una parola importante, importante per le problematiche che introduce, importante per le sfaccettature interpretative che può implicare, importante per l&#8217;attualità della realtà che rappresenta. 
In un percorso mentale che procede per analogia, immediatamente &#8220;guerra&#8221; viene tradotta con &#8220;conflitto&#8221;: una parola-chiave che attraversa tutto il nostro secolo, in particolare, ma anche tutta la storia dell&#8217;umanità.
Subito emergono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left">La Guerra:una parola importante, importante per le problematiche che introduce, importante per le sfaccettature interpretative che può implicare, importante per l&#8217;attualità della realtà che rappresenta. </p>
<p align="right">In un percorso mentale che procede per analogia, immediatamente &#8220;guerra&#8221; viene tradotta con &#8220;conflitto&#8221;: una parola-chiave che attraversa tutto il nostro secolo, in particolare, ma anche tutta la storia dell&#8217;umanità.</p>
<p align="right">Subito emergono alcuni livelli a cui è possibile analizzare questa tematica: non solo dal punto di vista storico (le guerre ed i conflitti locali che tutt&#8217;oggi affliggono il mondo), ma anche nella prospettiva dei conflitti interiori che segnano l&#8217;Uomo, e ancora le guerre nella e della comunicazione, motore imprescindibile e potentissimo della società odierna.</p>
<p align="right">Ma è proprio verso i conflitti interiori che volevo rivolgere maggiore attenzione.</p>
<p align="right"><font color="#000000"><font color="#333333" face="MS Reference Sans Serif">In che modo gli artisti esprimono i propri conflitti? Ma soprattutto, perchè lo fanno? </font></font></p>
<p align="right"><font color="#000000"><font color="#333333" face="MS Reference Sans Serif">Nel campo della psicologia dinamica, soprattutto nella teoria psicoanalitica, si è ricercata l&#8217;origine degli atti creativi nelle motivazioni profonde ed inconsce dell&#8217;artista. Si suppone infatti una stretta relazione tra la storia di vita e l&#8217;opera dell&#8217;artista, ritenendo che le sue esperienze infantili ne influenzino il pensiero, i sogni, le creazioni artistiche.</font></font></p>
<p align="right"><font color="#000000"><font color="#333333" face="MS Reference Sans Serif">Sigmund Freud, individò in queste opere d&#8217;arte l&#8217;espressione dei conflitti interiori e dei meccanismi di difesa degli autori. Introducendo il concetto di &#8220;sublimazione&#8221;, Freud affermò che le motivazioni profonde che determinano l&#8217;atto artistico derivano dallo spostamento di una pulsione sessuale o aggressiva verso una meta accettata e valorizzata socialmente, per cui l&#8217;artista, realizzando l&#8217;opera d&#8217;arte, scambierebbe la meta originariamente sessuale ed aggressiva con un&#8217;altra, comunque capace di appagare il bisogno pulsionale. </font></font></p>
<p align="right"><font color="#000000"><font color="#333333" face="MS Reference Sans Serif">Ma è solo questo che fà l&#8217;artista? Crea un&#8217;opera d&#8217;arte solo per un proprio &#8220;appagamento&#8221;? Oppure c&#8217;è anche altro dietro questa facciata apparentemente egoistica?</font></font></p>
<p align="left">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>artisti a pArte</title>
		<link>http://www.selfproject.it/gugolarti/2007/11/08/artisti-a-parte/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Nov 2007 20:07:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manola</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Metropoli]]></category>

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		<description><![CDATA[La storia dell’arte ci ha insegnato che, in ogni epoca, i contemporanei sono stati quasi sempre i peggiori giudici dei propri artisti: come riconoscere oggi vandalismo e arte? Quanta importanza dare ad un gruppo di persone etichettate “incivili” che gettano della vernice nella fontana di Trevi? E i graffiti spesso volgari o comunque gergali che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La storia dell’arte ci ha insegnato che, in ogni epoca, i contemporanei sono stati quasi sempre i peggiori giudici dei propri artisti: come riconoscere oggi vandalismo e arte? Quanta importanza dare ad un gruppo di persone etichettate “incivili” che gettano della vernice nella fontana di Trevi? E i graffiti spesso volgari o comunque gergali che però con Haring hanno raggiunto picchi notevoli? Andrebbero tutelati?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>nudo?!</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Nov 2007 20:05:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manola</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Corpo]]></category>

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		<description><![CDATA[Come è avvenuto per Modigliani e per Schiele, i nudi di Lucian Freud hanno provocato e suscitato polemiche, scandalo ed imbarazzo proprio perché reali. I modelli sono infatti uomini e donne normali con corpi appesantiti dagli anni mentre giacciono scomposti in modo non convenzionale, lungi dalla falsa retorica di migliaia di Veneri e Adoni della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come è avvenuto per Modigliani e per Schiele, i nudi di Lucian Freud hanno provocato e suscitato polemiche, scandalo ed imbarazzo proprio perché reali. I modelli sono infatti uomini e donne normali con corpi appesantiti dagli anni mentre giacciono scomposti in modo non convenzionale, lungi dalla falsa retorica di migliaia di Veneri e Adoni della pittura antica. Il nudo, se lontano da canoni ideali, è scandaloso, da vietare, quasi si trattasse di volgare pornografia, di erotismo malato? </p>
<p>E per quanto riguarda la rappresentazione di bambini, giovani e adolescenti come avviene per Balthus che già dagli anni ’30 espone le proprie opere nelle quali ragazze adolescenti sono spiate nella loro intimità, declinando  le considerazioni eccessivamente morbose della critica?.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>economia e sesso</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Nov 2007 20:03:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manola</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Corpo]]></category>

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		<description><![CDATA[Dalle passate edizioni della Biennale, nelle quali le opere più “ardite” (celebre il caso del dipinto di Giacomo Grosso “Il supremo convegno”)  venivano isolate in angoli remoti e nascosti della sala, che puntualmente divenivano i più affollati, al recente divieto di ingresso ai minori di 18 anni alla mostra “Sedotti: arte e sesso dall’antichità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dalle passate edizioni della Biennale, nelle quali le opere più “ardite” (celebre il caso del dipinto di Giacomo Grosso “Il supremo convegno”)  venivano isolate in angoli remoti e nascosti della sala, che puntualmente divenivano i più affollati, al recente divieto di ingresso ai minori di 18 anni alla mostra “Sedotti: arte e sesso dall’antichità ad oggi” al Barbican di Londra (dove sono esposti dagli affreschi pompeiani a Cicciolina con coroncina di fiori) che viene etichettato come “un’idea furba per vendere più biglietti”: oggi l’apparente scandalo creato dal sesso nell’arte è più che altro una messa in scena? una strumentalizzazione a fini economici? Oppure manifestazioni di questo tipo vengono considerate sinceramente immorali ancora da molti?</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>arte:emergenza?</title>
		<link>http://www.selfproject.it/gugolarti/2007/11/08/arteemergenza/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Nov 2007 19:58:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manola</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Guerre e Conflitti]]></category>

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		<description><![CDATA[Paradossalmente nei momenti più tragici della storia, nei quali si vive in un costante clima bellico, l’Arte ha raggiunto picchi notevoli (questo è testimoniato da numerose opere di estrema qualità: da quelle di  Goya a quelle di Kirchner, etichettate poi come degenerate, da quelle di Picasso ai collage di Höch, che denunciano la superficiale repubblica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Paradossalmente nei momenti più tragici della storia, nei quali si vive in un costante clima bellico, l’Arte ha raggiunto picchi notevoli (questo è testimoniato da numerose opere di estrema qualità: da quelle di  Goya a quelle di Kirchner, etichettate poi come degenerate, da quelle di Picasso ai collage di Höch, che denunciano la superficiale repubblica di Weimar). L’Arte è dunque stimolata da uno stato di tensione? Lo scopo è quello di inviare un messaggio (se l’Arte non comunica come può prendere parte attiva nell’Emergenza? ) o è da considerare più uno sfogo, la manifestazione del disagio interiore dell’artista?</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;ERA DELLA TECNICA- l&#8217;uomo, la cultura di massa, la TV, l&#8217;arte&#8230;.</title>
		<link>http://www.selfproject.it/gugolarti/2007/11/08/lera-della-tecnica-luomo-la-cultura-di-massa-la-tv-larte/</link>
		<comments>http://www.selfproject.it/gugolarti/2007/11/08/lera-della-tecnica-luomo-la-cultura-di-massa-la-tv-larte/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 08 Nov 2007 19:02:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Veronica Tondato</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Tecnica]]></category>

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		<description><![CDATA[Ciò che è veramente inquietante non è che il mondo si trasformi in un completo dominio della tecnica.
Di gran lunga più inquietante è che l’uomo non è affatto preparato a questo radicale mutamento del mondo.
Di gran lunga più inquietante è che non siamo ancora capaci di raggiungere, attraverso un pensiero meditante, un confronto adeguato con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ciò che è veramente inquietante non è che il mondo si trasformi in un completo dominio della tecnica.</em></p>
<p><em>Di gran lunga più inquietante è che l’uomo non è affatto preparato a questo radicale mutamento del mondo.</em></p>
<p><em>Di gran lunga più inquietante è che non siamo ancora capaci di raggiungere, attraverso un pensiero meditante, un confronto adeguato con ciò che sta realmente emergendo nella nostra epoca.</em></p>
<p>M. HEIDEGGER, L’abbandono (1959), p.36</p>
<p>Ancora una volta mi diverto a fare “bastian contrario”, e non riuscendo a scegliere uno solo tra tutti gli interrogativi che mi ha suscitato la questione, intrigandomi più che mai, comincio col mettere un po’ di carne al fuoco, citando alcuni testi che – spero – infiammeranno gli animi così come hanno fatto con me. I pezzi che seguiranno sono tratti da un illuminante opera di Umberto Galimberti: Psiche e Techne, che tratta di quella che definisce L’età della tecnica, aprendoci gli occhi sul fatto che proprio in quest’epoca “l&#8217;orizzonte di riferimento a partire dal quale l&#8217;uomo può pervenire a una comprensione di se, è radicalmente mutato”, e denunciando “il naufragio dell&#8217;identità individuale nella pubblicità dell&#8217;immagine”. (chi di voi fosse interessato a leggere l’introduzione del volume, già di per se assolutamente preziosa, si rivolga pure a me)</p>
<p><strong>La trasformazione della tecnica da “mezzo” in “fine”</strong></p>
<p>…“Finché la strumentazione tecnica disponibile era appena sufficiente per per raggiungere quei fini in cui si esprimeva la soddisfazione degli umani bisogni, la tecnica era un semplice <em>mezzo </em>il cui significato era interamente assorbito dal <em>fine, </em>ma quando la tecnica <em>aumenta quantitativamente </em>al punto da ren­dersi disponibile per la realizzazione di qualsiasi fine, allora <em>mu­ta qualitativamente </em>lo scenario, perché non è più il fine a condi­zionare la rappresentazione, la ricerca, l’acquisizione dei mezzi tecnici, ma sarà la cresciuta disponibilità dei mezzi tecnici a di-spiegare il ventaglio di qualsivoglia fine che per loro tramite può essere raggiunto. Così <em>la tecnica da mezzo diventa </em>fine, non per­ché la tecnica si proponga qualcosa, ma perché tutti gli scopi e i fini che gli uomini si propongono non si lasciano raggiungere se non attraverso la mediazione tecnica.</p>
<p>[…] E. Severino osserva che <u>se il mezzo tecnico è la condizione necessaria per realizzare qualsiasi fine che non può esser raggiunto prescindendo dal mezzo tecnico, <em>il conseguimento del mezzo diventa il vero </em>fine che tutto subordina a sé</u>. Ciò com­porta il crollo di numerosi impianti categoriali con cui l’uomo aveva finora definito se stesso e la sua collocazione nel mondo.</p>
<p><strong>L’uomo e la tecnica</strong></p>
<p>&#8220;l&#8217;uomo è originariamente votato alla tecnica per compensare l&#8217;insufficienza dei propri organi, per intensificare la capacità che possiede e per agevolare il lavoro della costruzione del mondo da cui la sua esistenza dipende&#8221;</p>
<p>&#8220;siccome la tecnica è ormai la forma del mondo, per l&#8217;individuo non c&#8217;è altro modo dì essere al mondo se non come <em>funzionario</em> della tecnica&#8221;. <em>Cioè se la tecnica da mezzo diventa fine, <u>l’uomo diventa il mezzo attraverso cui la tecnica non persegue altro che la sua auto-riproduzione</u>…..PAURA!!!!!!<br />
<!--[if !supportLineBreakNewLine]--><br />
<!--[endif]--></em></p>
<p><strong>La cultura di massa</strong></p>
<p>La disarticolazione tra “pubblico e pri­vato”, tra “sociale” e “individuale” operata dalla razionalità tecni­ca, modifica anche il concetto tradizionale di “massa”, introdu­cendo quella variante che è la sua <em>atomizzazione </em>e <em>disarticolazio­ne </em>in singolarità individuali che, foggiate da prodotti di massa, consumi di massa, informazioni di massa, rendono obsoleto il concetto di <em>massa come concentrazione di molti, </em>e attuale quello di <em>massificazione come qualità di<u> milioni di singoli, </u></em><u>ciascuno dei quali produce, consuma, riceve le stesse cose di tutti, ma in mo­do solistico. Viene così consegnata a ciascuno la propria massifi­cazione, ma con l’illusione della privatezza e l’apparente ricono­scimento della propria individualità,</u> in modo che nessuno sia più in grado di percepire un “esterno” rispetto a un interno, perché ciò che ciascuno incontra in pubblico è esattamente ciò di cui è stato rifornito in privato. Nascono da qui quei processi di <em>deindividuazione </em>e <em>deprivatizzazione </em>che sono alla base delle condotte di massa tipiche delle società omologate e conformiste.</p>
<p><strong>I mezzi di comunicazione</strong></p>
<p>All’omologazione sociale contri­buiscono in modo esponenziale i mezzi di comunicazione che la tecnica ha potenziato <u>modificando il nostro <em>modo di fare espe­rienza: </em>non più in contatto con il mondo, ma con la rappresen­tazione mediatica del mondo</u> che rende vicino il lontano, pre­sente l’assente, disponibile quello che altrimenti sarebbe indi­sponibile. Esonerandoci dall’esperienza diretta e mettendoci in rapporto non con gli eventi, ma con il loro allestimento, i mezzi di comunicazione non hanno alcun bisogno di falsificare o di oscurare la realtà, perché proprio ciò che informa codifica, e l’ef­fetto di codice <u>diventa non solo criterio interpretativo della realtà, ma anche modello induttore dei nostri giudizi, che a loro volta generano comportamenti nel mondo reale conformi a quanto ap­preso dal modello induttore.</u> In questa <em>comunicazione tautologi­ca, </em>dove chi ascolta sente le stesse cose che egli stesso potrebbe tranquillamente dire, e chi parla dice le stesse cose che potrebbe ascoltare da chiunque, <u>in questo <em>monologo collettivo </em>l’esperien­za della comunicazione crolla, perché è abolita la differenza spe­cifica tra le esperienze personali del mondo che sono alla base di ogni bisogno comunicativo.</u> Con il loro rincorrersi, infatti, le mil­le voci e le mille immagini che riempiono l’etere aboliscono pro­gressivamente le differenze che ancora esistono fra gli uomini e, perfezionando la loro omologazione, rendono superfluo se non impossibile parlare “in prima persona”. <u>A questo punto i mezzi di comunicazione non appaiono più come semplici “mezzi” a di­sposizione dell’uomo perché, se intervengono sulla modalità di fare esperienza, modificano l’uomo indipendentemente dall’uso che questi ne fa e dagli scopi che si propone quando li impiega</u>.</p>
<p>Ora, perdonatemi l’abbassamento di livello abissale…ma concludo rispolverando una riflessione personale, assai più frivola e ovvia, giusto perché non mi si dica che ho fatto fare tutto a Galimberti ;p</p>
<p>Nel futuro ognuno sarà famoso per quindici minuti, disse Andy Warhol.</p>
<p>Oggi potremmo specificare: Nel futuro ognuno sarà in tv (o su youtube, come vi pare), per quindici minuti. Che soddisfazione!! Bei tempi quelli in cui il tubo catodico era una conseguenza della celebrità e non l’unica causa, in cui i grandi personaggi avevano qualcosa da dire, in cui si osservava l’invito di B. Franklin “scrivi qualcosa degno di essere letto, o fai qualcosa degno di essere scritto”.</p>
<p>L’imperativo oggigiorno è piuttosto APPARI o peggio APPARI IN TV. la tv è bella, colorata, felice. La tv è un paese dei balocchi pieno di adulti-bambini che non si accorgono di essere diventati ciuchini. La tv è un girotondo vorticoso che diventa nauseante. La tv…siamo noi. E per quanto “televisiva” sia questa frase (se fosse uno slogan sarebbe un successo!) espone una inquietante verità… Ormai non possiamo farci niente. E’ finita. Issate la bandiera bianca. E’ il trionfo dell’invasione barbarica, e noi, decapitati delle nostre doti intellettive siamo trascinati inermi come la statua di Saddam Hussein dal baraccone mediatico…</p>
<p><u>La tv è piu vera del vero</u>.La tv ci ha subdolamente inebetiti con il suo affascinante caleidoscopio, con un bombardamento di lustrini, seni, commoventi riconciliazioni in diretta più finte dei seni sopraccitati e grandi fratelli con famiglia al seguito…e approfittando del letargo intellettuale ha piantato le sue radici neri e sottili ovunque, svuotandoci della “superflua” esigenza di essere prima di apparire, di ogni spirito critico verso quel surrogato di realtà che essa ci propone, riducendo così nelle nostre menti atrofiche il confine tra rappresentazione mediatica della realtà e realtà stessa fino a renderlo inesistente. In effetti le parole finzione e realtà si sono tragicamente trasformate in <em>fiction</em> e <em>reality show</em>…</p>
<p>Noi siamo la tv, la tv ci assorbe, ci compenetra, ci comanda.</p>
<p>La cara mamma rai si è laccata le unghie di rosso e ha abbandonato il vecchio motto “e dopo Carosello, tutti a nanna!!”: perché stupirci vedendo tredicenni-lolite più truccate delle loro madri atteggiarsi a vamp al ritmo della Dea Britney(vi prego ascoltatevi A Vita Bassa dei Baustelle)? Stanno solo facendo ciò che vedono fare in tv: vendono un prodotto così come è stato venduto loro, una sorta di ipse dixit: l’ha detto la tv…</p>
<p>Come dice Bauman “<u>la tv è un criterio di autoaffermazione umana</u>”. <em>Sono apparso in tv, ergo sum</em>?… potrebbe essere l’inizio di una nuova corrente filosofica, chi lo sa…(n.b: potrei dire anche ho un myspace ergo sum, o sono su youtube ergo sum, fa lo stesso)</p>
<p>E allora, figli del tubo catodico, cresciuti a suon di reality e talk show, unitevi!!! Colonizzate il mondo, riempitelo di cocuzza, tronisti di uomini e donne, letterine-veline-schedine e chi più ne ha più ne metta!!! Basta cultura, basta sfruttare le capacità intellettive, ci basta il pollice opponibile per cambiare i canali!!! Che scenario apocalittico…</p>
<p>Quando vedremo scendere i titoli di coda su questa fiera dell’ottusità?</p>
<p>Quando i bambini torneranno a voler fare da grandi l’astronauta o la ballerina (o per l’amor del cielo il ballerino e l’astronauta, per le pari opportunità…) e non il calciatore e la velina?</p>
<p>Quando ci renderemo veramente conto che abbiamo creato un mostro o – per citare Sartori –uno STRUMENTO ANTROPOGENICO che atrofizza le nostre capacità di capire proprio ora che il gioco si fa duro, che la realtà si complica??</p>
<p>Ma forse l’interrogativo più inquietante è questo: siamo sicuri che sia la tv che, sfuggita al nostro controllo sia divenuta il deus ex machina che impone un modello, e che essa non sia stata invece creata a nostra immagine e somiglianza?? Probabilmente sarebbe più semplice scoprire se è nato prima l’uovo o la gallina, e oltretutto entrambe le opzioni sono alquanto angoscianti…”cambio pacco”, mi verrebbe da dire…</p>
<p>C’è una speranza?? C’è qualcosa in grado di opporsi a quest’armata brancaleone di cerebrolesi proposti dalla tv? Forse Antonio Seurati è il profeta di questa nuova speranza: una civiltà del libro che accoglie l’eredità dell’umanesimo e punta ad un uomo mite, paziente e riflessivo, “capace di un corpo a corpo allo stesso tempo cortese e feroce con i media, una nuova specie di guerra civile”. Vive la résistance! E poi, se riusciamo a credere che Loredana Leccio sia una cantante e una ballerina, perché non dovremmo accarezzare la splendida utopia (utopia?) di una tv intelligente, lucida e pacata che non ha bisogno di alzare la voce per dare sostanza alle proprie tesi, che bada al contenuto oltre che alla forma?? Dopotutto anche tu che leggi qui e che mi hai sopportata fino a questo punto probabilmente ti preoccupi come la sottoscritta, a meno che tu non sia capitato per caso da queste parti dopo aver digitato “Loredana Lecciso” su google…</p>
<p>Aristotele un tempo ha detto “l’utopia è il modo in cui gli antichi chiamavano il progresso”, io l’ho sentito a Passaparola…mah? Voi cosa ne pensate? Siete ottimisti o dubbiosi o pessimisti? E ancora, vi vengono in mente esempi su come l’arte affronta questa emergenza? Io peraltro mi sono soffermata solo su uno degli orizzonti che ci apre Galimberti….Insomma, fatevi sotto!!</p>
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		<title>BIO ART</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Oct 2007 19:38:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Banuva</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[Bisogna limitare o addirittura bloccare lo sviluppo della bioarte perchè possibilmente pericolosa e, in parte, immorale? Oppure sono solo delle preoccupazioni di carattere personale, nate da fonti non scientifiche e quindi da non poter essere prese in considerazione come giustificazione motivata?
Vale veramente la pena giocare con la vita altrui per creare bioarte? Non conoscendo realmente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><strong>Bisogna limitare o addirittura bloccare lo sviluppo della bioarte perchè possibilmente pericolosa e, in parte, immorale?</strong> Oppure sono solo delle preoccupazioni di carattere personale, nate da fonti non scientifiche e quindi da non poter essere prese in considerazione come giustificazione motivata?</p></blockquote>
<blockquote><p><strong>Vale veramente la pena giocare con la vita <em>altrui</em> per creare bioarte?</strong> Non conoscendo realmente tutte le possibili conseguenze negative che questa potrebbe portare, non sarebbe più saggio dedicarsi ad altre forme d&#8217;arte innovative come la digital art?</p></blockquote>
<blockquote></blockquote>
<p> <a href="http://www.selfproject.it/gugolarti/2007/10/19/bio-art/#more-13" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
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