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	<title>Commenti a: Che senso ha certa architettura &#8220;monumentale&#8221; contemporanea</title>
	<link>http://www.selfproject.it/gugolarti/2007/12/13/che-senso-ha-certa-architettura-monumentale-contemporanea/</link>
	<description>Art on Demand</description>
	<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 12:57:13 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Sophia</title>
		<link>http://www.selfproject.it/gugolarti/2007/12/13/che-senso-ha-certa-architettura-monumentale-contemporanea/#comment-200</link>
		<dc:creator>Sophia</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Dec 2007 19:19:24 +0000</pubDate>
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		<description>(mario, grazie per la tua risposta. ti scriverò!)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>(mario, grazie per la tua risposta. ti scriverò!)</p>
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		<title>Di: Sophia</title>
		<link>http://www.selfproject.it/gugolarti/2007/12/13/che-senso-ha-certa-architettura-monumentale-contemporanea/#comment-199</link>
		<dc:creator>Sophia</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Dec 2007 19:00:49 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.selfproject.it/gugolarti/2007/12/13/che-senso-ha-certa-architettura-monumentale-contemporanea/#comment-199</guid>
		<description>la monumentalità architettonica- città - consumo

Certo, la tendenza dei tedeschi di preferire un affetto anti-monumentale nell'architettura ha un legame stretto con la storia recente. Non più si vuole tornare a una architettura di Speer! 

Comunque l'architetto di oggi dato che possiede un certo potere in quanto
la modificazione del nostro intorno, deve confrontarsi con il tema e quei limiti che produce con i suoi interventi. 
Le città crescono velocemente secondo i desideri degli uomini, visto che la macchina della globalizzazione dell'economia continua ad avanzare. 
Per noi, sotto il punto di vista della nostra vita moderna già non c´è urbanità senza monumentalità. Chi veramente vuole vivere, non abita nell'appartemento, ma "downtown" nel cuore delle metropoli, dove c'é la maggiore densità di ciò che è urbano.  
Già Baudelaire si era accorto che la città riesce a produrre una corsa religiosa. Tanto l'uomo moderno ha il mondo in quanto è tal grado di lasciarsi consumare delle metropoli. 
Questo desiderio più ovvio della grandezza si manifesta nella skyline di Manhattan. Prima di tutto, magari New York City è il simbolo par excellence visto che era il pioniere nel campo della città mondiale. 
Il turista particolarmente ha questa sensibilità di affascinarsi per il monumentale, senza 
cui il terreno urbano definitivamente già non è pensabile. 
Come appena citato sopra,  questa architettura è   l'incarnazione del potere, si riferisce oltre a tutto ciò, al significato della monumentalità come grandezza a cui effetto nessuno non si può sotrarre. 

Adesso mi interessa di più le relazione con il turismo. Con o sguardo più profondo si rende visivo ciò che è l'interesse del turista. Lo scopo che il turista visualizza che ha a vedere con la documentazione, la manifestazione, la volontà di lasciare un segno che renda evidente che lui ha in effetti fatto questo viaggio. Come si ferma meglio questo momento davanti alla tour Eiffel? Certo, si impregna nella pellicola fotografica. Ma non si vedranno le cose piccole, i dettagli in questa immagine. In vece, ciò che brillarà sono le "cattedrali", i edifici importante di misure - così si compie la missione del turista di oggi. Liberamente secondo il significato originale della parola: per memorizzare. 

L'architettura di una città si intreccia, lasciando leggere nella sua storia dei suoi origine come un mezzo di culto della sua identità. Cosí ogni identità ha la forma di una storia. l'architetto che trasforma il nostro intorno non solamente pianifica la città, ma diventa l'agente del cosí detto  "storying" . Ma che storia deve raccontare?

Per citare un grande critico della postmodernità, Marc Augé, il nostro mondo si caracterizzae per la assenza dei luoghi, i "non luoghi". Che sono le condizioni de questa società già non più moderna?
Una telecomunicazione che 
copre tutto il pianeta, con una rete economica globalizzata e globalizzante.
Non ha importanza il luogo, ma la rintracciabilità. Di nuovo ci incontriamo davanti a una società che valorizza piu la funzione che la sostanza.
Allo stesso tempo torna il culto del fisico come risposta a tutta questa virtualizzazione della nostra cultura.
Che ha a che vedere l'architettura con queste fenomeno? 
Se ci sono le nuove tecnologie e mezzi
che hanno lasciato queste ferite nella società, possono essere solo i vecchi mezzi che lo curano.
Dal momento in cui il legame tra uomo e spazio è stato spezzato, questa virtualità necessita una compensazione umana attraverso l'architettura. Da qui l'urbanità disegnata crea nuovi posti vitali per l'uomo.
Si costruiscono allora lo stadio di football, i parchi tematici, delle piazze grande come luoghi di culto architettonico. 

A volta ci troviamo davanti a un centro commerciale orrendo. Chi ha giocato questa carta, chi
assume questa sfida di costruire volentieri un tempio di consumo? Non si è troppo espansa 
 l'avversione contro il commercio tra questi professionisti idealistici? Quale è il senso de questi mercati aestetici? 
Se abbiamo un costruttore invisibile delle nostre città, che si chiama Mercato, non si può lasciargli il controllo visto che produce un'iconografia del consumismo esteticamente inaccettabile. 
L'architettura deve plasmare tutto ciò che non c'è nella vita quotidiana e razionale. Mi riferisco al desiderio che si è svegliato in noi d'incontrare qualcosa di magia, con un'aura e carisma. Rem Koolhaas si è reso conto che la revitalizzazione dello spazio urbano 
ha un collegamento stretto con i luoghi pubblici di consumo.
La città così diventa uno spettacolo per il turista consumatore. Ciò che si iniziò nelle famose gallerie di Parigi, è ovunque in modo che per lo shopping le persone hanno come destinazione del loro viaggio una certa "brand zone". Il negozio "in" di Londra serve come spettacolo attraente ed attirante, la città aumenta il valore dei marchi. "London, Paris, Milano" cosí come è scritto nella borsa...il luogo di spettacolo si vive come brand per se stesso.
L'architettura non si può perdere nella dicotomia tra arte e commercio, ma deve considerare la relazione
tra aspetti economiche e la creatività. Il fatto che il budget é poco si deve vedere come un esame di creatività. L'arte è farlo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>la monumentalità architettonica- città - consumo</p>
<p>Certo, la tendenza dei tedeschi di preferire un affetto anti-monumentale nell&#8217;architettura ha un legame stretto con la storia recente. Non più si vuole tornare a una architettura di Speer! </p>
<p>Comunque l&#8217;architetto di oggi dato che possiede un certo potere in quanto<br />
la modificazione del nostro intorno, deve confrontarsi con il tema e quei limiti che produce con i suoi interventi.<br />
Le città crescono velocemente secondo i desideri degli uomini, visto che la macchina della globalizzazione dell&#8217;economia continua ad avanzare.<br />
Per noi, sotto il punto di vista della nostra vita moderna già non c´è urbanità senza monumentalità. Chi veramente vuole vivere, non abita nell&#8217;appartemento, ma &#8220;downtown&#8221; nel cuore delle metropoli, dove c&#8217;é la maggiore densità di ciò che è urbano.<br />
Già Baudelaire si era accorto che la città riesce a produrre una corsa religiosa. Tanto l&#8217;uomo moderno ha il mondo in quanto è tal grado di lasciarsi consumare delle metropoli.<br />
Questo desiderio più ovvio della grandezza si manifesta nella skyline di Manhattan. Prima di tutto, magari New York City è il simbolo par excellence visto che era il pioniere nel campo della città mondiale.<br />
Il turista particolarmente ha questa sensibilità di affascinarsi per il monumentale, senza<br />
cui il terreno urbano definitivamente già non è pensabile.<br />
Come appena citato sopra,  questa architettura è   l&#8217;incarnazione del potere, si riferisce oltre a tutto ciò, al significato della monumentalità come grandezza a cui effetto nessuno non si può sotrarre. </p>
<p>Adesso mi interessa di più le relazione con il turismo. Con o sguardo più profondo si rende visivo ciò che è l&#8217;interesse del turista. Lo scopo che il turista visualizza che ha a vedere con la documentazione, la manifestazione, la volontà di lasciare un segno che renda evidente che lui ha in effetti fatto questo viaggio. Come si ferma meglio questo momento davanti alla tour Eiffel? Certo, si impregna nella pellicola fotografica. Ma non si vedranno le cose piccole, i dettagli in questa immagine. In vece, ciò che brillarà sono le &#8220;cattedrali&#8221;, i edifici importante di misure - così si compie la missione del turista di oggi. Liberamente secondo il significato originale della parola: per memorizzare. </p>
<p>L&#8217;architettura di una città si intreccia, lasciando leggere nella sua storia dei suoi origine come un mezzo di culto della sua identità. Cosí ogni identità ha la forma di una storia. l&#8217;architetto che trasforma il nostro intorno non solamente pianifica la città, ma diventa l&#8217;agente del cosí detto  &#8220;storying&#8221; . Ma che storia deve raccontare?</p>
<p>Per citare un grande critico della postmodernità, Marc Augé, il nostro mondo si caracterizzae per la assenza dei luoghi, i &#8220;non luoghi&#8221;. Che sono le condizioni de questa società già non più moderna?<br />
Una telecomunicazione che<br />
copre tutto il pianeta, con una rete economica globalizzata e globalizzante.<br />
Non ha importanza il luogo, ma la rintracciabilità. Di nuovo ci incontriamo davanti a una società che valorizza piu la funzione che la sostanza.<br />
Allo stesso tempo torna il culto del fisico come risposta a tutta questa virtualizzazione della nostra cultura.<br />
Che ha a che vedere l&#8217;architettura con queste fenomeno?<br />
Se ci sono le nuove tecnologie e mezzi<br />
che hanno lasciato queste ferite nella società, possono essere solo i vecchi mezzi che lo curano.<br />
Dal momento in cui il legame tra uomo e spazio è stato spezzato, questa virtualità necessita una compensazione umana attraverso l&#8217;architettura. Da qui l&#8217;urbanità disegnata crea nuovi posti vitali per l&#8217;uomo.<br />
Si costruiscono allora lo stadio di football, i parchi tematici, delle piazze grande come luoghi di culto architettonico. </p>
<p>A volta ci troviamo davanti a un centro commerciale orrendo. Chi ha giocato questa carta, chi<br />
assume questa sfida di costruire volentieri un tempio di consumo? Non si è troppo espansa<br />
 l&#8217;avversione contro il commercio tra questi professionisti idealistici? Quale è il senso de questi mercati aestetici?<br />
Se abbiamo un costruttore invisibile delle nostre città, che si chiama Mercato, non si può lasciargli il controllo visto che produce un&#8217;iconografia del consumismo esteticamente inaccettabile.<br />
L&#8217;architettura deve plasmare tutto ciò che non c&#8217;è nella vita quotidiana e razionale. Mi riferisco al desiderio che si è svegliato in noi d&#8217;incontrare qualcosa di magia, con un&#8217;aura e carisma. Rem Koolhaas si è reso conto che la revitalizzazione dello spazio urbano<br />
ha un collegamento stretto con i luoghi pubblici di consumo.<br />
La città così diventa uno spettacolo per il turista consumatore. Ciò che si iniziò nelle famose gallerie di Parigi, è ovunque in modo che per lo shopping le persone hanno come destinazione del loro viaggio una certa &#8220;brand zone&#8221;. Il negozio &#8220;in&#8221; di Londra serve come spettacolo attraente ed attirante, la città aumenta il valore dei marchi. &#8220;London, Paris, Milano&#8221; cosí come è scritto nella borsa&#8230;il luogo di spettacolo si vive come brand per se stesso.<br />
L&#8217;architettura non si può perdere nella dicotomia tra arte e commercio, ma deve considerare la relazione<br />
tra aspetti economiche e la creatività. Il fatto che il budget é poco si deve vedere come un esame di creatività. L&#8217;arte è farlo.</p>
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	<item>
		<title>Di: Dario Martini</title>
		<link>http://www.selfproject.it/gugolarti/2007/12/13/che-senso-ha-certa-architettura-monumentale-contemporanea/#comment-197</link>
		<dc:creator>Dario Martini</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Dec 2007 08:57:57 +0000</pubDate>
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		<description>La monumentalità però non è solo contemporanea. Le celebri sette meraviglie del mondo citate nel &lt;em&gt;De septem orbis spectaculis&lt;/em&gt; di Filone da Bisanzio o chi per lui sono &lt;em&gt;tutte&lt;/em&gt; opere monumentali ed &lt;em&gt;estreme&lt;/em&gt; rispetto alle proporzioni architettoniche del tempo, e non parliamo certo del XXI secolo, bensì di quasi due millenni or sono. Quello stupore che oggi proviamo per le opere di Gehry che tu nomini forse fu ancora superiore nei nostri antenati, a suo tempo, alla vista delle piramidi d'Egitto! Non trovi?

All'epoca lo strumento edile per eccellenza era la manodopera degli schiavi, oggi può esserlo anche un programma sviluppato dalla NASA. È una questione di sviluppo tecnologico, più che di creatività...
Se l'edilizia dell'impero romano avesse conosciuto gli estrusi metallici, credo proprio che qualche grattacielo l'avrebbe tentato. Ovviamente con altri obiettivi ed altre soluzioni, essendo differente la cultura, ma dubito che avrebbero resistito alla tentazione della monumentalità.

Per inciso: io invece trovo che sia decisamente umana l'idea di sfidare il cielo con costruzioni sempre più alte e monumentali, così come quella di affinare sempre più gli strumenti tecnici e di cercarne i limiti...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La monumentalità però non è solo contemporanea. Le celebri sette meraviglie del mondo citate nel <em>De septem orbis spectaculis</em> di Filone da Bisanzio o chi per lui sono <em>tutte</em> opere monumentali ed <em>estreme</em> rispetto alle proporzioni architettoniche del tempo, e non parliamo certo del XXI secolo, bensì di quasi due millenni or sono. Quello stupore che oggi proviamo per le opere di Gehry che tu nomini forse fu ancora superiore nei nostri antenati, a suo tempo, alla vista delle piramidi d&#8217;Egitto! Non trovi?</p>
<p>All&#8217;epoca lo strumento edile per eccellenza era la manodopera degli schiavi, oggi può esserlo anche un programma sviluppato dalla NASA. È una questione di sviluppo tecnologico, più che di creatività&#8230;<br />
Se l&#8217;edilizia dell&#8217;impero romano avesse conosciuto gli estrusi metallici, credo proprio che qualche grattacielo l&#8217;avrebbe tentato. Ovviamente con altri obiettivi ed altre soluzioni, essendo differente la cultura, ma dubito che avrebbero resistito alla tentazione della monumentalità.</p>
<p>Per inciso: io invece trovo che sia decisamente umana l&#8217;idea di sfidare il cielo con costruzioni sempre più alte e monumentali, così come quella di affinare sempre più gli strumenti tecnici e di cercarne i limiti&#8230;</p>
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